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Il Delta padano nelle fotografie anni sessanta di Folicaldi e Vallieri | La Mostra dal 7 al 26 marzo a Palazzo Turchi di Bagno

01/03/2023

Vita universitaria

Il Delta padano nelle fotografie anni sessanta di Folicaldi e Vallieri | La Mostra dal 7 al 26 marzo a Palazzo Turchi di Bagno
Due fotografie esposte in mostra: da sinistra la fotografia di Vallieri dal ciclo "Immagini padane" 1969 (Archivio Gallerie d'Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara) a destra la fotografia di Folicaldi "Ponte delle ragazze" (anni sessanta)

Il Delta padano e il suo ambiente di straordinario valore naturalistico, paesaggistico e antropologico saranno al centro della mostra fotografica “Folicaldi & Vallieri. Una storia padana. Fotografie degli anni Sessanta”, che inaugurerà martedì 7 marzo alle ore 17.30 nel Salone delle Mostre Temporanee di Palazzo Turchi di Bagno (c.so Ercole I D’Este, 32) e resterà aperta fino al 26 marzo.

L’esposizione a ingresso libero, organizzata in collaborazione con le Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara, raccoglie circa trenta fotografie del medico fermano di adozione, ma di radici emiliane, Romano Folicaldi e poco più di una decina dell’artista ferrarese Gianni Vallieri, in prestito dall’Archivio delle GAMC di Ferrara.

Curata dalla Professoressa Ada Patrizia Fiorillo e dal Professor Giuseppe Scandurra nell’ambito delle attività di Terza Missione del Dipartimento di Studi Umanistici e del Sistema Museale dell’Università di Ferrara, l’occasione di questa doppia personale, propone un percorso di immagini dedicate al Delta padano, realizzate dai due autori nel corso degli anni Sessanta.

Come motivano i curatori, la scelta di questa mostra, vuole essere un ulteriore momento di lettura e di conoscenza del territorio ferrarese che entrambi, nell’ambito dei propri studi, hanno indagato e continuano a indagare, l’una dal punto di vista storico-artistico, l’altro da quello antropologico.

“Si tratta di immagini – osservano Fiorillo e Scandurra – che trattengono in entrambi una particolare aura, in bilico tra documento e racconto. Non vi è solo il tema ad accomunarle, quel tratto di pianura padana che vede al centro il territorio di Comacchio, ma un certo modo di adoperare l’apparecchio fotografico, di fissare l’obiettivo per catturare, con il fascino di un bianco e nero avvolto da studiate e morbide scale di grigi, attimi che appartengono a un mondo che c’è stato, con i suoi caratteri paesaggistico-ambientali, con la sua gente, con i suoi riti e i suoi miti. Una visione antropologica la si può dire per i due autori che catturano luoghi, ma insieme a questi, gruppi sociali e individui di cui sanno restituire caratteri, espressioni, occupazioni quotidiane. Tutto amalgamato dalla misura tempo, accento indispensabile della fotografia”.

È un tempo esistenziale quello che ha riportato Folicaldi sul territorio di Comacchio, guidato dalla riscoperta e dalla memoria per la quale sono nate le bellissime foto, selezionate dal progetto editoriale, ancora inedito, di un volume fotografico. Immagini rigorosamente in bianco e nero che restituiscono la bellezza di un territorio e di un mondo passato con le sue valli, prosciugate e trasformate e con l’operosità di donne e uomini.

Frutto di un esercizio che ha accompagnato la sua lunghissima vita di pittore, le fotografie di Vallieri sono parte di un ciclo intitolato “Immagini padane” che l’artista aveva realizzato ed esposto nel 1969 presso il Centro Attività Visive di Palazzo dei Diamanti. Sono immagini che l’artista ha dedicato ad un mondo agricolo e preindustriale della provincia ferrarese, fissate attraverso un racconto carico di realtà e al tempo stesso di una visione interiore che combina l’aspetto di una resa oggettiva con l’interferenza di segni e ombre di matrice espressiva.

La mostra è visitabile tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 18.

Romano Folicaldi (Trento, 1931)

Nella città marchigiana per più di quarant'anni ha svolto la professione di medico ospedaliero. Da sempre fotografo appassionato, ha dedicato molto del suo lavoro a Comacchio, ai profondi cambiamenti cui sono andate incontro le sue valli negli anni Sessanta, alle persone che li hanno vissuti. Nel 1966 ha fotografato il progetto della Chiesa di Santa Maria Assunta di Riola di Vergato di Alvar Aalto presentato a Bologna. Tra le molte mostre nelle quali ha esposto si segnalano: nel 1985 “Le persone di un fotografo - Immagini di Romano Folicaldi” presso la Fondazione Corrente di Milano; nel 1997 “La scena marchigiana tra immagine e immaginario”, allestita a Fermo; nel 2004 “Il tempo, i Riti, le Immagini del Cristo morto di Monterubbiano, presso la Sala Consiliare di Monterubbiano; nel 2014 “Il lavoro che ha reso presente il passato”, presso il Palazzo Buonaccorsi di Macerata; nel 2021 “Fotografie con la data” presso la Società Operaia di Porto San Giorgio. Molte sue fotografie compaiono in volumi editi in Italia. Per le ricerche tra fotografia e memoria, riceve, nel 2011 il Premio Friuli-Venezia Giulia Fotografia – XXV Edizione. Nel 2016 è fondatore dell’Associazione GRANDAGOLI e POLIEDRI all’interno della quale ha contribuito alla formazione di un Archivio fotografico di rilevante importanza storico-culturale, riconosciuto e sostenuto nel 2019, per il grande lavoro di catalogazione, dalla Regione Marche.

Gianni Vallieri (Ferrara, 1928-2017).

Dopo essersi diplomato all’Istituto d’Arte Dosso Dossi di Ferrara e all’Istituto Statale d’Arte di Urbino, frequenta l’Accademia di Belle Arti di Bologna. Dal 1951 al 1954 si trasferisce a Parigi dove frequenta l’Ecóle Nationale Supérieure des Beaux-Arts. Rientrato a Ferrara, nel 1958 diventa titolare della Cattedra di Figura dell’Istituto d’Arte “Dosso Dossi”, insegnamento che mantiene fino al 1985. Numerose le mostre allestite in sedi riconosciute in Italia e all’estero, dove le sue opere sono pure presenti in raccolte pubbliche e private. Tra queste il Museo d’Arte Occidentale di Kyoto, la Phyllis Lucas Gallery di New York, la Galérie Lussan e la Galérie Jean Louis Bosc del Louvre des Antiquaires di Parigi, la Galerie d’Art Mouvances di Parigi. Nel 1977 la rivista “Home” gli ha dedicato un servizio a cura di Giorgio Albani. Nel 1979 vince il Premio “Senatore Niccolini” indetto dalla Cassa di Risparmio di Ferrara. Nel gennaio 1992 con il patrocinio dell’Alliance Française, al Ridotto del Teatro Comunale di Ferrara, viene presentata da Franco Farina e Régine Lussan la monografia Gianni Vallieri, per le edizioni Maurizio Tosi, Ferrara. Nel 1993 il comune di Voghiera gli conferisce la cittadinanza onoraria per meriti artistici. Nel 1998 si reca in Borgogna ad eseguire paesaggi su invito della galleria Régine Lussan di Parigi. Nel 1999 un gruppo di allievi del Liceo Artistico di Regensburg, guidati dal professor Siegfred Jordan, vengono a Ferrara per una lezione sulle opere di Vallieri, esposte appositamente nel convento San Giorgio. Nel 2000 la Camera di Commercio gli conferisce il riconoscimento alla carriera “Lionello d’Este”. 

Materiali utili

Ulteriori informazioni

  • sistema.museale@unife.it