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Sostenibilità | Un business game per sensibilizzare le aziende. Intervista all'ideatrice Elena Alberti

24/11/2021

Persone

Sostenibilità | Un business game per sensibilizzare le aziende. Intervista all'ideatrice Elena Alberti

Elena Alberti è un’alumna del corso triennale di Comunicazione del nostro Ateneo che, dopo la magistrale in Strategic Communication in IULM, ha realizzato un progetto originale e di successo, dedicato al tema che da sempre le sta più a cuore: la sostenibilità ambientale. 

A partire dal suo lavoro di tesi, ha sviluppato un digital business game per portare il tema della sostenibilità nella vita quotidiana e lavorativa e nelle aziendeIl progetto è diventato un vero e proprio evento itinerante, già presentato in diverse realtà aziendali come Electrolux, ed è stato anche al centro del TedX di Cortina che si è svolto il 27 novembre.

Abbiamo intervistato Elena per sapere di più sui suoi principi, sul progetto e i suoi prossimi obiettivi. 

Ciao Elena! Alla base del tuo progetto di certo c'è una forte sensibilità ai temi della sostenibilità. Da cosa credi dipenda?

Credo sia un’ attitudine innata: ho sempre avuto la passione per l’ambiente, gli animali, le piante e anche per le relazioni con le persone. Da piccola l’ho coltivata in maniera informale, ad esempio facendo scout e volontariato. Poi nel tempo mi sono dedicata ad attività più “strutturate”, come l’esperimento che ho svolto per la tesi. 

Dicci di più del tuo lavoro di tesi.

La mia tesi di laurea magistrale si intitola “Unlocking sustainable business decisions through communication”. Si tratta di un esperimento sociologico nato con lo scopo di indagare se e quale tipo di comunicazione aumenta le scelte sostenibili di manager d’azienda. L’esperimento consisteva in un  business game interattivo che ricrea un dilemma di gestione delle risorse naturali. 

E come poi questo esperimento si è trasformato in un progetto per le aziende?

Dopo la laurea ho deciso di contattare alcuni professionisti su Linkedin, per proporre loro il mio workshop. Ho ricevuto risposta da Alberto Chiappinotto, manager della sostenibilità di Electrolux che ha apprezzato molto il lavoro e si è identificato come il mio coach. Così nel 2020 ho iniziato a portare il progetto nelle aziende. In particolare hanno partecipato 9 aziende venete, che hanno coinvolto le/i loro dipendenti nel digital business game. Con grande piacere, abbiamo ricevuto molti feedback positivi. 

Raccontaci del Digital Business Game: di cosa si tratta? come coinvolge le persone?

È una sorta di videogioco che ricrea uno scenario industriale moderno e vede delle aziende sfidarsi per gestire una risorsa naturale, unica e condivisa, con l’obiettivo di ottenere il massimo profitto. I gruppi di partecipanti sono chiamati a compiere scelte di varia natura: inquinare, e guadagnare di più oppure mantenere altre condotte. Le possibilità sono molte, per cui il decorso del gioco è piuttosto imprevedibile. 
Un aspetto importante, però, riguarda il ruolo della comunicazione; soltanto durante alcuni momenti della sfida i gruppi possono comunicare tra di loro. Questo porta a far emergere quanto sia importante il confronto, perché crea unità, fiducia e cooperazione tra le persone. 

A quale tipo di aziende si rivolge il progetto? Ne vedi delle criticità?

In realtà a tutte. È un’interfaccia che si presta a diverse realtà: la scuola, l’università, le aziende profit o le multinazionali. Credo possa essere molto utile a sensibilizzare studenti, cittadini, dipendenti,  fornitori. 
Credo che oggi siano ancora poche le aziende che investono sulla formazione legata alla sostenibilità. Aiutare le persone a comprendere l’emergenza della questione dovrebbe essere un'urgenza e anche una responsabilità delle società.

E a proposito della tua partecipazione al TEDX di Cortina, complimenti! Di cosa ha parlato e a quale scopo?

Grazie! Ho presentato il progetto partendo dai risultati, senza entrare nello specifico del gioco o del workshop: ho parlato di come il mio lavoro di tesi abbia dimostrato che lavorare per la sostenibilità passa dal fare gruppo. L’idea è di trasferire un messaggio positivo e concreto al pubblico dimostrando con un riscontro scientifico quanto la situazione sia urgente. Il workshop è un mezzo attraverso cui le persone possono mettersi in gioco e capire meglio questo concetto.

Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro?

Vorrei continuare a lavorare nell’ambito della sostenibilità, dedicarmi al lavoro con l'obiettivo di generare un impatto positivo, continuare ad approfondire il tema e avere una formazione più solida.

E infine: c'è un consiglio chi daresti a chi vuole seguire il suo percorso?

Consiglierei di "lanciarsi", fare network, aiutarsi a vicenda. Sfruttare le situazioni che permettono di esporsi, come gli eventi, e trovare delle persone "alleate" con competenze professionali. In altre parole, consiglierei di essere attivi e organizzati.
Se si ha un obiettivo bisogna prima cercare di crearne tanti piccoli da portare a termine.
Se si crede in un progetto bisogna esporsi, farlo conoscere e coltivarlo giorno dopo giorno.

Intervista a cura di Aloeda Disha, studentessa del Corso di Studio di Scienze e tecnologie della comunicazione