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Geomorfologia | Sabrina Terracciano vince il Premio AIGeo con uno studio sulla Posidonia oceanica e l’evoluzione delle spiagge

13/10/2026

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Geomorfologia | Sabrina Terracciano vince il Premio AIGeo con uno studio sulla Posidonia oceanica e l’evoluzione delle spiagge
Sabrina Terracciano durante la consegna del Premio AIGeo Simona Fratianni 2026, insieme al Presidente AIGeo Professor Mauro Soldati e al vice-presidente Professor Edoardo Rotigliano, in occasione della riunione autunnale dell’associazione tenutasi a La Spezia il 1° ottobre 2026.

Sabrina Terracciano, che ha recentemente conseguito il titolo congiunto di dottorato in Scienze della Terra e del Mare (EMAS) all’Università di Ferrara e di Cadice, è risultata vincitrice del Premio Simona Fratianni 2026, promosso dall’Associazione Italiana di Geografia Fisica e Geomorfologia (AIGeo), per il miglior articolo scientifico pubblicato nel 2025 nell’ambito degli studi geomorfologici svolti da giovani socie e soci sotto i 35 anni.

Il premio è stato conferito in occasione della riunione autunnale del gruppo che si è tenuta lo scorso 1° ottobre a La Spezia, durante la quale la Dottoressa Terracciano ha presentato il lavoro premiato e i principali risultati della ricerca.

Lo studio sulle banquette di Posidonia oceanica

Lo studio si è dedicato al monitoraggio delle banquette di Posidonia oceanica, accumuli naturali di foglie morte e materiale vegetale della pianta marina Posidonia oceanica che, trasportati dal mare, si depositano lungo la riva formando veri e propri banchi o cordoni sulla spiaggia. Questi accumuli, tipici di numerose coste del Mediterraneo, possono svolgere un ruolo fondamentale nella protezione del litorale. La ricerca propone l’utilizzo delle linee di riva estratte da immagini satellitari come strumento innovativo per analizzare nel tempo la presenza delle banquette e valutarne l’influenza sulla dinamica e sulla morfologia delle spiagge. Le banquette di Posidonia oceanica sono ancora spesso considerate un materiale di scarto da rimuovere su pressione dei fruitori delle spiagge che, erroneamente, le considerano un rifiuto. In realtà rappresentano una componente naturale del sistema costiero e, al pari delle dune e della spiaggia stessa, contribuiscono al suo equilibrio e alla sua evoluzione. Cambiare questa percezione è uno degli obiettivi più importanti della ricerca e un passaggio fondamentale verso una gestione delle coste più consapevole e rispettosa dei processi naturali.

Sabrina Terracciano durante un rilievo GPS sul campo per la validazione delle linee di riva utilizzate nel monitoraggio delle banquette di Posidonia oceanica presso la spiaggia di Arborea nel Golfo di Oristano.

Il lavoro e la collaborazione scientifica

Il lavoro premiato “Influence of Posidonia oceanica accumulation on beach morphodynamics: A remote sensing study”, è stato pubblicato sulla rivista scientifica Coastal Engineering ed è stato sviluppato nell’ambito della tesi di dottorato della Dottoressa Terracciano, sotto la supervisione del Professor Paolo Ciavola, ordinario del Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra di Unife, della Professoressa Clara Armaroli docente dell’Università di Bologna e del Dottor Juan Montes, Ricercatore dell’Università di Cadice.

Il conferimento del Premio Simona Fratianni 2026 rappresenta un importante riconoscimento del valore scientifico del lavoro svolto e motivo di grande soddisfazione per il Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra e, in particolare, per il dottorato EMAS.

“È per me un grande onore ricevere questo premio per un lavoro dedicato a un tema al quale sono profondamente legata e che ritengo particolarmente importante per il futuro delle nostre coste – afferma Sabrina Terracciano -. Gli ambienti costieri sono sempre più urbanizzati e sottoposti a interventi antropici che possono alterarne le dinamiche naturali e ridurne la capacità di adattamento. Questo studio ci ha permesso non solo di analizzare nel dettaglio la dinamica di una spiaggia campione, ma anche di sviluppare un sistema di monitoraggio basato su osservazioni satellitari, liberamente riproducibile e potenzialmente applicabile in diversi contesti del Mediterraneo. La ricerca ha inoltre mostrato come la presenza delle banquette di Posidonia possa contribuire a proteggere la spiaggia e influenzarne nel tempo la morfologia, con effetti che variano in funzione delle condizioni ambientali. Gli ecosistemi costieri possiedono equilibri e dinamiche proprie, che non possiamo continuare a modificare senza conseguenze. La vera sfida è imparare a comprenderli e a lavorare con i processi naturali, adattando le nostre attività alla natura, e non il contrario”.

L’articolo scientifico è liberamente accessibile online: