Il compost

I resti teneri di rametti e foglie sono sfruttati per il compostaggio: accumulati in un’area apposita dell’Orto, vengono lasciati maturare in un soffice e fertile compost. L’area è ricavata nella penombra degli alberi, così da fornire la giusta quantità di luce, calore, umidità affinché gli organismi detritivori ed i microrganismi decompositori processino la materia organica riducendola nei suoi composti e creando nuove molecole.

L’accumulo di resti vegetali destinati al compostaggio

 

All’interno del cumulo, col passare dei mesi microorganismi come funghi, batteri, alghe, protozoi e animali invertebrati come lombrichi, lumache, insetti (formiche, coleotteri, mosche, millepiedi, rotiferi, Oniscidea, collemboli e tanti altri), rimescolano e decompongono la materia organica rimettendola in circolo nel suolo. Si tratta di organismi detritivori e decompositori, appartenenti agli ultimi stadi della catena alimentare.

È interessante notare che se misuriamo la temperatura all’interno del cumulo, nella prima fase del processo si sviluppa energia, dissipata sottoforma di calore. L’interno del cumulo arriva infatti a misurare una temperatura circa tra i 55-65°C! Una temperatura così alta permette di togliere vitalità ai semi eventualmente presenti, e di sanificare il cumulo da organismi nocivi.

A questa fase termofila, ne segue una seconda mesofila, in cui le temperature si abbassano tra i 35-45°C circa, permettendo la umificazione e la mineralizzazione.

Il processo di umificazione porta alla formazione di un terriccio soffice, di colore scuro, ricco di humus, in cui non si riconoscono più le parti vegetali di partenza. Una sua ulteriore mineralizzazione rimetterà in circolo i nutrienti che le piante potranno nuovamente assorbire. Per ottenere un buon prodotto, occorre però che il materiale selezionato possieda un buon rapporto carbonio/azoto.

© FAO. Figure 21. Food web of the compost pile (NRC, 1981a)

https://www.fao.org/3/ab467e/AB467E05.htm
Downloaded on 17/08/2022

 

Il compost prodotto verrà aggiunto al terriccio dei vasi del per migliorarne la struttura ed il contenuto di nutrienti; sarà anche aggiunto nelle buche per le piantumazioni, in relazione alle sue caratteristiche. In questo modo si riduce l’uso di fertilizzanti chimici di sintesi che impattano negativamente sull’ambiente, la cui lavorazione provoca anche il rilascio in atmosfera di grandi quantità di CO2. La produzione di compost evita che i resti vegetali siano raccolti in discarica, sequestra nel suolo anidride carbonica, migliora la capacità di scambio tra il suolo e le radici, è in grado di sequestrare microelementi facilmente dilavabili come ferro, rame, manganese, mantenendoli disponibili all’assorbimento da parte delle piante.

 

Fonti e approfondimenti:

https://www.rhs.org.uk/soil-composts-mulches/composting

https://www.rhs.org.uk/soil-composts-mulches/leaf-mould

https://esdac.jrc.ec.europa.eu/Library/Themes/Biodiversity/CBP/Posters_ITALIAN.pdf

https://www.skuola.net/agraria/sostanza-organica-classi.html

https://www.skuola.net/agraria/sostanza-organica-caratteristiche.html

https://www.fao.org/3/ab467e/AB467E05.htm


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