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Liquor e sistema nervoso centrale | Livelli diversi di proteine in uomini e donne

08/07/2020

Scienza, cultura e ricerca

Liquor e sistema nervoso centrale | Livelli diversi di proteine in uomini e donne

Il liquido cerebrospinale, o semplicemente liquor, è un liquido biologico incolore che permea tutto il sistema nervoso centrale. Attraverso la puntura lombare (rachicentesi), lo studio del liquor ha acquisito notevole importanza nell’inquadramento del paziente neurologico: alcune sue alterazioni infatti sono considerate campanelli d'allarme per svariate malattie.

Ora due studi disegnati e condotti da Massimiliano Castellazzi, ricercatore presso il Laboratorio di Neurochimica, U.O. di Clinica Neurologica dell’Università e dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria S. Anna di Ferrara, dimostrano una differenza significativa tra uomini e donne per quanto riguarda alcune caratteristiche biochimiche del liquor.

Gli studi, pubblicati sulle riviste Fluids and Barriers of the CNS e Clinical Chemistry and Laboratory Medicine, evidenziano che nei soggetti di sesso maschile le proteine plasmatiche penetrano nel sistema nervoso centrale più facilmente. La ragione sembra essere la maggiore permeabilità della "barriera emato-liquorale", la struttura responsabile della composizione biochimica del liquor stesso. Come conseguenza, il livello delle proteine totali nel liquor risulterebbe maggiore negli uomini che nelle donne, a prescindere dall’età e dalla malattia di cui sono affetti.

Dal punto di vista pratico - spiega il dottor Castellazzi - entrambi gli studi aprono una discussione importante sulla necessità di ‘normatizzare’ i parametri di riferimento laboratoristici in funzione del sesso del paziente, per evitare di attribuire valori altrimenti considerati “patologici” negli uomini o, al contrario, di sottostimarli nelle donne.

La questione potrebbe avere implicazioni potenzialmente rilevanti nella pratica clinica.

L’analisi chimica del liquor - illustra il ricercatore - fornisce indicazioni sulla malattia del soggetto già a poche ore dalla puntura lombare, incidendo precocemente sull'inquadramento diagnostico del paziente stesso.

Agli studi, che hanno analizzato retrospettivamente i dati di oltre 4.000 soggetti, hanno contribuito la professoressa Maura Pugliatti, direttrice del Centro Interdipartimentale di Ricerca per lo Studio della Sclerosi Multipla e delle Malattie Infiammatorie e Degenerative del Sistema Nervoso dell'Università di Ferrara, la professoressa Tiziana Bellini, direttrice del Centro Universitario di Studi sulla Medicina di Genere dell'Università di Ferrara, il dottor Stefano Pizzicotti, direttore facente funzione del Laboratorio Unico Provinciale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria S.Anna, il professor Enrico Fainardi dell’Università di Firenze e il dottor Andrea Morotti dell’Istituto Neurologico Mondino di Pavia.

Foto del gruppo di ricerca

Il dottor Castellazzi (primo in alto a sinistra), il professor Fainardi (in basso a destra)
e le professoresse Bellini e Pugliatti (a destra).

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