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Covid-19 | Studio INGV-Unife su densità industriale e riduzione del rumore sismico in Italia

05/10/2020

Scienza, cultura e ricerca

Covid-19 |  Studio INGV-Unife su densità industriale e riduzione del rumore sismico in Italia

Un lavoro tanto insolito quanto interessante per gli economisti Unife Giorgio Prodi e Federico Frattini.

Durante le settimane del lockdown i ricercatori del Dipartimento di Economia e Management dell’Università di Ferrara hanno analizzato, con la collaborazione di un team dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) la relazione tra densità industriale e riduzione del rumore sismico in Italia. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Scientific Reports del gruppo editoriale Nature.

Applicando una interpretazione socio-economica alle variazioni di rumore sismico, lo studio ha rilevato una diminuzione del rumore sismico non omogenea nel territorio nazionale: nelle aree a più alta densità di popolazione, nelle quali risiedono attività industriali ritenute strategiche per l’economia nazionale e che quindi non sono state sottoposte a chiusura obbligatoria, il rumore sismico di origine antropica non ha subito le importanti riduzioni che sono state invece riscontrate altrove.

“Non è stato semplice combinare tra loro basi informative e ambiti scientifici così diversi” affermano Giorgio Prodi e Federico Frattini. “È piuttosto insolito trovare in letteratura studi realizzati dalla collaborazione di sismologi ed economisti. Questo studio è il risultato di una collaborazione intensa, che intendeva e ha saputo identificare alcune tendenze dell’effettivo concretizzarsi del lockdown nelle regioni del Nord Italia”.

L’aspetto innovativo e interessante della ricerca ha riguardato la possibilità di sopperire alla mancanza di dati dinamici sulla mobilità effettiva dei cittadini con il dettaglio necessario, con il risultato del confronto tra l’evoluzione dei livelli di rumore sismico nel tempo e il rapporto tra questa e la densità industriale e abitativa sul territorio.

Da una silenziosa pista da scii alpina ad una Milano avvolta dal rumore del traffico generato dal trasporto pubblico locale, l’analisi dei segnali provenienti dalle stazioni della Rete Sismica Nazionale dell’INGV dislocate nel Settentrione, ha permesso di osservare durante le settimane di lockdown differenze notevoli tra una città e l’altra.

“Analizzando, per il periodo indicato, i segnali provenienti dalle stazioni della Rete Sismica Nazionale dell’INGV dislocate nel settore centro-settentrionale del Paese”, spiega Davide Piccinini, ricercatore dell’INGV e primo autore dello studio, “abbiamo potuto osservare, in alcune aree, una repentina diminuzione del rumore sismico di origine antropica che, tuttavia, non mostrava una distribuzione omogenea sul territorio, evidenziando differenze macroscopiche tra le diverse stazioni esaminate”.

Incrociando i dati sull’andamento del rumore sismico forniti dalle stazioni sismiche con quelli estratti dalle banche dati dell’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT) relativamente alla densità abitativa e industriale in Italia, gli autori hanno potuto correlare la mancata diminuzione del rumore in alcune zone con la presenza, in quelle stesse aree, di importanti attività produttive classificate dal Governo come realtà industriali essenziali per il Paese, che, quindi, non hanno interrotto la loro attività nemmeno durante le settimane di lockdown.

“Grazie all’elaborazione di mappe 2D della distribuzione del rumore sismico”, aggiunge Marco Olivieri, ricercatore dell’INGV e co-autore dell’articolo, “abbiamo evidenziato delle ‘regolarità’ spaziali nelle discrepanze di tale distribuzione: in alcune aree della Pianura Padana, ad esempio, vi erano gruppi di stazioni sismiche che mostravano la stessa ‘anomalia’, a indicare un fenomeno significativo. Ci siamo quindi avvalsi del contributo dei colleghi economisti per poter interpretare in maniera più esaustiva, approfondita e quantitativa questo dato”.

Questo lavoro è stato concepito, realizzato e concluso durante la fase di lockdown che ha forzato tutta la Pubblica Amministrazione a lavorare in smartworking, e proprio da questa situazione ha tratto beneficio massimo, permettendo a sette persone localizzate in sei città diverse di lavorare e comunicare agilmente anche grazie alle infrastrutture informatiche e di accesso ai dati messe a disposizione da INGV e Università di Ferrara.

Titolo originale: COVID-19 lockdown and its latency in Northern Italy: seismic evidence and socio-economic interpretation

Per saperne di più

Comunicato congiunto INGV - Unife

A cura di Eleonora La Rosa (Master in Giornalismo e Comunicazione istituzionale della scienza dell’Università di Ferrara).