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Mostre | Al Sistema Museale di Ateneo le esposizioni Monge e Boscovich

09/12/2021

Vita universitaria

Mostre | Al Sistema Museale di Ateneo le esposizioni Monge e Boscovich

Sono dedicate a Monge e Boscovich le due mostre inaugurate giovedì 9 dicembre nel Salone delle Mostre Temporanee di Palazzo Turchi di Bagno a Ferrara, (c.so Ercole I D'Este, 32), alla presenza della Professoressa Laura Ramaciotti, Rettrice dell'Università di Ferrara. Le esposizioni sono curate dalla Professoressa Alessandra Fiocca del Dipartimento di Matematica e Informatica dell’Università di Ferrara con la collaborazione di studentesse e studenti del corso di Storia, insegnamento e divulgazione della matematica.

Le mostre

“Ruggiero Giuseppe Boscovich (1711-1787) un gesuita ambasciatore dell'ottica e dell'astronomia newtoniane”

Salone delle Mostre Temporanee di Palazzo Turchi di Bagno a Ferrara, (c.so Ercole I D'Este, 32)

La mostra si propone di illustrare l'opera del matematico, gesuita, Ruggiero Giuseppe Boscovich (1711-1787), uno degli scienziati più interessati del diciottesimo secolo. Oggi il nome di Boscovich è poco conosciuto, ma il suo pensiero scientifico ha raccolto grande interesse e consenso da parte di uomini di scienza come Faraday, Maxwell, Kelvin, Hamilton. Nel primo decennio del suo insegnamento al Collegio Romano (1740-1750), Boscovich si adoperò per divulgare e far accettare, superando i divieti formali della Chiesa, l'ottica e l'astronomia newtoniane. Nel nuovo Indice dei libri proibiti (1758), forse anche grazie all’influenza dello scienziato, fu tolta l’interdizione che fino ad allora gravava, sull’ipotesi del moto della terra. Fu con l’elezione del nuovo Papa, Benedetto XIV (agosto 1740), che si cominciò a respirare a Roma un clima di relativo disgelo. Nell’ambiente romano degli anni quaranta Boscovich riuscì a farsi conoscere e ad affermarsi. Ebbe importanti commesse, fu nominato ispettore dei lavori di restauro della Cupola di San Pietro e nel 1750 partì per una campagna di misure dell’arco di meridiano tra Roma e Rimini dando così il suo personale contributo alla discussione sulla forma della terra. Negli anni sessanta compì un lungo viaggio attraverso l’Europa, ricevendo incarichi diplomatici e scientifici come l’osservazione del transito di Venere attraverso il disco solare che doveva servire al calcolo della distanza Terra-Sole. Come astronomo, oltre ad aver progettato e organizzato l’Osservatorio astronomico di Brera, ricordiamo la sua teoria sulla traiettoria delle comete che servì a ricavare i dati del nuovo corpo celeste che si dimostrò essere un pianeta, Urano (1781). Elementi caratteristici del suo pensiero fisico-matematico, enfatizzati da una certa storiografia, sono la teoria dell’atomo come punto geometrico, centro di forza, in opposizione all’idea di atomo come minuscolo corpo materiale, e la teoria della relatività del moto e dello spazio. Ma Boscovich va ricordato anche per la sua attività di insegnante di matematica che lo ha portato a scrivere per i suoi studenti poderosi trattati. Anche in questi appare l’originalità del suo pensiero. La teoria delle sezioni coniche viene da lui trattata in maniera unitaria, introducendo una trasformazione nel piano (il cosiddetto “cerchio eccentrico”) per ricondurre le proprietà di queste curve alle ben note proprietà del cerchio.

“Monge, il matematico amico di Napoleone. Un itinerario attraverso la matematica e le vicende politiche e culturali tra Rivoluzione e Impero”

La mostra si propone di illustrare l'opera matematica e l'attività culturale e politica svolta da Gaspard Monge (1746-1818). Monge è stato un protagonista delle vicende scientifiche, culturali e politiche della sua epoca. È stato uno dei più originali matematici del suo tempo e ha ricoperto ruoli di primo piano sia nel periodo rivoluzionario, sia durante l'Impero. È stato innanzitutto un geometra; a lui si deve la rinascita della ricerca in alcuni settori della geometria del tutto trascurati all'epoca, e la sua opera fu il punto di partenza per l'incredibile sviluppo che ebbero gli studi in questi settori durante il secolo diciannovesimo. A lui si deve la formalizzazione della geometria descrittiva che fu insegnata molto diffusamente nelle università e negli istituti di istruzione superiore fino a pochi decenni fa. Le sue ricerche hanno interessato anche l'analisi matematica, in particolare la teoria delle equazioni differenziali alle derivate parziali e la geometria differenziale, con una chiara visione dei legami profondi che uniscono analisi e geometria. L'approccio scientifico di Monge fu contemporaneamente teorico e applicativo. Diede contributi anche nell'ambito della fisica, della chimica e della tecnologia. Monge accordò un posto preminente all'insegnamento. In un'epoca in cui la Francia aveva bisogno urgente di ingegneri e di tecnici specializzati, egli comprese la necessità di creare una scuola di alto profilo scientifico. Si tratta de l'École Polytechnique, riconosciuta come una sua creazione. Era necessario anche formare adeguatamente i futuri insegnanti, e a questo scopo fu creata l'École Normale de l'an III, frequentata da circa millecinquecento allievi. Monge assunse importanti responsabilità amministrative e politiche durante la Rivoluzione e l'Impero. Fu ministro della Marina, membro del Comité de Salut Public, commissario incaricato di scegliere manoscritti, di creare repubbliche, fu ambasciatore, senatore, amico intimo di Napoleone dal quale ricevette riconoscimenti, il titolo di conte di Péluse, presidente del Senato, ecc. Tutti questi aspetti vengono sviluppati nella mostra.

Come partecipare 

Le mostre sono visitabili dal 9 al 23 dicembre 2021 e dal 10 gennaio al 24 febbraio 2022. Orario apertura dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 18 e il sabato solo su prenotazione dalle 9 alle 13.

Per le scuole sono previste visite guidate nell’orario di apertura e, su richiesta, anche il sabato dalle 9 alle 13 e laboratori dedicati, prenotandosi inviando un messaggio all’indirizzo: fio@unife.it.

L'ingresso è libero.

Materiali utili