Ripristino di ambienti marini incrementandone la biodiversità con la partecipazione dei pescatori

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Reg. (UE) 508/2014, Programma Operativo - FEAMP 2014/2020

Responsabile scientifico: Prof. Michele Mistri

Il progetto

La rimozione di reti fantasma e altri rifiuti della pesca ha come immediata ricaduta il miglioramento della biodiversità marina. Questo perché le reti fantasma ed altri rifiuti dell'attività di molluschicoltura offshore, abbandonati accidentalmente o intenzionalmente, e trasportati dalle correnti senza subire alcuna biodegradazione, continuano ad esercitare il loro ruolo di trappole, per pesci e per molte specie di animali marini protetti, per periodi prolungati. Inoltre le reti fantasma ed i rifiuti della pesca e non possono essere sospinti dalle correnti marine per lunghe distanze prima di terminare la loro corsa su qualche fondale, e non è da sottovalutare il rischio associato alla loro potenziale capacità di veicolare e diffondere specie aliene, che spesso costituiscono una delle minacce più gravi per la biodiversità degli ecosistemi marini.

Da queste premesse, l'obiettivo del progetto è stato quello di realizzare il ripristino di aree marine degradate a causa dei rifiuti da pesca e non, presenti sui fondali, e ridurre l'impatto delle reti fantasma sulla risorsa ittica. In particolare, gli scopi principali sono stati:

  • l'individuazione, la rimozione e la quantificazione di reti fantasma e altri rifiuti (della pesca e non) in aree campione del Veneto;
  • la quantificazione degli impatti che questi materiali producono sull'ecosistema marino e quindi sulla biodiversità.

Parole chiave

  • Biodiversità
  • Fondali
  • Pesca