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Innovazione scientifica | Dal Centro di Ricerca CIAS di Unife un’alternativa biologica ai prodotti chimici per la sanificazione

20/10/2022

Scienza, cultura e ricerca

Innovazione scientifica | Dal Centro di Ricerca CIAS di Unife un’alternativa biologica ai prodotti chimici per la sanificazione

Si chiama PCHS (Probiotic Cleaning Hygien System) il sistema microbiotico al centro della ricerca svolta dall’Università di Ferrara in collaborazione con ATM, metropolitane di Milano, Copma scrl e Fulgens, che ha dimostrato l’80% di efficacia in più nell’abbattimento di agenti patogeni rispetto ai disinfettanti chimici (cloro, etanolo, sali dell’ammonio quaternario).

I risultati dello studio sono stati presentati da Elisabetta Caselli, ricercatrice e professoressa di microbiologia dell’Università di Ferrara, lo scorso venerdì 14 ottobre a Palazzo Giureconsulti di Milano, giudicati di grande interesse per la sanificazione e la messa in sicurezza dei trasporti pubblici, ma anche di altre tipologie di ambienti come scuole e ospedali.

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La Professoressa Elisabetta Caselli

La conferenza è stata moderata dalla giornalista Livia Parisi e si è svolta alla presenza dell'Assessora alla mobilità del Comune di Milano Arianna Censi, dell’Assessore allo Sviluppo Città metropolitana, Giovani e Comunicazione presso Regione Lombardia Stefano Bolognini e del Professor Walter Ricciardi, docente di Igiene e Medicina preventiva dell’Università Cattolica del Sacro Cuore ed ex Presidente dell’Istituto di Sanità.

Il PCHS si pone come una valida alternativa “green” alla disinfezione chimica, che è caratterizzata da un alto impatto ambientale e azione temporanea, mostrando un dimezzamento delle infezioni ospedaliere e un calo di oltre il 99% delle antibiotico resistenze rispetto all’utilizzo dei detergenti chimici.

“I nostri studi, che si svolgono ormai da più di 12 anni in ambiente ospedaliero, sono stati effettuati in questo caso sui treni della metropolitana di Milano, in quanto i trasporti di massa si sono dimostrati un veicolo importante per la trasmissione delle infezioni. Con questo sistema, basato su un meccanismo di esclusione competitiva, i ‘batteri buoni’, i probiotici, che sono presenti all’interno del sistema di cleaning, riescono a spiazzare i ‘batteri cattivi’ responsabili di infezione sostituendosi a questi ultimi. I risultati hanno infatti mostrato un abbattimento stabile dei patogeni, incluso il virus SARS-CoV-2. Questo di fatto rispetto ai disinfettanti chimici garantisce una stabilità della decontaminazione, prevenendo i fenomeni di ricontaminazione, e aumentando la sicurezza di tutti gli ambienti a elevata densità di occupazione”, ha affermato la Professoressa Elisabetta Caselli.

Si tratta inoltre di un sistema favorevole per il pianeta, con ridotto impatto ambientale, infatti il PCHS permette di utilizzare in quantità inferiore prodotti chimici, solitamente dannosi, e allo stesso tempo di ridurre i rifiuti materiali, così come il consumo di risorse idriche ed energetiche.  

Il Professor Walter Ricciardi ha precisato infatti che questo studio “rappresenta la novità del sistema naturale. È un sistema biologico che ottiene risultati analoghi, anzi migliori, rispetto ai disinfettanti chimici. Ciò è estremamente importante perché elimina i germi senza però danneggiare l’ambiente. Di fatto in questo modo è possibile conciliare due esigenze che noi oggi abbiamo, ovvero quello di tutelare sia la salute della vita delle persone sia il pianeta, il nostro clima e l’ambiente. È inoltre utile sottolineare che questo risultato è frutto della ricerca italiana. Si tratta di un’innovazione dirompente che noi speriamo possa essere applicata e diffusa in tutto il mondo”.

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Il Professor Walter Ricciardi e la Professoressa Elisabetta Caselli

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