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Sanità e PNRR | A Unife 4,7 milioni di euro per coordinare la ricerca sulle malattie psichiatriche

08/10/2022

Scienza, cultura e ricerca

Sanità e PNRR | A Unife 4,7 milioni di euro per coordinare la ricerca sulle malattie psichiatriche

Si chiama MNESYS (“A multiscale integrated approach to the study of the nervous system in health and disease”) il progetto approvato dal Ministero dell'Università e della Ricerca nell’ambito del PNRR e a cui partecipa l’Università di Ferrara. All’Ateneo estense è destinato infatti un finanziamento di 4,7 milioni di euro per il coordinamento nazionale dell’area di progetto relativa alla psichiatria. Alla guida di questo ambito, uno dei sette previsti da MNESYS, sarà Luigi Grassi, Professore ordinario e Direttore del Dipartimento di Neuroscienze e Riabilitazione dell'Ateneo.

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Il Professor Luigi Grassi, Direttore del Dipartimento di Neuroscienze e Riabilitazione

“Lo studio e la cura dei disturbi psichiatrici sono diventati centrali nella società attuale, percorsa da dinamiche che sempre più evidenziano l'impatto di queste patologie sulle persone che ne soffrono, le loro famiglie e la società. In questo campo la nostra Università e le sue solide collaborazioni garantiscono un expertise e un contributo importanti. Questo finanziamento ne è un ulteriore riconoscimento e ci consente di essere ancora più efficaci in un ambito spesso rimasto ai margini. 
Si tratta inoltre di un caso che ancora una volta dimostra la capacità dell’ateneo estense di valorizzare le proprie eccellenze distinguendosi nel panorama nazionale. Continueremo ad investire nella collaborazione scientifica con gli altri atenei con l’approccio multidisciplinare che ci contraddistingue.
Non da ultimo, i finanziamenti ottenuti ci permetteranno di consolidare, anche in termini di risorse umane, gli ambiti di ricerca in cui vantiamo una lunga tradizione di elevata qualità” commenta la Professoressa Laura Ramaciotti, Rettrice dell’Università di Ferrara.

“Ci focalizzeremo specificamente sui disturbi dell’umore e psicotici - illustra Grassi - La ricerca in psichiatria e in salute mentale è da sempre sotto-finanziata; con questo progetto invece assume un ruolo di primo piano, collocando allo stesso tempo la nostra disciplina al centro delle Neuroscienze. 
Sia i disturbi psicotici che quelli dell’umore, coinvolgenti non solo le persone adulte ma soprattutto i giovani, rappresentano un problema grave e ad alto impatto sociale - spiega Grassi - e meritano molta attenzione per ridurre al minimo i rischi, oggi presenti, della cronicità. Un secondo motivo di fierezza è dato dal fatto che grazie al cospicuo finanziamento potranno essere create nuove posizioni per giovani ricercatori e dottorandi di ricerca, investimenti su progetti di base e applicata alla clinica oltre che attività di formazione sul tema della psichiatria, in sinergia tra Ateneo e aziende”.

La squadra Unife di Psichiatria è composta, oltre che dal Professor Grassi, dalla Professoressa Rosangela Caruso e dalla Dottoressa Maria Ferrara, rispettivamente  professore associato e ricercatore della stessa psichiatria di Unife, dal Professor Giacomo Koch professore ordinario di Fisiologia, dalla Professoressa Katia Varani e dal Professor Luca Ferraro, professori ordinari.

“Per la psichiatria, sarà nostro compito coordinarci con gli altri partner coinvolti in questo spoke e lavorare sullo sviluppo di biomarkers per identificare le persone nella fase precoce di malattia, consentendo di impostare strategie individualizzate e preventive, per migliorare la prognosi e la qualità della vita - conclude il Professore -. Si studieranno inoltre nuovi bersagli cellulari e molecolari per lo sviluppo di approcci psicofarmacologici innovativi, creando modelli digitali di malattia mediante algoritmi matematici di intelligenza artificiale. Sarà questo un progetto importante in una fase di cambiamento della psichiatria, in cui l’uso e abuso di sostanze nell’adolescenza, le problematiche  sociali e culturali, incluso l’indebolimento dei valori esistenziali stanno determinando una incidenza sempre maggiore di patologie e disturbi psichici di alta complessità”.

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