L'attore senza spettacolo
Martedì 27 ottobre alle ore 20:00 presso la sede del CTU, in Via Savonarola 19, si terrà la presentazione del laboratorio intensivo "L'attore senza spettacolo", condotto da Roberto Latini e riservato a chi ha già maturato un’esperienza teatrale.
Il laboratorio
L’attore senza spettacolo
Where is this sight? “Dov’è questo spettacolo?” è la prima battuta di Fortebraccio nell’ultima scena di Amleto.
Fortebraccio arriva in scena e chiede di vedere, di guardare.
Fortebraccio, il sopravvissuto, il puntualissimo, quello che arriva nel momento esatto in cui è tutto appena finito.
Fortebraccio, quello che spesso l’Amleto lo fanno finire alla battuta precedente, quando "il resto è silenzio",
quello che fino a quel momento è dimenticabile, dimenticato, improvvisamente, mentre tutto finisce, eredita la scena
e la prima cosa che fa è domandare.
Fortebraccio arriva e vorrebbe guardare, vorrebbe vedere, poter vedere.
Chiede di essere ammesso:- Where is this sight?
Dov’è questa visione? Forse nella duplice accezione di vedere e immaginare.
Dov’è questo spettacolo?
Dove devo guardare per vedere quello che c’è da vedere?
Dove devo guardare per l’immaginazione?
Dove guardare per immaginare?
Dov’è questo teatro?
Sono queste le domande che muovono la proposta di laboratorio in un percorso intorno alla scrittura che diventa scenica. Teorie e pratiche, riflessi e riflessioni, in forma di esercizi di costruzione e decostruzione della sintassi
e nella sollecitazione delle grammatiche fondamentali che sono “ascolto" e “relazione".
Roberto Latini
Attore, autore, regista, si è formato a Roma presso Il Mulino di Fiora, Studio di Recitazione e di ricerca teatrale diretto da Perla Peragallo, diplomandosi nel 1992. Fondatore negli anni delle compagnie Teatro Es, Clessidra Treatro, è il fondatore di Fortebraccio Teatro, compagnia riconosciuta dal Ministero per i Beni e le Attività culturali dal 1999 al 2018.
Si è laureato discutendo una tesi in Metodologia e Critica dello Spettacolo presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”.
Tra gli altri, ha ricevuto il Premio Sipario nell’edizione 2011 per Noosfera Lucignolo, il Premio Ubu 2014 come Miglior Attore per il ruolo di Arlecchino ne Il servitore di due padroni, regia di Antonio Latella, il Premio della Critica nel 2015 per I giganti della montagna e il Premio Ubu 2017 come Miglior Attore per Cantico dei cantici. Da alcuni anni incontra attrici e attori attraverso laboratori intitolati “l’attore senza spettacolo” e “where is this sight?”. Ha diretto il Teatro San Martino di Bologna dal 2007 al 2012. Tra i suoi titoli più recenti, Mangiafoco (2019, drammaturgia, regia e interpretazione), In exitu di Giovanni Testori (2019, diretto e interpretato), Sei. E dunque perché si fa meraviglia di noi? da Luigi Pirandello (drammaturgia e regia), ll teatro comico di Carlo Goldoni (produzione Piccolo Teatro di Milano) tutti e due del 2018, Quartett di Heiner Müller (regia), Cantico dei cantici (adattato, diretto e interpretato), entrambi del 2017; Amleto + Die Fortinbrasmaschine, da William Shakespeare e Heiner Müller (diretto e interpretato), 2016; Metamorfosi (di forme mutate in corpi nuovi) da Ovidio (diretto e interpretato), 2015; I giganti della montagna di Luigi Pirandello (diretto e interpretato), 2014; Il servitore di due padroni da Carlo Goldoni, di Ken Ponzio, regia di Antonio Latella e Noosfera Museum (scritto, diretto e interpretato), tutti e due del 2013; Scene di Woyzeck di Georg Büchner / Alban Berg, regia di Federico Tiezzi, Seppure voleste colpire (scritto, diretto e interpretato) e Ubu Roi di Alfred Jarry (diretto e interpretato), tutti del 2012; Noosfera Titanic (scritto, diretto e interpretato), 2011; Noosfera Lucignolo (scritto, diretto e interpretato) e L’uomo dal fiore in bocca di Luigi Pirandello (diretto e interpretato), entrambi del 2010.
