Determinazione della risposta anticorpale nel fluido congiuntivale dei pazienti affetti da Covid-19: significato funzionale e prospettive cliniche e prognostiche

Studio della risposta immunitaria specifica anti-SARS-CoV-2 nel compartimento congiuntivale di pazienti affetti da COVID-19. Significato patogenetico, implicazioni diagnostico-cliniche e prognostiche

Lo studio coordinato dalla Sezione di Malattie Infettive, in collaborazione con la Clinica oculistica e la Microbiologia di Unife è volto principalmente  (a) allo studio dell'interazione tra SARS-CoV-2 con il fluido congiuntivale e la congiuntiva stessa, porta d'ingresso di straordinaria importanza da un punto di vista patogenetico per la diffusione e replicazione del virus ed alla sua progressione verso le successive severe tappe infiammatorie e (b) allo studio della risposta antivirale in tale contesto, tuttora poco nota in quanto che l’occhio è organo immuno-privilegiato. 

Il nostro scopo sarà preliminarmente volto ad analizzare mediante metodiche sofisticate la presenza di immunoglobuline secretorie mucosali anti-SARS-CoV-2 di tipo A (IgA) nel fluido lacrimale dei pazienti affetti da COVID-19. 

Risultati preliminari hanno mostrato che il 40% circa dei soggetti COVID-19 anche con sintomi di lieve entità, possiede IgA specifiche antivirali a livello oculare, che persistono fino a 48 giorni dopo l'inizio della malattia. 

Tali dati sembrerebbero indicare da un lato una durata prolungata delle IgA anti-SARS-CoV-2 nel comparto oculare; dall’altro, suggerire che il rilevamento delle IgA può rivestire non solo un importante valore patogenetico ma anche prognostico quale marcatore immunologico di progressione clinica e persistenza dell’infezione.

Lo studio è stato approvato dal Comitato Etico di Area Vasta Emilia Centro e ha già ricevuto il nulla osta della Direzione Generale per lo svolgimento.