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Inquinamento e Adriatico | Unife mette in campo il nuovo drone marino per identificare le microplastiche

08/11/2021

Scienza, cultura e ricerca

Inquinamento e Adriatico | Unife mette in campo il nuovo drone marino per identificare le microplastiche

Ѐ entrato in azione in questi giorni, dalle spiagge di Goro, lo speciale drone marino che aiuterà le ricercatrici e i ricercatori di Unife nella lotta all’inquinamento da plastiche del  Mar Adriatico.

Il drone, unico nel suo genere, è stato integrato con un particolare sensore, può essere installato e guidato anche direttamente da una barca e permette di raccogliere dati sulla distribuzione e composizione delle microplastiche. Ѐ impiegato nell’ambito di NET4mPLASTIC, progetto italo-croato guidato dall'Università di Ferrara che ha l’obiettivo di campionare sedimenti, acque e molluschi lungo le aree costiere e marine croate e italiane.

“Il dispositivo permette di raccogliere immagini olografiche e di ottenere, entro sole 8-24 ore dalla campagna di acquisizione, informazioni preziose che a oggi sono raramente monitorate, e mai in tempo reale” spiega la dottoressa Corinne Corbau, project manager del progetto per Unife. 

Un’importante innovazione, considerando che i protocolli attualmente disponibili per il monitoraggio dei rifiuti marini e delle microplastiche richiedono molto tempo e rendono disponibili i risultati solamente dopo tre o quattro settimane dai prelievi.

“Ad oggi i campioni raccolti in mare sono prelevati con un dispositivo meccanico, il manta trawl, portati in laboratorio, filtrati e infine analizzati al microscopio. Questa metodologia è molto affidabile, ma richiede molto tempo e non consente di intervenire in tempo reale” continua la dottoressa Corbau.

 Una volta validato il processo, i dati raccolti nelle aree pilota del Mare Adriatico permetteranno di avere uno strumento efficace per la raccolta di informazioni utili in tempi rapidi

“Affianco a questa attività, un modello numerico simulerà i processi di trasporto marittimo della microplastica, per identificare possibili zone di accumulo, considerando le possibili sorgenti di rifiuti marini, come scarichi fluviali e particolari condizioni meteo-marine. In aggiunta, l'analisi chimica e biologica dei campioni contribuirà a identificare le microplastiche, la loro possibile origine e i potenziali impatti sulla salute” illustra la dottoressa.
“I risultati saranno utilizzati anche per sviluppare un sistema d’allerta basato sulle previsioni meteorologiche, che potrà essere utilizzato in futuro in applicazione alla Direttiva Quadro Europea sulla Strategia Marina (FDMS) da diversi stakeholder tra cui enti, autorità locali, allevatori di molluschi. Tutti i risultati e i dati del progetto saranno archiviati in una piattaforma online integrata”.

  

Per saperne di più

NET4mPLASTIC è un progetto europeo Interreg IT-HR guidato dall'Università di Ferrara con i Dipartimenti di Fisica e Scienze della Terra, Ingegneria e Medicina Traslazionale e per la Romagna. 

I referenti di Unife (Professoressa Carmela Vaccaro, Professor Alberto Pellegrinelli e Professor Luca Maria Neri) e i loro team rappresentano uno dei nove partner del progetto, tra italiani e croati, provenienti da Università, centri di ricerca, aziende private ed autorità locali.