SPETTACOLI

ultima modifica 19/06/2022 12:59

Il progetto “Indignitas” nel sito del MOdE dell’Università di Bologna

ultima modifica 02/05/2019 15:43
Valorizzato a tredici anni di distanza un importante progetto formativo del Centro Teatro Universitario realizzato da Daniele Seragnoli con allievi e collaboratori dell'epoca

 

Il Dipartimento di Scienze dell'Educazione dell'Università di Bologna ha creato da tempo il MOdE-Museo Officina dell'Educazione che "ha come oggetto principale lo studio delle possibilità offerte dal web nella creazione di uno spazio di esposizione e di condivisione di temi legati all’educazione. Questo ambiente, fortemente interattivo, si propone come laboratorio di ricerca al fine di conoscere, sperimentare, interpretare e condividere le testimonianze materiali e immateriali della cultura educativa".

All'interno del MODE è presente lo spazio "Sale Bianche" all'interno del quale il visitatore può allestire un "museo virtuale" su un tema di rilevante impatto nel campo dell'educazione.

Tra le varie altre è oggi presente la sala bianca realizzata da Mara Vincenzi: "INDIGNITAS: un progetto teatrale per la strage di Bologna 2 agosto 1980" visitabile all'indirizzo:

http://www.doc.mode.unibo.it/sale-bianche/%E2%80%9Cindignitas%E2%80%9D-un-progetto-teatrale-la-strage-di-bologna-2-agosto-1980

La descrizione:

"La sala presenta il progetto Indignitas del Centro Teatro Universitario di Ferrara, ideato nel 2005 e ricavato dalla raccolta di poesie del giornalista scrittore Gian Pietro Testa “Antologia per una strage Bologna 2 agosto 1980”, ispirata alla "Spoon River Anthology" dell'americano Edgar Lee Master e concepita come una raccolta degli ultimi pensieri vitali di ognuna delle vittime della strage. Lo spettacolo conclusivo è l’esito di un laboratorio, della durata di cinque mesi, condotto con gli allievi del Centro.
La scelta di questo allestimento è motivata dal forte valore didattico, educativo e sociale che il progetto esprime, e molti sono gli aspetti da sottolineare:
- l’importante valore di ricerca del laboratorio riguardo alla formazione e allo sviluppo di un pensiero critico, tanto più se il laboratorio è pensato su un evento tragico della storia contemporanea che molti dei partecipanti non hanno vissuto direttamente per ragioni anagrafiche;
- l’importante valore della drammaturgia, che non tratta politicamente l’argomento ma dà voce alle vittime della strage attraverso il simbolismo poetico, le metafore del teatro, le immagini, le visioni, i silenzi, la musica, le voci sussurrate;
- l’importante valore dello spazio, avendo pensato fin da subito a uno spettacolo a pianta centrale, poiché la tradizionale situazione frontale appariva troppo finta mentre era forte l’esigenza di lavorare sulla verità scenica coinvolgendo lo spettatore in uno spazio perimetrale condiviso, come se tutti si fosse in quella sala della stazione il 2 agosto 1980 in attesa di un treno.

Lo spettacolo ha avuto diverse repliche a iniziare dall’aprile 2006. Per l’allestimento di questa sala bianca si è scelta la rappresentazione avvenuta alla stazione di Bologna nell’ottobre successivo, nel luogo della strage, in collaborazione con l’Associazione tra i familiari delle vittime.
Indignitas si articola su una drammaturgia pensata per suscitare forti emozioni, nella convinzione che l’aspetto emozionale sia fondamentale per costruire la memoria e tenere vivo il ricordo, affiancando e rafforzando i discorsi e gli interventi politici.
Attraverso la multimedialità si è voluto creare il prototipo di modello di una sala sensoriale per far entrare il visitatore in uno spazio virtuale mettendolo in condizioni il più possibile simili a quelle dell’evento teatrale: ritrovarsi in quella sala d’aspetto come uno dei tanti viaggiatori, vivere quella esperienza attraverso parole, immagini, voci e suoni, ma anche suscitare un approccio critico e di riflessione civile".

All'interno della sala virtuale sono presenti fotografie, video, documenti sonori e di altra varia natura.

 

Teatro Ragazzi: “Sguardi Diversi” 2018 – 2019

ultima modifica 06/05/2019 13:07
Progetto promosso dall’Osservatorio Adolescenti del Servizio Giovani del Comune di Ferrara in collaborazione con l’Ufficio Alunni Stranieri dell’Istituzione Servizi Educativi, Scolastici e per le Famiglie del Comune di Ferrara

 

Un percorso di laboratorio rivolto agli alunni della scuola secondaria “T. Tasso” di Ferrara, condotto da Michalis Traitsis di Balamòs Teatro.

Lunedì 6 Maggio 2019 alle ore 11.00 presentazione dello spettacolo “voci e suoni da un’avventura leggendaria” da parte degli alunni delle I classi medie delle scuole secondarie di I° Grado “T. Tasso” di Ferrara presso la Camera Anecoica del Polo Tecnologico e Scientifico dell’Università di Ferrara.

In seguito lo spettacolo sarà presentato presso il Centro Teatro Universitario di Ferrara alle ore 10.00 nelle giornate di Martedì 7 Maggio, Mercoledì 8 Maggio, Giovedì 9 Maggio, Venerdì 10 Maggio, per le scuole di Ferrara e Provincia e infine Sabato 11 Maggio alle ore 18.00 per i familiari e il pubblico adulto, previa prenotazione.

Le quattro repliche 7-10 maggio, fanno parte della stagione Teatro Ragazzi 2018-2019 del Teatro Comunale di Ferrara.

Lo spettacolo, con le musiche dal vivo di Martina Monti, è tratto dall’incredibile avventura di Odisseo e i suoi compagni all’isola dei Ciclopi. Eroiche avventure, miti e leggende senza tempo raccontate con leggerezza e ironia dagli allievi del laboratorio teatrale “Sguardi Diversi” delle I classi della scuola secondaria “T. Tasso” di Ferrara:

Anna Badiale, Danil Bagev, Nicole Borsetti, Federica Cavazza, Sara Chiavieri, Ginevra De Sandi, Ruggero De Vivo, Martina Fornasiero, Diletta Lanzoni, Sebastiano Meneghesso, Sara Merighi, Martin Mihalaki, Jacopo Murciano, Sofia Nasci, Delia Padure, Sara Saletti, Neyna Sisian, Giorgia Vinciguerra.

Locandina “voci e suoni da un’avventura leggendaria” – Maggio 2019

"Prometeo Incatenato": evento conclusivo del laboratorio teatrale 2018-19

ultima modifica 19/07/2019 16:47
Martedì 16 Luglio alle ore 22.00 (prova aperta), Giovedì 18 Luglio e Venerdì 19 Luglio 2019, alle ore 21.00, si conclude il laboratorio teatrale del Centro Teatro Universitario di Ferrara “L’arte del teatro e dell’attore”, diretto da Michalis Traitsis, con la presentazione presso la sala del Centro in via Savonarola 19 dello spettacolo "Prometeo Incatenato" (ingresso gratuito previa prenotazione: 328 81 20 452).

 

La complessità della tragedia di Eschilo, alla quale lo spettacolo liberamente si ispira, ha a che fare con molteplici significati che, come un gioco ad incastro, rimandano l’uno all’altro.

Prometeo è colui che ha sfidato Zeus e che può rappresentare la ribellione politica irriducibile, coerente o cieca fino in fondo, a seconda delle letture. Prometeo è anche colui che non mette in discussione l’ordine precostituito ma rivendica il diritto al pensiero critico e libero. E’ un possibile Cristo dell’antichità che non vuole per se ruoli e potere ma è mosso dall’amore gratuito verso gli uomini a cui dona il fuoco che, nella mitologia greca rappresenta il potere della conoscenza. E’ ancora colui che contribuisce alle origini della civiltà e del progresso, che rimanda alla contesa eterna tra tradizione e progresso. E’ l’archetipo della inestinguibile lotta e conseguente decisione tra piegare la testa, subire, tacere, diventare massa informe, o combattere, rivendicare il diritto ad avere una voce, manifestare il proprio dissenso. E’ una riflessione continua su cosa sia la responsabilità etica e sull’assumersi le conseguenze delle proprie azioni.

Prometeo è soprattutto il dramma del dolore e della solitudine ma insieme della partecipazione corale che non ha il potere di abolire il dolore ma di elevarlo. Prometeo incatenato è stata definita tragedia immobile e in effetti è la stessa immobilità fisica a cui è ridotto il protagonista a imprimere una quasi totale assenza di movimento e azioni.

Nel presente studio si è scelto di rimanere aderenti alla sua versione originale perché i temi di cui tratta sono profondamente attuali di per sé. Attraverso un processo dall'interno verso l'esterno, si è lavorato per trovare voci, gesti, composizioni a partire dalla respirazione - l’impegno e la fatica di una respirazione a cui non siamo avvezzi - alla ricerca di una coralità che alluda all’essenza stessa del teatro, che è respiro collettivo.

La scena si svolge nella desolata e montuosa regione della Scizia. Qui Efesto assistito da Cratos (Potere) e Bia (Violenza), per ordine di Zeus incatena a una rupe Prometeo, colpevole di aver rubato il fuoco per darlo agli uomini e le conoscenze tecniche utili per il loro progresso. Ad assistere Prometeo, che lamenta l’ingiustizia divina e la gravità della sua pena, accorrono dagli abissi del mare, prima le oceanine (che formano il coro), poi Oceano, che si offre, ma inutilmente, per la difficile opera di pacificazione. Ma Prometeo non è la sola vittima del sovrano dell’Olimpo, lo è anche Io, fanciulla sedotta da Zeus e trasformata per gelosia da Era in una giovenca condannata a interminabili peregrinazioni e tormentata dai continui morsi di un tafano. Prometeo la conforta, rivelandole che un suo discendente, noto a lui solo, lo avrebbe liberato, privando Zeus del suo potere. Zeus, udita la conversazione con Io, invia Ermes per estorcere il segreto a Prometeo, ma egli non cede e per questo viene scagliato, insieme alla rupe a cui è incatenato, in un burrone senza fondo.

Regia, luci e scene: Michalis Traitsis

In scena gli allievi del CTU: Michela Arcidiacono, Andrea Bertocco, Federica Bucchicchio, Giuseppe Cota, Emanuela Del Giudice, Filippo Gkikouli, Giacomo Ippolito, Giulia Tiozzo, Lorenzo Trevisani, Simone Zanchin, Beatrice Zauli

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Lo spettacolo sarà replicato Lunedì 22 Luglio 2019 alle ore 16.00 (ingresso riservato), presso la Casa di Reclusione Femminile di Giudecca, nell’ambito del progetto teatrale "Passi Sospesi" di Balamòs Teatro negli Istituti Penitenziari di Venezia.

 

 

Spettacolo teatrale "Smeraldina o la Principessa di Moscovia"

ultima modifica 30/07/2019 16:39
Mercoledì 31 luglio, ore 21, presso la sede del CTU.

 

Lo spettacolo “Smeraldina o la Principessa di Moscovia” è il saggio conclusivo del Corso Internazionale “L’Attore e la Maschera nella Commedia dell’Arte” giunto alla sua undicesima edizione.

Il corso, organizzato dall’Associazione Cornucopia Performing Arts Labs e diretto da Fabio Mangolini assistito da Daniel Llull, ha visto la partecipazione di attrici e attori professionisti provenienti da Italia, Finlandia, Australia, Regno Unito e Hong Kong.

Già da diversi anni più di centocinquanta allievi professionisti provenienti da tutto il mondo hanno partecipato al Corso Internazionale sulla Commedia dell’Arte che viene considerato mondialmente come una delle maggiori eccellenze in questo ambito artistico.

Il Corso è inserito nel più ampio progetto “Ferrara e la Commedia dell’Arte”, frutto della collaborazione fra Cornucopia Performing Arts Labs e Centro Teatro Universitario, sostenuto dalla Regione Emilia-Romagna.

Locandina “L’attore e la Maschera nella Commedia dell’Arte”

 

 

"Prometeo incatenato" al XX Convegno Internazionale della rivista Catarsi–Teatri delle Diversità

ultima modifica 28/10/2019 18:34
Teatro Bramante di Urbania (PU), sabato 2 novembre 2019, ore 21:30

La messa in scena della tragedia di Eschilo è l’esito del percorso di laboratorio annuale del CTU “Linguaggi dell’attore del teatro” 2018/2019.

Dopo essere stata replicata presso il Centro Teatro Universitario di Ferrara e successivamente alla Casa di Reclusione Femminile di Giudecca nell’ambito del progetto Passi Sospesi di Balamòs Teatro negli Istituti Penitenziari di Venezia, viene ora riproposta all’interno della programma del Convegno “Emanciparsi dalla subalternità. Teatro, sport e letteratura in carcere”, come occasione per riflettere su teatro universitario e teatro in carcere.

Il programma completo del convegno in:  http://www.teatridellediversita.it/

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Prometeo Incatenato

uno spettacolo teatrale adattamento libero dall’omonima tragedia di Èschilo

regia, luci, scene: Michalis Traitsis (Balamòs Teatro)

con gli allievi del laboratorio del Centro Teatro Universitario di Ferrara:

Michela Arcidiacono, Andrea Bertocco, Federica Bucchicchio, Giuseppe Cota,Filippos Gkikouli,
Giacomo Ippolito, Lorenzo Trevisani, Simone Zanchin, Beatrice Zauli
e la partecipazione di Luminita Gheorghisor


"Che fai tu, luna, in ciel?", spettacolo itinerante diretto da Stefano Randisi e Enzo Vetrano

ultima modifica 27/11/2019 13:43
Domenica 1 dicembre - ore 17.00 - 18.00 - 19.00 Palazzo Turchi di Bagno, Corso Ercole I d'Este, 32 Ferrara

 

In occasione della mostra Spazio 2019. Scienza e immaginario cinquant’anni dallo sbarco sulla Luna realizzata dall’Università di Ferrara nel cinquantesimo anniversario della conquista del pianeta, domenica 1 dicembre il Centro Teatro Universitario presenta lo spettacolo itinerante Che fai tu, luna, in ciel? diretto da Stefano Randisi ed Enzo Vetrano (Cooperativa Le tre corde/Compagnia Vetrano-Randisi), con la partecipazione di un gruppo di allievi/e del CTU.

I sogni, le paure, i desideri ispirati dalla luna saranno le tappe di un percorso che partendo dalla sede della mostra a Palazzo Turchi di Bagno (Corso Ercole d’Este, 32) porteranno il pubblico accompagnato in piccoli gruppi a fare un breve, fantastico viaggio, scoprendo anche alcuni ambienti di Palazzo Prosperi Sacrati, eccezionalmente aperto e abitato per l’occasione da immagini poetiche, musicali e… lunari.

Le voci e i corpi di Alfonso Benazzo, Carla Calò, Claudia Cincotti, Liliana Letterese, Giuseppe Lipani, Andrea Lugli, Stefano Massarenti, Federica Mazza, Alice Pelucchi, Filippo Stefanoni, Alessandro Tagliati, Giulia Tiozzo, Alessandra Tracchi, Mara Vincenzi, Elisabetta Zecchi

danno vita alle parole – tra gli altri – di Dino Buzzati, Pier Paolo Pasolini, Ludovico Ariosto, Salvatore Quasimodo, Gianni Rodari, Tonino Guerra, Alda Merini, Giacomo Leopardi, Riccardo Bacchelli…

 

Considerata la particolarità dell’evento lo spettacolo sarà replicato in tre turni consecutivi con inizio rispettivamente alle ore 17, 18 e 19.

Per partecipare è pertanto obbligatoria la prenotazione inviando una e-mail a ctu@unife.it o un sms/whatsapp al numero 347/7165714, indicando nome, cognome e numero di spettatori.

Si ringrazia il Servizio Patrimonio del Comune di Ferrara per la concessione degli spazi di Palazzo Prosperi Sacrati

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Attori, autori e registi teatrali, Enzo Vetrano e Stefano Randisi lavorano insieme dal 1976.

Nel settembre del 2011 hanno vinto il premio Le Maschere del Teatro Italiano con lo spettacolo I Giganti della Montagna per la categoria Miglior spettacolo di prosa e nel 2010 hanno ricevuto il premio Hystrio-Anct per il loro lavoro tra ricerca e tradizione. Del 2007 è il premio ETI – Gli Olimpici del Teatro come miglior spettacolo per Le smanie per la villeggiatura di Carlo Goldoni, realizzato insieme a Elena Bucci e Marco Sgrosso.

Col Teatro Daggide di Palermo, loro città d’origine, Vetrano e Randisi hanno condiviso l’esperienza formativa del teatro di gruppo, orientando la propria ricerca verso il teatro d’attore, l’improvvisazione e la drammaturgia collettiva. Dall’83 al 92 hanno formato una compagnia all’interno della Cooperativa Nuova Scena di Bologna, per la quale hanno scritto, diretto e interpretato numerosi spettacoli fra cui una trilogia dedicata alla Sicilia, e hanno partecipato a diversi lavori con Leo de Berardinis.

Nel 1995 hanno fondato l’Associazione Culturale Diablogues, che spazia da produzioni di spettacoli di ricerca teatrale e musicale alla didattica, da collaborazioni e consulenze artistiche alla progettazione e realizzazione di eventi teatrali unici in luoghi di particolare interesse artistico e culturale. Dal 2001 al 2012 Vetrano e Randisi sono stati fondatori e direttori artistici del Festival Acqua di terra/Terra di luna.

Tra i loro spettacoli di maggiore successo: Il berretto a sonagli di Pirandello (1999) Anfitrione da Plauto, Molière, Kleist e Giraudoux (2000), Il mercante di Venezia (2001), Le smanie per la villeggiatura di Goldoni (2003), il repertorio pirandelliano costituito da L’uomo, la bestia e la virtù (2005), Pensaci, Giacomino! (2007) I Giganti della Montagna (2009) Fantasmi (2010) Trovarsi (2011).

Recentemente hanno affrontato con risultati emozionanti anche la drammaturgia di Franco Scaldati realizzando Totò e Vicé (2011), Assassina (2017), Ombre folli (2017), Riccardo 3-L'Avversario di F. Niccolini (2019).

Dal 2015 “Compagnia Vetrano-Randisi/Diablogues” è una firma della Cooperativa Le Tre Corde, attività teatrale di interesse regionale dell’Emilia Romagna (http://www.diablogues.it/)

Numerosissime le loro attività di laboratorio e formazione teatrale. Con Che fai tu, luna, in ciel?, i due registi rinnovano la collaborazione con il Centro Teatro Universitario di Ferrara dopo serate di spettacolo, incontri con studenti e spettatori e la realizzazione degli eventi di laboratorio Angeli incerti (2005), Novelle in nero da “Novelle per un anno” di Pirandello (2006), Spazi della memoria (dedicato a Leo de Berardinis, 2008), oltre al laboratorio Il lavoro dell’attore sul personaggio: Shylock, Sosia (da Molière), Shen-Te (2007).

 

Fotografie

ultima modifica 28/02/2022 11:56
Uno studio teatrale di Enzo Vetrano e Stefano Randisi con gli allievi del Centro Teatro Universitario

Martedì 9 novembre 2021 alle ore 21 presso l'Ex Teatro Verdi, il Centro Teatro Universitario presenterà Fotografie, l'esito di un percorso di laboratorio teatrale attorno alla drammaturgia di Franco Scaldati, condotto da Enzo Vetrano e Stefano Randisi.Locandina Fotografie

Fotografie compone tra loro in un montaggio poetico storie da un mondo numinoso e ineffabile, l’universo di Franco Scaldati, che Enzo Vetrano e Stefano Randisi hanno attraversato con i loro spettacoli in questi ultimi anni e che in quest’occasione ripropongono attraverso le suggestioni e i corpi degli allievi del laboratorio del Centro Teatro Universitario.

Uno spazio indefinito, dormitorio, ricovero, rifugio… attraversato da ombre, frammenti di sogno, talvolta comici, talaltra drammatici, ma sempre ambigui, come varchi verso un mondo invisibile che forse ci circonda e ci agita alla ricerca di un senso.

L'ingresso è su prenotazione inviando una mail a ctu@unife.it

Diari di un presente sospeso

ultima modifica 04/12/2020 15:47
Il video esito del laboratorio del Centro Teatro Universitario

 

È on line il video prodotto dal Centro Teatro Universitario, esito del laboratorio teatrale dell’a.a. 2019/2020, diretto da Michalis Traitsis, regista e pedagogo di Balamós Teatro.

Testi, audio e riprese del video sono stati realizzati dagli allievi del laboratorio durante il periodo di chiusura tra marzo e giugno del 2020.

Il laboratorio teatrale, che era partito secondo le consuete modalità in presenza e che era stato interrotto bruscamente a fine febbraio dalla pandemia, è poi ricominciato in modalità a distanza, con un lavoro di scrittura collettiva.

Gli allievi sono stati stimolati e guidati a stilare un diario del loro presente emotivo attraverso un dialogo quotidiano con il regista e conduttore del laboratorio. I testi, raggiunta la loro forma definitiva, sono stati letti, registrati e infine fissati in video autoprodotti dagli allievi. Il materiale così elaborato è stato montato insieme da Marco Valentini: testimonianza concreta della capacità di resilienza della comunità studentesca universitaria in quei giorni difficili.

Conservare una tessitura di relazioni costruite in questi mesi di lavoro ha aiutato ad affrontare in modo creativo la solitudine, le incertezze, lo spaesamento che questa nuova realtà ha impresso a ciascuno di noi.

"Diari di un presente sospeso" - Centro Teatro Universitario from Balamòs Teatro on Vimeo.

Bruxis

ultima modifica 29/03/2022 16:06
Uno studio teatrale della Compagnia Berardi-Casolari, con gli allievi del Centro Teatro Universitario

Giovedì 31 marzo alle ore 20.30, presso il Laboratorio Aperto Ferrara - Ex Teatro Verdi in Via Castelnuovo 10, si conclude il laboratorio promosso dal Centro Teatro Universitario di Ferrara e condotto dalla compagnia Berardi-Casolari con uno studio teatrale dal titolo Bruxis.

Bruxis è un percorso di formazione laboratoriale che, a partire dal vissuto autobiografico dei partecipanti, ha indagato sui disagi, personali e collettivi, che oggi la cosiddetta "Generazione Z" affronta nel relazionarsi in società. Attraverso l'utilizzo di tecniche teatrali varie, principalmente facenti capo alla tradizione della figura dell'attore-autore, e attraverso la pratica di esercizi sviluppati sul tema della cecità, i ragazzi sono stati incentivati a sviluppare uno sguardo nuovo sulla realtà, mirato a creare coesione ed empatia.

Le idee dei partecipanti e le loro suggestioni istintive sono state, così, trasformate in veri e propri materiali scenici, frammenti teatrali che hanno costituito la drammaturgia collettiva dell’esperienza laboratoriale.

A seguire si terrà l’incontro con i conduttori del laboratorio Gianfranco Berardi e Gabriella Casolari, coordinato dal Prof. Gerardo Guccini (Università di Bologna).

Il progetto è realizzato in collaborazione con il Laboratorio Aperto di Ferrara, che ospita l’evento all’interno della Piazza Coperta.

 

Bruxis

Uno studio teatrale della compagnia Berardi-Casolari

promosso dal Centro Teatro Universitario di Ferrara

in collaborazione con Laboratorio Aperto Ferrara - Ex Teatro Verdi

Con gli allievi del CTU:

Shabhaz Alvi, Michela Arcidiacono, Claudio Anzalone, Anna Chellini, Jonathan Cossu, Giuseppe Cota, Nushin Khorsandi, Alice Laurino, Giulia Leone, Filippo Panarese, Giselle Shuk

 

GIOVEDÌ 31 MARZO ORE 20.30

LABORATORIO APERTO - EX TEATRO VERDI

VIA CASTELNUOVO 10

Ingresso riservato: https://www.getcrowd.eu/event/961c8d97

Si accede solo in possesso di Green Pass rafforzato

Scarica la locandina dell'evento