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Concorso di progettazione "Complesso Machiavelli"

FAQ

 

Domanda n. 1) I nuovi volumi possono essere collocati oltre l'area di sedime, ma dentro la linea verde?

Risposta n. 1) Come indicato all’articolo 1.1.4 del Documento di Indirizzo alla Progettazione, la linea tratto-punto verde rappresenta “il limite massimo di possibile estensione del nuovo edificio con riferimento al rispetto delle distanze dall’edificio principale esistente e alla salvaguardia degli spazi di circolazione interni al complesso”.I nuovi volumi potranno essere collocati nello spazio compreso tra le linee rosse, gialle e la linea verde indicate nello schema planimetrico.

 

Domanda n. 2) Il bando prevede di inserire più posti a sedere per la sala conferenza e realizzare una hall con servizio ristoro. Se i metri cubi devono esser gli stessi, dobbiamo ridurre lo spazio destinato a laboratorio?

Risposta n. 2) Si evidenzia che non è previsto alcuno spazio da destinare a laboratorio. Le funzioni da prevedere nel nuovo edificio sono indicate all’articolo 1.2.2 del Documento di Indirizzo alla Progettazione: aula divisibile, spazio comune, servizi igienici e locali accessori. Si evidenzia che presso lo spazio comune non è previsto un servizio di ristoro bensì un’area dedicata a distributori automatici.

 

Domanda n. 3) Alcuni servizi possono esser messi sotto terra? O addirittura, la sala conferenza può essere interrata?

Risposta n. 3) La previsione di locali interrati è demandata alle scelte progettuali del concorrente. Tale valutazione dovrà essere effettuata tenendo conto:- degli aspetti funzionali e di accessibilità;- delle conseguenze a livello manutentivo;- dell’assetto idrogeologico rappresentato nella relazione messa a disposizione e delle conseguenti criticità e problematiche;- della necessità di garantire la salubrità dei locali e un corretto smaltimento delle acque. Si evidenzia che non è prevista la realizzazione di una sala conferenza, bensì di un’aula didattica suddivisibile.

 

Domanda n. 4) Nel documento di indirizzo alla progettazione si richiede che i servizi igienici siano divisi per sesso, dimensionati per consentire al massimo l’utilizzo da parte anche di persone con disabilità, evitando la realizzazione di servizi dedicati, ma adottando soluzioni che non distinguano tra i fruitori; da normativa sono da realizzarsi un servizio ogni 50 persone, pertanto sono 7 servizi. Dimensionare 7 servizi che siano fruibili richiede la disponibilità di tanti metri. Considerando improbabile che gli studenti usufruiscano dei servizi igienici tutti contemporaneamente, non è più funzionale realizzare un solo servizio dedicato ai diversamente abili?
Risposta n. 4). All'art. 1.2.1 del Documento di Indirizzo alla Progettazione si riporta l’esigenza di dotare il nuovo edificio di “servizi igienici divisi per sesso, dimensionati per consentire al massimo l’utilizzo da parte anche di persone con disabilità, evitando la realizzazione di servizi dedicati, ma adottando soluzioni che non distinguano tra i fruitori”.Tale indicazione ricalca il nuovo approccio alla progettazione volta alla massima fruibilità estesa degli spazi, senza distinzione tra i fruitori. Essendo questa un’indicazione e non una prescrizione normativa, si ritiene che la realizzazione di servizi tutti accessibili sia un obiettivo a cui tendere e non un obbligo, ferme restando però le disposizioni legislative in merito.

 

Domanda n. 5) È plausibile poter mettere le unità esterne sul tetto? vi è a Ferrara un piano di regolamento acustico?
Risposta n. 5) Tra gli obiettivi estetici riportati all’art. 1.2.1 del Documento di Indirizzo alla Progettazione è presente l’“integrazione architettonica dell’impiantistica a servizio del fabbricato”. L’eventuale collocazione di unità esterne in copertura dovrà quindi tenere conto dell’obiettivo citato. Dovrà essere tenuta in considerazione anche la visibilità da edifici più alti presenti al contorno. La collocazione delle unità sul coperto dovrà comunque rispettare le indicazioni normative in merito alla collocazione di impianti esterni in centro storico (si veda anche la parte II delle NTA del Rue di Ferrara, art. 68, punto 12) e in merito al rispetto dei parametri acustici. Dovranno inoltre essere valutatele possibili ripercussioni a livello di vibrazioni e di rumore all’interno dell’edificio. Come riportato all’art. 1.4.13 del Documento di Indirizzo alla Progettazione, a Ferrara è presente il piano di classificazione acustica con relative Norme tecniche di attuazione, a cui si rimanda.

Domanda n. 6) I volumi oggetto della progettazione richiesta in questa fase sono le aree delle singole stanze moltiplicate per la rispettiva altezza?
Risposta n. 6) Come riportato all’art. 1.1.4 del Documento di Indirizzo alla Progettazione e come previsto dal RUE di Ferrara, essendo l’area di intervento in centro storico “non sono ammessi incrementi del volume utile Vu esistente fuori terra, computato escludendo eventuali corpi di fabbrica che non siano legittimi; la superficie utile Su potrà essere aumentata nel rispetto di tale limite”. Per la definizione di Volume utile si rimanda agli Allegati alla Parte I del RUE di Ferrara, art. 1: “Volume utile (Vu) è definito al punto 29 dell’Allegato A alla delibera ALER 279/2010 e s.m.i.. Il volume utile si misura in mc.” Il punto 29 dell’Allegato A alla delibera ALER 279/2010 29 definisce Volume utile (Vu) la “Somma dei prodotti delle superfici utili o accessorie per le relative altezze utili; il volume utile di un vano può risultare dalla somma di più parti con altezze diverse”.Nella tabella riportata nell’art. 1.2.2 del Documento di Indirizzo alla Progettazione tale calcolo del volume utile è stato effettuato per gli edifici esistenti, al fine di determinare il dato volumetrico da rispettare in sede di progettazione.Nella progettazione del nuovo edificio si dovranno applicare le modalità di calcolo del volume utile riportate nel RUE al fine di verificare il rispetto del limite imposto dal volume utile attuale dei fabbricati esistenti.

Domanda n. 7) In riferimento all’art. 1.1.4 del documento di indirizzo alla progettazione, è corretto intendere che il limite edificatorio massimo del volume chiuso sia la linea verde?
Risposta n. 7) Si rimanda alla FAQ n. 1 

 

Domanda n. 8) È possibile avere un dwg completo di tutta l’area che comprenda anche la zona dei parcheggi?

Risposta n. 8) Gli elaborati grafici a disposizione dei concorrenti sono unicamente quelli presenti all’interno del sito.

 

Domanda n. 9) Si richiede per quanto riguarda la relazione illustrativa, così come indicato nel disciplinare di concorso al punto 2.a alla pagina 14, se sono valide le stesse impostazioni di pagina, compresi i limiti di 10 facciate indicati per la “Relazione sintetica riepilogativa degli elementi di valutazione”, in quanto non indicati.

Risposta n. 9) Per la relazione illustrativa non sono previste impostazioni di pagina e limitazioni nel numero delle facciate. Si è infatti ritenuto che la definizione a priori di un numero massimo di pagine avrebbe costituito una limitazione dell’attività progettuale. 

 

Domanda n. 10) In merito al costo stimato per la realizzazione delle opere nel paragrafo 1.6 a pag. 5 del disciplinare di concorso è indicato come limite massimo l’importo di € 1.200.000,00 comprensivo degli oneri di sicurezza. Oltre agli “oneri” di sicurezza, che notoriamente sono quelli interni alla lavorazione, vanno computati anche i “costi” della sicurezza, che sono oggetto di un apposito computo allegato al piano di sicurezza, così come definito dalla delibera ANAC n° 100 del 8 febbraio 2017. Si chiede pertanto se con oneri della sicurezza compresi nell’importo massimo si faccia in realtà riferimento alla stima dei costi della sicurezza allegati al PSC (da prevedere nelle fasi successive di progettazione) o agli oneri aziendali della sicurezza, e che quindi la stima dei costi della sicurezza potrà avere copertura economica aggiuntiva a quella di € 1.200.000,00.

Risposta n. 10) Come previsto dalla Delibera ANAC n. 100 dell’8 febbraio 2017 “Gli importi della sicurezza relativi ad un  appalto possono essere distinti in due categorie: i costi della sicurezza e gli  oneri aziendali della sicurezza. La definizione dei primi spetta alla stazione  appaltante, la determinazione e l’indicazione in sede di offerta degli oneri  aziendali della sicurezza rappresenta, invece, un obbligo posto a carico degli  operatori economici concorrenti. Gli uni, dunque, sono oneri (rectius costi)  non soggetti a ribasso, finalizzati all'eliminazione dei rischi da  interferenze, gli altri sono oneri concernenti i costi specifici della  sicurezza, connessi all'attività delle imprese, che devono essere indicati  dalle stesse nelle rispettive offerte.”
Spetta quindi alla Stazione Appaltante unicamente la determinazione dell’importo degli oneri (rectius costi) derivanti dai rischi interferenziali di cui all’art. 100 e all’allegato XV del D.Lgs. 81/08. Il costo massimo dell’opera pari a 1.200.000,00 € comprende sia i costi della sicurezza determinati nel PSC in sede di progettazione sia gli oneri aziendali della sicurezza che dovranno essere indicati dall’offerente in sede di gara per l’affidamento dei lavori (quota parte dell'importo lavori offerto). L’importo degli “oneri della sicurezza” indicati all’art. 2.2.1 del DIP rappresenta quindi una prima quantificazione sommaria relativa ai costi della sicurezza del PSC (all’interno del Disciplinare del Concorso punto 1.6, tali costi sono stati ripartiti proporzionalmente nelle categorie generali e specializzate che compongono l’opera).

 

Domanda n. 11) Nell’ allegato 2 – DGUE all’indicazione della forma di partecipazione (parte II pag. 3) in caso diraggruppamento temporaneo è richiesto se pertinente un nome del raggruppamento temporaneo. Occorre stabilire un nome del raggruppamento?

Risposta n. 11) Non sussiste l' obbligo di assegnare un nome al raggruppamento, tale possibilità è a discrezione dei concorrenti.

 

Domanda n. 12) Nell’ allegato 4 - modello dichiarazione titoli di studio e professionali, è richiesto di indicare l’abilitazione all’ esercizio della professione di… Essendo richiesto di indicare già l’iscrizione all’ albo/ordine ed il possesso del titolo di studio, non è chiaro che genere di abilitazione si debba eventualmente indicare

Risposta n. 12) L'abilitazione da indicare obbligatoriamente è quella all'esercizio della professione, che si ottiene con il superamento dell'Esame di Stato. Si richiede infatti la data dell'abilitazione e la sede universitaria presso cui è stata conseguita. Questa informazione risulta fondamentale nel caso dei raggruppamenti temporanei, per i quali vige l'obbligo di inserire nel gruppo di progettazione un giovane professionista, in quanto a norma di legge il possesso del requisito di anzianità non superiore a 5 anni va calcolato dalla data di abilitazione, non dalla data di iscrizione all'Albo/Ordine (art. 4 comma 1 Decreto ministeriale 2 dicembre 2016 n. 263).

 

Domanda n. 13) Il professionista abilitato da meno di 5 anni deve quindi comunque essere iscritto all'albo/ordine ?

Risposta n. 13) L'art. 24 del D.Lgs. 50/2016 , rubricato "Progettazione interna e esterna alle amministrazioni aggiudicatrici in materia di lavori pubblici", così dispone (comma 5): "Indipendentemente dalla natura giuridica del soggetto affidatario l'incarico è espletato da professionisti iscritti negli appositi albi previsti dai vigenti ordinamenti professionali".

 

Domanda n. 14) deve essere in possesso della partita IVA?

Risposta n. 14) con riferimento alla partita IVA,  ai fini della partecipazione al concorso non è necessario possederla; in caso di vincita di uno dei premi, si valuterà, considerando il caso soggettivo specifico, se sussista l'obbligo di aprirla.

 

Domanda n. 15) I costi previsti per la realizzazione dell'opera sono comprensivi anche dei costi relativi alle lavorazioni per la sistemazione degli spazi esterni?

Risposta n. 15) Il costo dell’intervento ricomprende le opere di sistemazione esterna direttamente connesse all’intervento (si veda al riguardo l’art. 1.2.2 del Documento di Indirizzo alla Progettazione – pag. 14).

 

Domanda n. 16) Qual è il limite dell'area per la quale si richiede la sistemazione degli spazi esterni?

Risposta n. 16) Sono da considerarsi comprese le opere direttamente connesse alla realizzazione dell’intervento e alla fruizione dell’opera (si veda al riguardo l’art. 1.2.2 del Documento di Indirizzo alla Progettazione – pag. 14).

 

Domanda n. 17) I parcheggi per disabili vanno mantenuti nella stessa posizione dello stato attuale?

Risposta n. 17) Gli attuali parcheggi per persone con disabilità sono situati in prossimità dell’ingresso all’edificio principale. Si ritiene che tale collocazione possa essere modificata unicamente garantendo un’adeguata e analoga prossimità all’accesso dell’edificio esistente e del fabbricato oggetto del concorso.

 

Domanda n. 18) Esiste una previsione del numero di posti per bici e ciclomotori?

Risposta n. 18) Non esiste una stima di tale necessità. Al momento sono presenti in prossimità dell’edificio circa 100 posti per cicli (a ridosso dei prefabbricati, presso la tettoia esterna e al cancello carrabile di via Machiavelli). Ridurre tale quantità determinerebbe una condizione peggiorativa rispetto all’attuale. Si evidenzia che la quantità di ciclomotori è notevolmente minore rispetto a quella delle biciclette (per tale tipologia di posti non è possibile fornire un dato di fabbisogno)

 

Domanda n. 19) Lo spazio di accoglienza può essere uno spazio coperto ma esterno (ossia non chiuso da infissi) o deve necessariamente essere uno spazio caldo?

Risposta n. 19) Il Documento di Indirizzo alla Progettazione all’art. 1.2.2 (pagina 13) prevede che presso tale spazio sia presente una zona per lo stazionamento degli studenti, per l’eventuale installazione di distributori automatici di bevande e pannelli informativi. Si ritiene quindi che tale spazio debba garantire un comfort abitativo agli studenti e conseguentemente debba essere coperto, chiuso e riscaldato.

 

Domanda n. 20). Il disciplinare di gara  a pg.21 “Elemento E” dice “Tali aspetti dovranno essere sinteticamente descritti all’interno della relazione tecnica”; si chiede di chiarire se i contenuti relativi all’elemento E vadano trattati esclusivamente nella relazione tecnica di cui al punto 1 di pg.13 “Relazione sintetica riepilogativa degli elementi di valutazione”; è possibile inserire elementi anche negli elaborati grafici del PTFE?

Risposta n. 20). L’indicazione riportata a pagina 21 del Disciplinare di Concorso non implica l’esclusiva rappresentazione dell’elemento di valutazione all’interno della relazione tecnica (la relazione tecnica deve intendersi corrispondente alla relazione illustrativa di cui all’art. 4.3.1, punto 2, lettera a, pagina 14 del Disciplinare). Come riportato a pagina 15 del Disciplinare del Concorso,  “Gli elaborati grafici dovranno fornire una descrizione accurata del progetto e consentire la comprensione delle caratteristiche peculiari della proposta progettuale anche in funzione degli obiettivi e delle esigenze da soddisfare nonché degli elementi di valutazione”. Risulta quindi possibile inserire, oltre alla parte descrittiva contenuta nella relazione illustrativa, anche una parte grafica all’interno delle tavole. Resta ferma la richiesta di indicazione in forma sintetica di cui all’art. 4.3.1, punto 1, pagina 13 del Disciplinare.

 

 

 

 

pagina aggiornata al 20/11/2017