Mobilità e salute | Il biocontrollo riduce fino al 99% patogeni. Alla Camera lo Studio Unife-COPMA
Scienza, cultura e ricerca
Ridurre fino al 99% la presenza di microrganismi patogeni e di batteri antibiotico-resistenti sulle superfici e nell’aria dei mezzi di trasporto pubblico.
È quanto emerso dagli studi sul biocontrollo ambientale condotti dall’Università degli Studi di Ferrara, presentati a Roma nel corso del convegno “Sanificazione e mezzi di trasporto: mobilità salubre & sostenibile”, ospitato il 22 settembre alla Camera dei deputati. Al centro dell’incontro, il ruolo della sanificazione nella tutela della salute negli ambienti di viaggio condivisi e la necessità di considerarla parte integrante delle politiche di mobilità pubblica.
Il convegno, promosso da COPMA, ha riunito istituzioni, mondo scientifico, imprese e operatori del settore. Il contributo scientifico di Unife è stato affidato a Elisabetta Caselli, Professoressa associata di Microbiologia clinica del Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e della Prevenzione, che ha illustrato i risultati di quasi vent’anni di ricerca sul biocontrollo ambientale e, in particolare, quelli ottenuti durante la pandemia attraverso il monitoraggio microbiologico di convogli della metropolitana di Milano.
«I mezzi di trasporto sono ambienti ad alta frequentazione e possiedono un microbioma complesso, che può comprendere anche microrganismi patogeni e batteri resistenti agli antibiotici. I nostri studi mostrano che intervenire sull’equilibrio di questo ecosistema microbico può ridurne in modo molto significativo la presenza, sia sulle superfici sia nell’aria. Il ritrovamento di batteri resistenti tipicamente associati all’ambiente ospedaliero conferma inoltre che il tema dell’antibiotico-resistenza riguarda ormai anche gli spazi della vita quotidiana», spiega Caselli.
Un microbioma anche sui mezzi di trasporto
Treni, autobus e metropolitane non sono ambienti microbiologicamente neutri. Le superfici maggiormente toccate dai passeggeri, come sedili, maniglie e pavimenti, insieme all’aria delle carrozze, ospitano infatti comunità di microrganismi che possono comprendere specie potenzialmente patogene.
Durante la pandemia, il gruppo di ricerca ha studiato due convogli della metropolitana di Milano sottoposti a differenti modalità di sanificazione. Un treno è stato trattato con il sistema PCHS® sviluppato da COPMA, basato sull’impiego di microrganismi probiotici per il riequilibrio del microbioma ambientale; un secondo convoglio, utilizzato come controllo, è stato invece sottoposto ai tradizionali trattamenti disinfettanti.
I monitoraggi hanno interessato sia le superfici delle carrozze sia l’aria, analizzata attraverso i filtri dei sistemi di ventilazione, mantenendo condizioni di utilizzo comparabili e un elevato numero di passeggeri su entrambi i convogli.
Patogeni e antibiotico-resistenze ridotti fino al 99%
Nel convoglio trattato con il sistema di biocontrollo, la presenza dei patogeni rilevati su pavimenti, sedili e maniglie, così come nei campioni provenienti dall’aria, è risultata ridotta fino al 99% rispetto al convoglio di controllo.
Una diminuzione dello stesso ordine di grandezza è stata osservata anche per i microrganismi dotati di antibiotico-resistenza, sia sulle superfici sia nell’aria.
Lo studio ha analizzato anche la contaminazione virale: il trattamento ha determinato una riduzione sia del numero di punti risultati positivi al SARS-CoV-2, sia della quantità di virus rilevata nei campioni.
Batteri resistenti anche fuori dagli ospedali
Tra i risultati più significativi vi è il ritrovamento nelle carrozze di Staphylococcus aureus meticillino-resistente (MRSA), un batterio noto soprattutto per la sua diffusione in ambito sanitario e per la capacità di causare infezioni difficili da trattare a causa della resistenza agli antibiotici.
La sua individuazione in un ambiente di trasporto pubblico mostra come i batteri resistenti possano circolare anche negli spazi collettivi della vita quotidiana, rafforzando l’importanza di strategie di prevenzione che vadano oltre il solo contesto ospedaliero.
Dal disinfettante al riequilibrio del microbioma
Il sistema PCHS® si basa su un principio differente rispetto alla sanificazione tradizionale. Invece di puntare esclusivamente all’abbattimento temporaneo dei microrganismi presenti, utilizza microrganismi probiotici con l’obiettivo di riequilibrare in modo più stabile il microbioma ambientale e limitare la proliferazione delle specie potenzialmente patogene.
La sicurezza di questo approccio è stata studiata anche dal punto di vista genetico. Una ricerca condotta dall’Università di Ferrara insieme al Centre for Genomic Pathogen Surveillance dell’Università di Oxford, pubblicata nel 2025 su BMC Genomics, ha analizzato oltre 170 ceppi isolati in otto ospedali italiani dopo trenta mesi di utilizzo del sistema.
Le analisi non hanno evidenziato l’acquisizione di geni di resistenza agli antibiotici, fattori di virulenza o plasmidi mobili, fornendo ulteriori elementi sulla sicurezza microbiologica dell’approccio.
Sanificazione e mobilità sostenibile
Il convegno alla Camera ha ampliato il confronto dal piano scientifico a quello delle politiche pubbliche. I rappresentanti delle istituzioni, delle imprese e del settore dei trasporti hanno sottolineato come la percezione della salubrità degli ambienti possa incidere anche sulle scelte di mobilità delle persone.
L’obiettivo è quindi integrare sempre più la qualità microbiologica degli spazi condivisi nella progettazione e nella gestione dei sistemi di trasporto, trasformando la sanificazione da risposta emergenziale a componente strutturale della prevenzione.