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Crowdfunding Unife | I progetti sul Covid-19 superano il primo goal economico

09/02/2021

Scienza, cultura e ricerca

Crowdfunding Unife | I progetti sul Covid-19 superano il primo goal economico

E’ un primo grande risultato quello raggiunto dalle tre campagne di crowdfunding per la ricerca dell’Università di Ferrara dedicate alla lotta al Covid-19. Dopo sole sei settimane dal lancio dei progetti, tutti i team di ricerca hanno già superato il primo goal delle rispettive campagne, per un contributo economico che a oggi supera i 25.000 € a fronte di quasi 400 donazioni.

A fianco di questi numeri, importanti per far progredire le rispettive ricerche, va segnalato anche un altro aspetto particolarmente significativo: la promozione delle campagne ha raggiunto in maniera capillare tutto il territorio nazionale, come testimonia l’estrema eterogeneità geografica dei donatori, coinvolgendo aziende di diversi settori, associazioni e tanti privati cittadini.

Le ricerche guidate rispettivamente da Daria Bortolotti sul tracciamento di Sars-CoV-2 latente, da Gaia Colombo sulla realizzazione di uno spray antivirus, e da Savino Spadaro sul miglioramento delle condizioni in terapia intensiva, sono state presentate a un pubblico eterogeneo anche di non addetti ai lavori, evidenziando la qualità e l’innovatività dei progetti e dei team di ricerca dell’Ateneo.

 Le campagne di crowdfunding sui tre progetti proseguiranno fino alla fine di maggio, per superare altri step e di conseguenza raggiungere altri risultati concreti.

Perché tutti, anche con un piccolo gesto, possano contribuire all'avanzamento scientifico e alla raccolta di nuovi dati, in un momento in cui la ricerca è davvero cruciale per fronteggiare la crisi che stiamo attraversando. 

 

Nuovi test diagnostici per individuare le persone positive al SARS-CoV-2

Il progetto del Dipartimento di Scienze Chimiche, Farmaceutiche ed Agrarie di Unife ha l'obiettivo di definire i migliori sistemi di identificazione delle persone positive al virus SARS-Cov-2.

Ad oggi la diagnostica permette di stabilire la positività all’infezione con il tampone nasofaringeo, ma dati scientifici dimostrano come soggetti negativizzati e in assenza di sintomi respiratori presentino il virus in altri distretti corporei" spiega Daria Bortolotti, ricercatrice in Microbiologia alla guida del team di ricerca.
"Grazie a questo progetto sarà possibile individuare i distretti corporei in cui il virus SARS-CoV-2 si ‘annida’, per definire i migliori sistemi di identificazione dei soggetti positivi all’infezione, ad esempio anche tampone rettale, analisi delle feci ed analisi delle urine. Questo consentirà di rilevare con maggiore accuratezza l’infezione in soggetti con sintomi non prettamente caratteristici del Covid-19, ma che potrebbero presentare una positività ‘latente’ al virus”.

Del gruppo fanno parte anche Roberta Rizzo, Valentina Gentili, Sabrina Rizzo, Giovanna Schiuma, Juana Maria Sanz Molina, Anna Fantinati del Dipartimento di Scienze Chimiche, farmaceutiche ed Agrarie, Angelina Passaro del Dipartimento di Medicina Traslazionale e per la Romagna e  Chiara Marina Semprini del Dipartimento di Scienze Mediche.

Una spray nasale per ridurre la contagiosità

Il progetto del Dipartimento di Scienze della vita e Biotecnologie si concentra su un strumento terapeutico innovativo.

“Nella lotta al SARS-CoV-2 oggi manca ancora uno strumento terapeutico per il trattamento precoce dei soggetti positivi, inclusi pre e asintomatici" afferma Gaia Colombo, Professoressa associata di Tecnologia farmaceutica a capo del gruppo di ricerca.
"Obiettivo di questo progetto è costruire un prototipo di medicinale nasale/inalatorio anti SARS-CoV-2 con sostanze antivirali già a disposizione per colpire il virus nel primo sito di infezione. Il prodotto avrà sia una funzione terapeutica (elevata efficacia e bassa tossicità), sia una funzione profilattica (riduzione della contagiosità dei positivi)”.

A lavorare al progetto anche Sabrina Banella del Dipartimento di Scienze della vita e Biotecnologie, Fabrizio Bortolotti, collaboratore tecnico esterno, mentre partner esterni sono PlumeStars e il Policlinico Sant’Orsola di Bologna.

Supporto psicologico ai pazienti: migliorare la qualità della vita in terapia intensiva

Il progetto del  Dipartimento di Medicina Traslazionale e per la Romagna si occupa della ridefinizione del mondo e delle abitudini della terapia intensiva.

Con l’emergenza sanitaria legata all’infezione da Sars-Cov-2, è stato imposto l’assoluto isolamento dei malati Covid all’interno dei reparti di terapia intensiva e la quasi completa esclusione dei familiari dal percorso di malattia, in un contesto in cui gli aspetti umani potrebbero giocare un ruolo fondamentale rispetto a quelli prettamente terapeutici" afferma Savino Spadaro, Professore associato del Dipartimento di Medicina Traslazionale e per la Romagna, alla guida del team di ricerca.
"Il progetto prevede la presenza di uno psicologo qualificato per monitorare i livelli di ansia, depressione e stress, individuando tempestivamente i casi di fragilità per tempestivi interventi specifici, e offrendo contestualmente un sostegno ai familiari e al personale sanitario. Gli spazi saranno dotati di device per le videochiamate, per accorciare le distanze e di dispositivi che rendano più caldo ed emotivo l’ambiente: strumenti per la diffusione di musica, attenuazione delle luci artificiali, ripristino dell’orientamento spazio-temporale”.

Fanno parte di questo team di ricerca anche Gaetano Scaramuzzo, Anna Romanello, Silvia Bortolazzi,  Medici Anestesisti-rianimatori, Chiara Nardo, Psicologa ed Elisa Brunetti, Infermiera. 

 

Come partecipare alla raccolta fondi di Unife

Puoi dare il tuo contributo alla raccolta fondi donando sul portale unifeel.it con carta di credito, ma anche acquistando i prodotti a marchio #unifenomenale all’Unife Store, online o in piazza del Municipio 11  a Ferrara (parte del costo sarà destinato alla ricerca anti Covid), o attraverso il sistema PagoPA

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