Evento

"Profezie. Domande per una tragedia contemporanea" | Spettacolo del laboratorio teatrale “Linguaggi del teatro e dell’attore”

Mostre e spettacoli

Presentazione dello studio teatrale "Profezie – domande per una tragedia contemporanea", esito del laboratorio annuale "Linguaggi del teatro e dell'attore" alla sua trentatreesima edizione. Rappresentazione diretta da Michalis Traitsis, regista e pedagogo teatrale di Balamòs Teatro e promossa dall'Università di Ferrara.

Abstract

Ispirata all'opera di Dürrenmatt, "La morte della Pizia", la ricerca per la rappresentazione "Profezie – domande per una tragedia contemporanea" prende avvio dall'indagine delle contraddizioni interiori dei personaggi scritta nell'opera, e la conduce oltre. L'interesse non è rivolto alla ricostruzione del mito classico, ma all'indagine delle contraddizioni interiori dei personaggi. Ognuno di loro diventa il luogo di una frattura: tra ciò che crede di essere e ciò che realmente è; tra il desiderio di verità e la necessità di sopravvivere; tra responsabilità individuale e meccanismi collettivi. Il destino, così centrale nella tradizione tragica, lascia progressivamente il posto ad altre domande: quale responsabilità abbiamo nei confronti delle verità che scegliamo di non vedere? Che cosa sacrifica ciascuno di noi per poter continuare a vivere nel mondo così com'è? In quale momento cominciamo a chiamare "necessario" ciò che fino a ieri ci sarebbe sembrato intollerabile? Ogni personaggio proposto incarna una diversa modalità di abitare queste domande.

Lo spettacolo

Uno studio teatrale ispirato al racconto "La morte della Pizia" di Friedrich Dürrenmatt, diretto da Michalis Traitsis - Balamòs Teatro.
Con la collaborazione artistica: Patrizia Ninu, foto: Andrea Casari e delle allieve e degli allievi del laboratorio “Linguaggi dell’attore e del teatro” del Centro Teatro Universitario di Ferrara: Asja Albrahimi, Michela Arcidiacono, Eris Cala, Marco Caushi, Giuseppe Cota, Lorenzo Salagean, Germana Scuccimarra, Anna Vincenti.

Il corpo precede la parola. Gesti, composizioni e immagini sceniche costituiscono la vera drammaturgia di questo studio teatrale, mentre i monologhi assumono la forma di confessioni intime più che di dichiarazioni ideologiche. La scena diventa uno spazio in cui il pensiero prende corpo prima ancora di essere pronunciato. Il mito si trasforma così in uno specchio del presente. La domanda non è più se il destino possa essere evitato, ma quanto ciascuno di noi partecipi, consapevolmente o inconsapevolmente, alla costruzione dei sistemi che producono sfruttamento, silenzi, adattamento e autoinganno. Non siamo quasi mai divisi tra bene e male. Siamo divisi tra l'immagine che abbiamo di noi stessi e quella che lentamente emerge quando qualcuno, o qualcosa, ci costringe a guardarci senza difese.

Come partecipare

L'ingresso è gratuito e aperto al pubblico con prenotazione obbligatoria all'indirizzo ctu@unife.it o contattando il numero: 328 8120452

Informazioni utili