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Ferrara, la città risparmiata dalla “peste manzoniana” | La ricerca di un team Unife

08/06/2020

Scienza, cultura e ricerca

Ferrara, la città risparmiata dalla “peste manzoniana” | La ricerca di un team Unife

La città di Ferrara fu risparmiata dalla peste nel 1576 tramite misure di controllo empirico del tipo "integrated disease management", che furono applicate con successo anche nel corso della cosiddetta "peste manzoniana" ("Italian Plague") che imperversò in tutto il Nord Italia e parte del Centro Italia tra il 1629 e il 1631.

Un team di ricerca multidisciplinare coordinato da Chiara Beatrice Vicentini, docente di Storia della Farmacia e del Farmaco presso il corso di laurea in Farmacia, e Marco Pezzi, borsista di ricerca presso il Dipartimento di Scienze della Vita e Biotecnologie, ha condotto uno studio  sulla prevenzione della peste a Ferrara tra il 1629-1631, in collaborazione con  Milvia Chicca, Chiara Scapoli, Stefano Manfredini, Donatella Mares e Teresa Bonacci, con competenze nel campo della Chimica farmaceutica, Parassitologia, Entomologia e Botanica.

I risultati dello studio, condotto attraverso l'esame di antichi documenti e rigorose analisi scientifiche, indicano che, oltre ad una strettissima sorveglianza alle frontiere per impedire la penetrazione nella Legazione e nella città di Ferrara di una epidemia che premeva ai confini, per proteggere la città dal contagio furono adottati efficaci rimedi galenici ad attività antimicrobica, antiparassitaria e repellente nei confronti di possibili vettori.

mappa legazione ferrara

Mappa disegnata da G. A. Magini, che mostra i confini della Legazione Papale di Ferrara  (in giallo) e i territori limitrofi. Le bandierine indicano le località in prossimità del confine di Ferrara in cui furono segnalati casi di peste nel 1629.

Queste ricerche sono state condotte nell’ambito di un progetto riguardante la peste a Ferrara, del quale Chiara Beatrice Vicentini è stata responsabile dal 2007. Tra i risultati del progetto vi è il volume “Scorpioni, Vipere e Coralli alla Corte degli Este – contra pestem”, pubblicato nel 2014.

“La tossicità, la farmaco resistenza ci impongono la ricerca di nuovi rimedi. Il mondo naturale descritto nelle farmacopee è una fonte importante. Costituisce il più grande studio clinico durato secoli. In quest’ottica è in atto con Stefano Manfredini, chimico farmaceutico, il progetto “Tradizione e Innovazione”.

"Spesso l’indagine storico-scientifica ha messo in evidenza la veridicità relativamente alle attività terapeutiche vantate per molte materie prime anticamente utilizzate in preparazioni galeniche. E anche in questo caso abbiamo avuto delle conferme.” aggiunge la Professoressa Chiara Beatrice Vicentini.

Nord Italia peste

Mappa disegnata da G. A. Magini, che mostra il Nord e parte del Centro Italia con evidenziate le città colpite dalla peste nel 1629-1631 (bandiere rosse). La bandiera verde indica la città di Ferrara, che fu risparmiata dalla peste. 

“Un altro aspetto di grande interesse, che sottolinea l’approccio integrato alla prevenzione dell’epidemia a Ferrara, è l’imposizione di procedure comportanti l’uso di mezzi fisici come ad esempio il calore (sotto forma di “fuoco chiaro”) e la luce del sole. Questi mezzi fisici erano in grado di interferire in modo empirico con l’attività e la sopravvivenza degli ectoparassiti vettori dell’agente batterico responsabile della peste.” concludono il Dottor Marco Pezzi e la Professoressa Milvia Chicca.

Lo studio sulla prevenzione della peste a Ferrara nel 1629-1631 ha suscitato l'interesse del canale tematico History Channel, che ha pubblicato sul tema un articolo divulgativo dal titolo How One 17th-Century Italian City Fended Off the Plague nel mese di aprile 2020.

Lo studio è stato pubblicato dalla rivista internazionale Parasitology International: Empirical “integrated disease management” in Ferrara during the Italian plague (1629–1631).