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Uffici della giustizia | Intervista a Giulia Zagatti, laureata Unife e tirocinante in Procura

18/11/2022

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Uffici della giustizia | Intervista a Giulia Zagatti, laureata Unife e tirocinante in Procura

Grazie all’intesa siglata tra Università di Ferrara come ente promotore, Camera di Commercio come finanziatore, e Procura della Repubblica di Ferrara come sede ospitante di tirocini post laurea, Giulia Zagatti, dottoressa Unife in Operatore dei Servizi Giuridici, sta offrendo alle Segreterie della Procura cittadina un supporto qualificato e di alto livello.

I tirocini post laurea, compresi tra le azioni che Unife promuove nella transizione verso il mondo del lavoro, consentono a enti e aziende di portare avanti progetti innovativi facendo leva su dinamicità e conoscenze aggiornate di chi ha da poco conseguito una laurea.

Andrea Garau, Procuratore Capo della Repubblica presso il Tribunale di Ferrara, ha infatti recentemente dichiarato che questa collaborazione rappresenta per le Cancellerie una valida opportunità in un momento in cui si lamenta la scopertura di ruoli amministrativi. 

Giulia Zagatti, che ha superato la selezione per l’assegnazione del tirocinio con un punteggio di 60/60, ha iniziato la sua esperienza post laurea in Procura il 15 settembre e terminerà a metà marzo del prossimo anno.

Buongiorno Giulia, grazie per aver accettato il nostro invito. In cosa consiste il tuo supporto agli uffici della Procura della Repubblica? 

Collaboro con l’Ufficio Tiap, cioè l’Ufficio Trattamento informatico degli atti processuali. Personalmente mi occupo proprio di facilitare uno scambio di attività tra la Procura e il Tribunale di Ferrara. Come laureata Unife, sono state selezionate le mie competenze utili a svolgere attività di digitalizzazione dei fascicoli penali, al fine di semplificarne la visualizzazione. La mia collaborazione si inserisce quindi nell’ambito della dematerializzazione del processo penale. Grazie a questa esperienza, sto acquisendo capacità fondamentali per integrare e approfondire i miei studi: l’utilizzo di nuovi programmi, le modalità organizzative adottate dagli uffici e le questioni giuridiche affrontate.

Stai quindi utilizzando un software?

Sì, e si tratta di un programma che non è di semplice e immediata comprensione. Il software lavora mediante l’introduzione di differenti codici, e a ogni codice è associato il nome di un atto. Sostanzialmente mi occupo di scandagliare l’intero fascicolo penale cercando di comprendere la tipologia di atto che mi trovo dinnanzi, per inserirlo con il suo codice specifico nel programma. Attraverso questo sistema di digitalizzazione la visione del fascicolo da parte, per esempio, di un avvocato, viene decisamente facilitata, grazie a un’immediata e precisa descrizione del contenuto. 

Questa attività assolutamente innovativa consente agli avvocati di accedere ai fascicoli senza necessariamente recarsi in Procura?

Si sta implementando anche questa possibilità, ma al momento per estrarre copia del fascicolo l’avvocato deve ancora recarsi in Procura. Diciamo che a ora si riducono comunque notevolmente i tempi di permanenza fisica nelle Segreterie, e che tra gli obiettivi finali della dematerializzazione c’è anche la possibilità di lavorare da remoto.

Nella transizione dallo studio al mondo del lavoro, si parla spesso di soft skill: quali, tra quelle che possiedi, ritieni siano fondamentali per l’esperienza che stai svolgendo?

Sicuramente la mia capacità di collaborare, sia perché nel mio ruolo sono previste mansioni da svolgere non autonomamente, sia e soprattutto perché la digitalizzazione collega tutto l’ambito del Tribunale e della Procura. È insomma indispensabile il giusto approccio per lavorare tenendo conto delle diverse esigenze delle strutture coinvolte. Sono poi fondamentali estrema precisione, focalizzazione e scrupolosità, perché gli atti sono tanti e spesso non semplici da comprendere. D’altra parte però bisogna essere anche rapidi per rispettare i tempi richiesti dalla giustizia. In alcuni frangenti, più i tempi sono stretti meglio è. Anche la flessibilità è importante, perché può capitare di supportare altri uffici della Procura, svolgendo quindi mansioni diverse da quelle abituali.

Cosa consiglieresti a una/un collega che deve iniziare il suo tirocinio in Procura?

Certamente armarsi di pazienza, perché i dati da ricordare sono molti. Come dicevo, l’utilizzo del software non è immediato: più volte si chiederà aiuto alla tutor di riferimento. Consiglio poi di non voler imparare tutto a memoria, ma di ragionare al fine di capire veramente cosa si sta analizzando, come è formato un fascicolo, quali sono gli atti al suo interno. Soprattutto bisogna sapersi appassionare alla giustizia e a tutte le sue caratteristiche. Io avevo già svolto il tirocinio curricolare qui in Procura, e quando ho saputo di questa ulteriore opportunità post laurea, sono stata molto felice e mi sono candidata subito.

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Giulia Zagatti