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Dottorati Unife | Almalaurea: continua la crescita ed entro un anno il 97,2 % trova lavoro

31/07/2026

Vita universitaria

I dati AlmaLaurea collocano l’Università di Ferrara al primo posto tra gli Atenei regionali per tasso di occupazione. Elevati anche il livello di internazionalizzazione, la produzione scientifica e la collaborazione con le imprese.

Qualità della formazione, apertura internazionale e un rapporto sempre più stretto con il sistema produttivo caratterizzano l’esperienza dottorale dell’Università di Ferrara. Un modello che si traduce in risultati occupazionali particolarmente positivi: a un anno dal conseguimento del titolo, il 97,2% delle dottoresse e dei dottori di ricerca di Unife risulta occupato.

Il dato, il più alto tra gli Atenei dell’Emilia-Romagna, supera di 3,1 punti percentuali la media nazionale, pari al 94,1%. Anche le retribuzioni risultano superiori alla media italiana, mentre il percorso formativo si distingue per la forte dimensione internazionale e per la capacità di preparare a professioni ad alta qualificazione.

È quanto emerge dalle ultime rilevazioni AlmaLaurea, che restituiscono l’immagine di una formazione dottorale fondata sulla qualità della ricerca, sull’internazionalizzazione e sul dialogo con università, centri di ricerca e imprese.

L’impegno dell’Università di Ferrara è confermato anche dagli investimenti destinati al prossimo anno accademico. Sono attualmente in corso le selezioni per 122 posizioni di dottorato interamente finanziate, alle quali si aggiungono altri 10 posti sostenuti da Unife nell’ambito di Dottorati di interesse nazionale e Dottorati in forma associata di cui l’Ateneo è partner.

L’investimento complessivo raggiunge quasi 10 milioni di euro. Di questi, circa 5,4 milioni sono stanziati direttamente dall’Ateneo, comprendendo anche la quota di finanziamento ministeriale vincolata alle borse di studio, pari a poco meno di 3 milioni di euro. Risorse che confermano la centralità della formazione dottorale nella strategia di sviluppo della ricerca di Unife.

«Il dottorato rappresenta il luogo in cui si forma la ricerca del futuro, si generano elementi di innovazione per la società e si preparano le persone che saranno chiamate a guidarla – dichiara Laura Ramaciotti, Rettrice dell’Università di Ferrara –. I dati AlmaLaurea confermano la solidità di un modello che mette al centro la qualità della formazione e dell’esperienza di ricerca, il confronto internazionale e la capacità di affrontare le grandi sfide della contemporaneità. È un risultato che appartiene all’intera comunità accademica e testimonia come investire nella formazione dottorale significhi investire nella conoscenza, nell’innovazione e nel futuro del Paese. Ogni giovane ricercatrice e ogni giovane ricercatore che sosteniamo rappresenta un investimento nella capacità dell’Università di produrre nuova conoscenza e generare sviluppo economico, sociale e culturale».

«Le rilevazioni AlmaLaurea mostrano una crescita che riguarda l’intero percorso di formazione – commenta Vincenzo Guidi, Direttore dell’Istituto Universitario di Studi Superiori IUSS Ferrara 1391, la Scuola dottorale di Unife –. Sempre più dottorande e dottorandi svolgono esperienze all’estero, partecipano a reti scientifiche internazionali, pubblicano durante il percorso e trovano rapidamente occupazione in professioni ad alta qualificazione».

«Particolarmente significativo è il dato relativo all’occupazione a un anno dal conseguimento del titolo, insieme alle caratteristiche dell’attività lavorativa, alla mobilità internazionale, alla produzione scientifica e alla provenienza delle dottoresse e dei dottori di ricerca. Si tratta di indicatori in costante miglioramento e superiori, in alcuni casi anche di molto, alla media nazionale. È la testimonianza concreta di quanto le scelte dello IUSS, assunte anche grazie al fondamentale contributo delle rappresentanze delle dottorande e dei dottorandi, siano coerenti con un contesto scientifico e sociale in continua evoluzione».

«Vorrei sottolineare in particolare – prosegue Guidi – che il 41,4% delle dottoresse e dei dottori di ricerca Unife occupati lavora nel settore privato, a fronte di una media nazionale del 28,1%, con un incremento di oltre cinque punti percentuali rispetto alla rilevazione precedente. Un risultato che testimonia un dialogo sempre più stretto tra ricerca e sistema produttivo. Formare ricercatrici e ricercatori significa oggi prepararli a muoversi con competenza tra università, centri di ricerca e imprese, all’interno di un ecosistema dell’innovazione sempre più aperto e internazionale».

Un percorso di ricerca sempre più internazionale

Il 76,9% delle dottorande e dei dottorandi dell’Università di Ferrara ha svolto un periodo di studio o di ricerca all’estero, rispetto a una media nazionale del 59,5%. Il 18,6% ha inoltre conseguito un titolo doppio o congiunto con un’università straniera, contro il 12,1% rilevato a livello nazionale.

La ricerca occupa una posizione centrale durante tutto il percorso formativo. L’87,2% delle dottorande e dei dottorandi è inserito in gruppi di ricerca, rispetto al 76,8% della media nazionale, mentre il 58,3% partecipa a progetti realizzati con altre università, a fronte di una media italiana del 50,1%.

Il 42,9% ha svolto attività di ricerca che hanno favorito il trasferimento tecnologico attraverso collaborazioni con imprese, una quota nettamente superiore alla media nazionale del 26,8%.

Il 91% realizza inoltre pubblicazioni scientifiche durante il dottorato, contro una media nazionale dell’85,5%. In più di nove casi su dieci, le pubblicazioni sono redatte in lingua inglese.

Occupazione elevata e professioni qualificate

A un anno dal conseguimento del titolo, il 97,2% delle dottoresse e dei dottori di ricerca Unife risulta occupato, contro il 94,1% della media nazionale. Il risultato è il più elevato tra gli Atenei regionali e si colloca al di sopra anche dei valori registrati nelle regioni limitrofe.

Il 94,1% svolge una professione ad alta qualificazione e il 74,6% considera il dottorato efficace o molto efficace rispetto all’attività lavorativa svolta.

Il giudizio sull’esperienza formativa è positivo anche nel medio periodo: il 72,3% delle intervistate e degli intervistati sceglierebbe nuovamente lo stesso corso di dottorato presso l’Università di Ferrara.