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Dietro una mostra | L'esperienza di Camilla alla Pinacoteca di Ferrara

24/07/2020

Persone

Dietro una mostra | L'esperienza di Camilla alla Pinacoteca di Ferrara

Sperimentare in prima persona l'organizzazione di un evento espositivo in una delle sedi più prestigiose di una città d'arte come Ferrara non è cosa da tutti i giorni per chi ancora studia. Ma per alcune studentesse e alcuni studenti di Unife è stato possibile, e tra l'altro, in pieno lockdown.

Ce lo racconta Camilla Denti, una delle studentesse Unife che ha lavorato a fianco dei professionisti nella realizzazione del ciclo di mostre Guardami, sono una storia,  ospitate dalla Pinacoteca Nazionale di Ferrara.

Il progetto, organizzato in partenariato con la Rete dei Musei Nazionali, in particolare la Pinacoteca di Brera, le Gallerie Nazionali di Arte Antica - Galleria Corsini di Roma e i Musei Reali di Torino, è frutto della collaborazione fra le Gallerie Estensi e il Laboratorio DiDiArt .

Com'è nata questa avventura?

Tutto è iniziato con il workshop “Storie dell’arte” coordinato dalla professoressa di storia dell'arte Francesca Cappelletti, di Unife. Calzava a pennello con quello che è il mio percorso di studi in “Manager degli Itinerari Culturali,  che è incentrato sullo sviluppo e la promozione degli eventi culturali a livello del territorio. Il workshop offriva l’opportunità di prendere parte attivamente all’organizzazione di una mini mostra d’arte. Io ho voluto vedere cosa significasse dal punto di vista pratico, organizzare un evento di questo tipo, anche per un futuro impiego, visto che fino a quel momento lo avevo solo studiato sui libri

A proposito di praticità, avete organizzato tutto in piena emergenza Covid-19, come è stato?

Per fortuna che internet esiste! Abbiamo fatto tutto online! Dopo essere stati divisi in gruppi di lavoro, ci siamo gestiti le cose da fare in maniera autonoma ma sempre sotto l’attenta supervisione delle nostre docenti. Le professoresse che ci hanno seguito durante  il workshop ci sono state molto vicine anche se a distanza insegnandoci come si costruisce una mostra da zero.
C’erano degli incontri in remoto ogni settimana, gli argomenti erano vari e complementari, strategie di comunicazione, lezioni di storia dell’arte tra cui quella inerente alle opere del Pitocchetto, che è il protagonista di questa prima mostra-dossier. Lo scambio di idee è stato continuo fino alla fase finale di vera e propria organizzazione dell’evento.
Pensandoci bene questa modalità di organizzazione ha facilitato le cose, visto che non tutti eravamo di Ferrara.

il folder della mostra

Qual è stato il tuo compito?

Io facevo parte del gruppo Comunicazione. In particolare, ho partecipato alla produzione di un video, che è proiettato in loop nelle sale che ospitano la mostra. Il video racconta come è nata questa iniziativa e come si è  sviluppata: abbiamo inserito delle interviste ad esperti del settore e c’è anche una parte dedicata al backstage dell’allestimento della mostra.
Il video vuole principalmente spiegare il lavoro di progettazione che c’è dietro a una mostra come questa.
Per me, la cosa più difficile è stata scegliere le immagini e le parole chiave per esprimere in maniera chiara il messaggio che volevamo dare per guidare al meglio il visitatore della mostra.

momenti dell'allestimento

Cosa ti ha portato questa esperienza?

E’ stato veramente molto importante collaborare con studenti che avevano un background diverso dal mio: lo scambio di idee e di tecniche è stato molto utile sia per l’avanzamento del lavoro sia per la nostra crescita personale e professionale. Inoltre, essere parte attiva di un evento come questo mi ha permesso di avere una visione molto più chiara di quella che può essere l'organizzazione museale, la realizzazione di una mostra e la sua gestione con tutte le complicazioni e le problematiche. Sono tutte cose che impari solamente sul campo. Ho imparato tanto da questa esperienza, soprattutto per la parte comunicativa e di promozione, ho realizzato che è davvero un lavorone!

Cosa vedi nel tuo futuro?

L'Italia è un paese di turismo, ci sono bellezze che vengono sfruttate al massimo e altre che sono ancora nascoste al grande pubblico. Io che abito nel delta del Po sono sempre stata legata al mio territorio e mi rendo conto che abbiamo bellezze turistiche di cui non ci accorgiamo neanche! Non voglio necessariamente dire che l’Italia è il Paese più bello del mondo ma… Io voglio far parte della rinascita del mio Paese e senza dubbio il turismo è una parte fondamentale.

Intervista a cura di ANTONELLA RUGGIERO (Master in Giornalismo e Comunicazione istituzionale della scienza dell’Università di Ferrara)