Il tuo contributo alla ricerca Unife

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Dona il tuo 5x1000 a Unife e sostieni le ricerche dei più giovani

In questi anni abbiamo avuto modo di toccare con mano, una volta in più, il grandissimo valore della ricerca scientifica. Di comprendere ancora meglio il suo significato più nobile, il suo essere il motore del progresso dell’umanità e strumento fondamentale per guardare al futuro con speranza.

Nel nostro Ateneo, ogni giorno, una vivace comunità di ricercatrici e ricercatori si dedica alla ricerca scientifica in molteplici ambiti, tutti rilevanti per lo sviluppo della società. 

Scegliere di donare il 5x1000 all'Università di Ferrara è un gesto semplice, ma di grande importanza. Significa sostenere l’impegno delle ricercatrici e dei ricercatori più giovani che lavorano nel nostro Ateneo. Significa schierarsi al loro fianco, ed essere parte attiva di una comunità che tende al futuro con fiducia e determinazione. 

Nella tua dichiarazione dei redditi scrivi il codice fiscale 80007370382

I progetti finanziati con il tuo 5x1000

I contributi raccolti attraverso il 5x1000 negli anni precedenti hanno supportato i progetti di giovani ricercatrici e ricercatori del nostro Ateneo. Anche quest'anno i fondi finanzieranno le ricerche dei più giovani.

Di seguito i progetti finanziati nel 2021:

Anziani e diritto all'abitare: un approccio interdisciplinare per promuovere l'healthy & active aging

bernardiniOggigiorno, grazie al progresso scientifico, la medicina ha notevolmente esteso l’aspettativa di vita delle persone. Ma vivere più a lungo non sempre significa vivere meglio, soprattutto se all’aumento della speranza di vita non corrisponde un aumento degli anni liberi da disabilità; non a caso, il PNRR sottolinea l’urgenza di rafforzare il SSN per sopperire ai bisogni degli anziani di oggi e di domani.

Per raggiungere questo obiettivo, è necessario identificare le esigenze sia le barriere (strutturali, biologiche, sociali e  urbano-architettoniche) attualmente presenti, per superarle.

Il gruppo di ricerca guidato dalla dott.ssa Maria Giulia Bernardini del Dipartimento di Giurisprudenza affronta questi temi, a partire dal concetto di “diritto all’abitare”: una precondizione imprescindibile per la garanzia dei servizi e del benessere, che spetta ad ogni cittadina e cittadino.      

Biomasse di scarto: da problema a rimedio ambientale

chenetNella lista dei principali contaminanti delle falde acquifere, ritroviamo le sostanze perfluoro alchiliche (PFAS). Note per la loro elevata tossicità, sono presenti nell’ambiente a causa del loro ampio utilizzo industriale, degli sversamenti accidentali e attraverso l’impiego e smaltimento di prodotti che li contengono. L’utilizzo di questi forti acidi  ha provocato in Italia una contaminazione ambientale  talmente diffusa, da rilevarne concentrazioni particolarmente elevate nel sangue umano.  

Il progetto guidato dalla dottoressa Tatiana Chenet, del Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e della Prevenzione, è composto da un gruppo interdisciplinare con competenze nei campi della chimica, geologia, biologia ed economia.

L’obiettivo è lo sviluppo di nuove metodologie per la rimozione di PFAS da matrici acquose, utilizzando materiali derivanti dal recupero di biomasse di scarto di origine agricola, in un’ottica di economia circolare.

 

Small molecules come farmaci inibitori in grado di bloccare l’infezione da SARS-CoV-2

cataniDall’inizio della pandemia a oggi abbiamo ben compreso che SARS-CoV-2 va incontro a frequenti mutazioni e, sebbene la vaccinazione resti il più prezioso alleato per prevenire le forme di infezione più gravi, la ricerca farmacologica è indirizzata allo sviluppo di rimedi in grado di agire contro un‘infezione attiva da SARS-CoV-2.

Il progetto guidato dalla dottoressa Martina Catani, del Dipartimento di Scienze Chimiche, Farmaceutiche ed Agrarie, si prefigge di valutare il potenziale impiego di alcune small molecules come farmaci in grado di bloccare un’infezione sul nascere, sfruttando la loro affinità con alcuni siti della proteina  virale Spike. 

A differenza delle biomolecole studiate finora, le small molecules considerate sono di natura organica e quindi più stabili. Questa loro caratteristica le rende adatte  ad essere assunte per via orale o come spray nasale/aerosol nella fase iniziale della malattia, diminuendo così il rischio di ospedalizzazioni e decessi.

Proteine virali e derivati peptidici per rinforzare la risposta ai vaccini e la memoria immunitaria

nicoliDalla loro scoperta e impiego in campo medico, i vaccini hanno costituito una vera e propria rivoluzione nella lotta alla diffusione di malattie gravi, contribuendo a raddoppiare l’aspettativa di vita. La loro risposta protettiva è mediata dai linfociti della memoria: cellule longeve che preservano la memoria immunologica, conferendo al corpo umano un sistema di difesa efficace, in grado di reagire contro gli agenti patogeni. 

Ad oggi, tuttavia, solo alcune tipologie di vaccini innescano una memoria immunologica che duri per tutta la vita. L’obiettivo generale del progetto del Dott. Francesco Nicoli, del Dipartimento di Scienze chimiche, farmaceutiche ed agrarie, è quello di utilizzare una proteina di origine virale, e i suoi derivati peptidici, per aumentare le risposte vaccinali, indurre linfociti a lunga vita e prevenire il decadimento della memoria immunitaria.

Grazie alla collaborazione fra specialisti di area medica, biologica e chimica, lo studio si propone di sviluppare un adiuvante universale cda somministrare insieme alla vaccinazione per migliorare l’efficacia e la conservazione della memoria immunologica pregressa, ed evitare di dover ricorrere ai richiami vaccinali.

Menopausa e diabete di tipo 2: possibile effetto sul “colesterolo buono” HDL

trentiniQuando parliamo di colesterolo, è immediato pensare ai problemi di salute ad esso connessi. Ciò non è  sempre del tutto corretto: accanto alla forma nociva LDL infatti, esiste la forma HDL del colesterolo, che svolge un‘importante funzione protettiva per l’organismo. L’HDL, chiamato anche “colesterolo buono”,  previene l’insorgenza di malattie cardiovascolari grazie alla sua capacità di contrastare l’infiammazione e lo stress ossidativo.

Le donne con diabete di tipo 2 o in menopausa sono più a rischio di incorrere in malattie cardiovascolari, ma resta ancora da chiarire se sia proprio l’alterazione delle capacità protettiva dell’HDL a indebolire lo “scudo” contro l’infiammazione.

Il progetto guidato dal dottor Alessandro Trentini del Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e della Prevenzione si propone di rispondere a questo quesito, e di fornire nuovi strumenti per la valutazione e la prevenzione del rischio cardiovascolare.

Cheratocono, causa di miopia e astigmatismo: verso la diagnosi precoce con il mirnoma

contiMiopia, astigmatismo e perdita di acutezza visiva possono essere causati dal cheratocono (dal greco “keratos”: cornea e “konos”: cono), una malattia oculare caratterizzata dallo sviluppo di una struttura a cono della cornea, come conseguenza del suo progressivo assottigliamento e distorsione. 

Ad oggi, non vi è  ancora una terapia farmacologica efficace contro questa malattia degenerativa, e la principale ragione è dovuta alla scarsità di informazioni raccolte sui i meccanismi biologici responsabili.

Il progetto guidato dalla dottoressa Ilaria Conti del Dipartimento di Medicina Traslazionale e per la Romagna, si propone di  approfondire il ruolo di specifiche molecole biologiche (microRNA) nella formazione del cheratocono, individuando possibili biomarcatori in grado di indicare lo stato di avanzamento della malattia e quindi suggerire la terapia farmacologica più opportuna.

 

Etica aziendale e prevenzione del rischio reato: approccio interdisciplinare al whistleblowing

nicolicchiaSegnalare tempestivamente le condotte illecite conosciute nell’ambito della propria attività lavorativa, ossia ciò che viente definito whistleblowing, riveste un’importanza cruciale nelle moderne strategie di contrasto all’illegalità economica.

In Italia però l’adozione di questa procedura viene ancora percepita con diffidenza, a fronte di questioni di natura etico-sociale e pratico- organizzative. 

Il progetto del Dott. Fabio Nicolicchia, del Dipartimento di Giurisprudenza, ambisce a contribuire al superamento di queste perplessità, impartendo alle imprese apposite indicazioni che agevolino l’introduzione di procedure in grado di incentivare le segnalazioni di eventuali irregolarità nel rispetto dei diritti di tutti i soggetti coinvolti, salvaguardando al contempo la regolare operatività aziendale.

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