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Remtech Awards | A Maura Mancinelli il premio Assoreca per la miglior tesi di dottorato

09/10/2023

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È la Dottoressa Maura Mancinelli dell'Università di Ferrara ad aggiudicarsi quest'anno il premio di ASSORECA, associazione delle aziende che operano nei settori dell’ambiente, sicurezza, energia, salute e responsabilità sociale.

Con la sua tesi di dottorato, svolta nel Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra con la supervisione della Professoressa Annalisa Martucci, la Dottoressa Mancinelli ha studiato le potenzialità di materiali microporosi  di origine naturale e/o sintetica quali le zeoliti come adsorbenti ecocompatibili, efficienti e rigenerabili per purificare le acque contaminate da sostanze perfluoroalchiliche (PFAS).

La premiazione è avvenuta lo scorso 20 settembre a Ferrara Fiere, in occasione del RemTech Expo, evento fieristico dell'Hub Tecnologico Ambientale specializzato sui temi del risanamento, della rigenerazione e dello sviluppo sostenibile dei territori il cui Comitato Scientifico bandisce Premi agli estensori delle migliori tesi di Laurea Magistrale, di Dottorato e di Master.

"Sono estremamente onorata di ricevere questo prestigioso riconoscimento da Assoreca. Il loro sostegno e il riconoscimento è di grande importanza per me, in quanto proviene da esperti del settore che applicano concretamente le tecnologie e si occupano dell'ambiente. L'impegno di Assoreca nel favorire un'operatività trasversale e nel promuovere e condividere competenze tecnico-scientifiche prioritarie per il settore è un esempio di eccellenza e innovazione, con un forte impatto ambientale e sociale. Desidero ringraziare ancora una volta Assoreca per avermi concesso questo riconoscimento e per il supporto che fornisce a tutti coloro che lavorano per un futuro sostenibile." ha dichiarato la Dottoressa Maura Mancinelli dopo l'assegnazione.

Le zeoliti: una possibile soluzione all’inquinamento delle acque

Il titolo della tesi premiata è "Adsorption and degradation mechanisms of per- and polyfluoroalkyl substances (PFAS) on zeolites and graphene oxide: a combined thermal, chromatographic and x-ray diffraction study".

Nella ricerca, la Dottoressa Mancinelli dimostra come le zeoliti  dotate di struttura cristallina e microporosa, possono essere efficacemente utilizzato per purificare le acque contaminate da sostanze perfluoroalchiliche (PFAS).

"I PFAS sono contaminanti altamente dannosi per il biota e l'ambiente, estremamente persistenti nelle matrici ambientali (aria, suolo, acqua) e presenti in differenti prodotti di uso comune. Motivo per cui numerosi Paesi, tra cui l’Europa, ne hanno recentemente regolamentato l’uso di alcuni, con l’obiettivo di eliminarli nel prossimo futuro" spiega la Dottoressa Mancinelli.

"Le zeoliti selezionate nello studio sono di tipo naturale, prodotte da scarti di fly ash e di sintesi. Alcune di queste zeoliti sono state funzionalizzate con argento e confrontate per esplorare le loro proprietà catalitiche e battericide.
Ho quindi testato la capacità delle zeoliti di adsorbire i PFAS delle zeoliti così ottenute.
Per farlo, ho utilizzato sia soluzioni di laboratorio contenenti alte concentrazioni di un singolo PFAS a catena lunga  (PFOA e PFOS), sia soluzioni di laboratorio con basse concentrazioni contenenti 18 PFAS a lunga e corta catena. Infine, ho testato quattro campioni di acqua reale contaminata da PFAS prelevati a Uppsala, Svezia, con concentrazioni di PFAS ridotte e presenza di specie competitor all'adsorbimento.
Per avere un confronto ho studiato alle stesse condizioni il carbone attivo, la tecnologia a oggi maggiormente applicata nei metodi di adsorbimento per i PFAS" ha spiegato la Dottoressa Mancinelli.

"Questi esperimenti hanno permesso di analizzare le capacità di adsorbimento di diverse zeoliti. Tra le altre, la zeolite Beta è risultata essere un materiale promettente all'applicazione, presentando capacità di abbattimento dei PFAS comparabile al carbone attivo, e una maggiore velocità di reazione e selettività rispetto ad esso, nonché la possibilità di essere rigenerata termicamente una volta satura senza perdere le caratteristiche strutturali" conclude la Dottoressa Mancinelli.

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