Salta ai contenuti. | Salta alla navigazione

Strumenti personali

Sbocchi occupazionali e professionali previsti per i laureati

Il Corso di Laurea Magistrale in Scienze Geologiche, Georisorse e Territorio mira a formare un Geologo in possesso di elevata preparazione scientifica e tecnico-professionale. Attraverso una significativa attività formativa teorica, di laboratorio e di campagna lo studente acquisisce la capacità di analizzare criticamente i processi geologici e ambientali e di fornire risposte alle emergenze naturali ed antropiche di competenza della Geologia. La Laurea Magistrale permette di avviarsi, attraverso l'esame di stato, alla libera professione o ad attività professionali in svariati settori dell'industria e della pubblica amministrazione. Fornisce inoltre le basi per dedicarsi alla ricerca scientifica.

[Informazioni tratte dalla Scheda Unica Annuale del Corso di studio – SUA-CdS]

Profilo professionale e sbocchi occupazionali e professionali previsti per i laureati:

    1. Geologo del Petrolio
    2. Gemorfologo Applicato
    3. Geologo Applicato e Idrogeologo
    4. Tecnologo dei Geomateriali
    5. Tecnologo del degrado / conservazione dell’ambiente e dei beni culturali
    6. Conservatore di sezioni geologiche e paleontologiche di musei naturalistici

    Accesso a studi ulteriori

     

    Geologo del Petrolio

    funzione in un contesto di lavoro:

    Il Geologo del Petrolio è una figura professionale ad ampio spettro che si occupa della ricerca di idrocarburi (olio e gas) attraverso un approccio stratigrafico, sedimentologico e strutturale. Finalizza queste ricerche tramite lo studio sul terreno di analoghi di superficie e lo studio e interpretazione di sezioni sismiche a riflessione, log geofisici e analisi lito- e biostratigrafiche.
    Attraverso la comprensione della geologia e dell’evoluzione stratigrafica di un’area cerca di individuare le potenziali rocce madri e loro maturità, valuta i processi di migrazione degli idrocarburi verso le rocce serbatoio, individua e descrive le trappole stratigrafiche o strutturali verificando la presenza di adeguate coperture impermeabili che caratterizzano l’eventuale giacimento stimandone i sui volumi.
    Il geologo del petrolio si interfaccia con altri tecnici quali ingegneri del petrolio e manager gestionali per le successive fasi di esplorazione, valutazione dei rischi ambientali ed economici, e per l’estrazione finale degli idrocarburi dal sottosuolo. Questa figura professionale spesso lavora in sinergia con colleghi aventi diverse specializzazioni nell’ambito delle discipline geologiche.

    competenze associate alla funzione:

    Il Geologo del Petrolio deve disporre di competenze di base inerenti a chimica, fisica, geologia e paleontologia e competenze specialistiche di geologia stratigrafica, sedimentologia, micropaleontologia, biostratigrafia, analisi di facies e geofisica applicata funzionali allo svolgimento della professione.

    sbocchi professionali:

    Il Geologo del Petrolio potrà trovare occupazione in: i) compagnie petrolifere operanti nell’esplorazione e sfruttamento di idrocarburi quali petrolio e gas naturale sia in Italia che all’estero; ii) compagnie di servizio che forniscono consulenza a compagnie di medio-grande dimensione. Come libero professionista trova sbocchi professionali come: iii) consulente per l’esplorazione e ricerca in aree di interesse esplorativo; iv) geologo rilevatore di analoghi di superficie di giacimenti noti.

     

    Gemorfologo Applicato

    funzione in un contesto di lavoro:

    Il Geomorfologo Applicato investiga sui processi di pericolosità geomorfologica (superficiale, fluviale, costiera, antropica, frane e valanghe) e sull’uso delle risorse naturali (cave, ripascimenti artificiali, ecc.) nei quali è coinvolta la geomorfologia in termini di rischio e d’impatto ambientale. Inoltre opera nell’ambito della Pianificazione Territoriale, della Valutazione d’Impatto Ambientale, dello Sviluppo Sostenibile, della Strategia Marittima e della Direttiva Inondazioni. L’approfondita conoscenza dei processi e delle forme dovute agli agenti esogeni ed endogeni gli consente di analizzare le relazioni di causa/effetto tra i processi morfodinamici e dissesti geomorfologici, di proporre e valutare, nel tempo e nello spazio, gli effetti degli interventi antropici sul territorio

    competenze associate alla funzione:

    Le competenze tipiche del Geomorfologo Applicato consistono nella capacità di: osservare e riconoscere le forme del rilievo e la loro genesi; valutare quantitativamente l’intensità dell’erosione nei bacini fluviali, sui versanti e sulla costa; progettare e organizzare campagne di rilevamento dei dissesti e attività di monitoraggio sul territorio; realizzare carte tematiche di pubblica utilità, per uso professionale e progettuale; valutare gli effetti attesi di opere per la difesa fluviale e costiera anche tramite l’utilizzo di strumenti di modellazione numerica. E’ un geologo che conosce ed è in grado di utilizzare gli strumenti tecnici per il monitoraggio territoriale e dei dissesti geomorfologici. E’ inoltre prevista la conoscenza e la capacità di applicare metodi per la valutazione della pericolosità e del rischio geomorfologico

    sbocchi professionali:

    Il Geomorfologo Applicato può trovare occupazione come: i) libero professionista, previo esame di stato, che svolge indagini di geomorfologia applicata come sistemazione dei versanti vallivi, frane, valanghe, sistemazioni costiere, erosioni del suolo; ii) dipendente di enti pubblici che partecipa alla pianificazione territoriale, ai piani di monitoraggio ed alla valutazione della pericolosità e rischio geomorfologico; iii) dipendente di imprese private che partecipa alla progettazione geomorfologica di grandi opere, alla realizzazione di interventi difensivi della costa e di monitoraggi dei dissesti geomorfologici, alla realizzazione di cartografia tematica.

     

    Geologo Applicato e Idrogeologo

    funzione in un contesto di lavoro:

    Il Geologo Applicato realizza la valutazione di impatto ambientale di opere antropiche, le indagini geognostiche in situ e in laboratorio, il rilevamento geologico tecnico ed il monitoraggio della stabilità di versanti naturali e artificiali. Si occupa principalmente della meccanica delle terre sciolte e delle rocce, delle varie tecniche di esplorazione geologica del sottosuolo sia dirette, quali sondaggi stratigrafici e penetrometrie, che indirette, quali le indagini geofisiche, per determinare le caratteristiche del sottosuolo ai fini della stabilità dei versanti e della costruzione di manufatti. La conoscenza approfondita dell’ambiente fisico, acquisita in superficie e nel sottosuolo, gli consente una corretta analisi dei processi geologici e geodinamici in atto per la valutazione e il corretto uso delle risorse utilizzabili dall’uomo, per la pianificazione del territorio e per l’individuazione delle possibili situazioni di rischio geologico e per la progettazione di interventi tesi a prevenire e mitigarne i danni.
    Le competenze dell’Idrogeologo sono altresì indispensabili per definire il modello concettuale della circolazione idrica sotterranea ed i rapporti fra acque superficiali e sotterranee. Questa figura professionale effettua il rilevamento geologico e idrogeologico per valutare il possibile sfruttamento e/o la salvaguardia delle risorse idriche sotterranee. Effettua prove sperimentali in situ per la determinazione dei parametri idrodinamici degli acquiferi, per quantificare le risorse idriche sotterranee e la loro vulnerabilità, con metodi sia diretti che geofisici. Inoltre, l’Idrogeologo effettua prove e misure in laboratorio per definire i parametri idrogeologici ed idrogeochimici non misurabili in situ.
    Tutte queste caratteristiche definiscono l’elevato grado di multidisciplinarietà della materia e quindi il Geologo Applicato e l’Idrogeologo dovranno essere in grado di interagire attivamente con altre figure professionali quali ingegneri, biologi e chimici.

    competenze associate alla funzione:
    Riconosce e prevede, a lungo e breve termine, gli effetti dovuti all’interazione tra i processi geologici e gli interventi umani con particolare riguardo alle problematiche geologiche derivanti da attività legate all'ingegneria civile (costruzioni di edifici, strade, gallerie, dighe, etc.), a quelle riguardanti la ricerca, lo sfruttamento e la pianificazione delle georisorse (idriche, minerarie ed energetiche).
    Il Geologo Applicato e Idrogeologo hanno competenza: nelle tecnologie di rilevamento; nei programmi per l'elaborazione di dati e per la preparazione di cartografia geologica e tematica; nel rilevamento dei prodotti, delle forme e delle deformazioni relativi alle varie tipologie di fenomeni che determinano i principali rischi geologici (aree di frana, zone di faglia, aree alluvionali..); nella geotecnica e sul rilevamento geologico tecnico; nell’impatto derivante dalla costruzione di manufatti e relativa legislazione; nella valutazione delle pericolosità geologico-ambientali per la difesa del suolo; nel rilevamento idrogeologico, la ricerca e la valutazione quali-quantitativa e la gestione delle risorse d’acqua sotterranee; nella valutazione, il monitoraggio e lo studio delle interazioni tra acque sotterranee e strutture geologiche; nelle indagini geologiche e le prospezioni per la ricerca di fonti di energia geotermica e di acque termali e gli studi di fattibilità tecnico-economica per la loro utilizzazione; nell’utilizzo di software in ambiente GIS; in geostatistica e statistica generale; nella progettazione ed esecuzione di campagne d’indagini geofisiche.

    sbocchi professionali:
    Il Geologo Applicato e l’Idrogeologo possono trovare occupazione sia in enti pubblici che in aziende private operanti nei settori ingegneristici ed ambientali, in cui siano richieste esplicite competenze in materia geologica ed idrogeologica.

    In particolare possono avere i seguenti sbocchi professionali: i) presso studi professionali di geologia ed ingegneria ambientale, società di sfruttamento e gestione delle risorse idriche, la Protezione Civile, Società per la bonifica di siti industriali, organi pubblici per la tutela dell’ambiente; ii) libero professionista, previo esame di stato, singolo o in studi associati di geologi applicati; iii) libero professionista, previo esame di stato, singolo o in studi associati che forniscono consulenze idrogeologiche negli interventi di pianificazione, e/o riqualificazione del territorio che implicano le risorse idriche sotterranee; iv) consulente o dipendente di enti pubblici locali e nazionali, in grandi imprese di costruzioni come gallerie, viadotti, dighe, strade e autostrade.

     

    Tecnologo dei Geomateriali

    funzione in un contesto di lavoro:

    Il Tecnologo dei Geomateriali è la figura professionale che ricerca e studia attraverso metodologie mineralogiche, cristallografiche, petrografiche, petrologiche e geochimiche le proprietà dei geomateriali nella prospettiva di una applicazione in ambito civile, industriale e ambientale. Deve essere in grado di comprendere la natura mineralogica e geochimica delle varie tipologie di minerali, rocce e depositi naturali, la loro reperibilità e abbondanza nel territorio, e la possibilità (e i costi) di estrazione, nonché essere consapevole della possibilità di sintesi e produzione di materiali artificiali.
    Il suo obiettivo è infatti quello di sviluppare materiali innovativi per applicazioni sia funzionali che strutturali (ad es. per l’industria, per lo sfruttamento di fonti energetiche rinnovabili, per il recupero ambientale, per l’edilizia sostenibile, per il recupero delle risorse idriche e per il settore agro-alimentare), o migliorare quelli esistenti, e determinarne la conformità secondo gli specifici standard di riferimento.
    Valuta l’interazione dei geomateriali con l’ambiente, la salute, l’economia e l’industria e fornisce indicazioni sulla loro gestione e sul trattamento nei cicli produttivi e nello smaltimento e messa a dimora dei rifiuti prodotti.

    competenze associate alla funzione:
    Il Tecnologo dei Geomateriali deve disporre di competenze di base inerenti a chimica, fisica, geologia e specifiche competenze teoriche e sperimentali di mineralogia, petrografia, geochimica, geofisica applicata e relative applicazioni funzionali allo svolgimento della professione.

    sbocchi professionali:
    Il Tecnologo così formato potrà trovare occupazione in: i) imprese operanti nei settori di esplorazione e sfruttamento delle georisorse; ii) compagnie operanti nei settori energetico ed edilizia sostenibile; iii) enti pubblici e privati per la tutela dell’ambiente; iv) industrie di trasformazione di geomateriali; v) laboratori analitici di caratterizzazione e certificazione dei geomateriali; vi) enti ed aziende operanti nel settore agrario e nelle relative filiere agro-alimentari.

     

    Tecnologo del degrado / conservazione dell’ambiente e dei beni culturali

    funzione in un contesto di lavoro:
    Il Tecnologo per la valutazione del degrado e per la conservazione dell’ambiente e dei beni culturali è la figura professionale che ricerca e studia attraverso metodologie mineralogiche, petrografiche, geochimiche, e geofisiche:
    - siti interessati da inquinamento, o da potenziale inquinamento, del terreno o delle acque;
    - beni culturali e monumentali interessati da degrado, o potenziale degrado;
    - potenziale esposizione ad agenti cancerogeni di origine minerale.
    L’esperto deve essere in grado di comprendere i tenori di fondo (backgrounds) delle matrici studiate e le anomalie indotte dai fenomeni di inquinamento e degrado per cause naturali e/o antropiche. Importante è la comprensione della natura degli inquinanti che compromettono la qualità dei terreni, delle acque e dell’atmosfera, nonché la natura degli agenti che generano il degrado dei beni culturali e monumentali (ad es. materiali litoidi, lapidei, metallici, mosaici, dipinti, etc..) per ricostruire modelli concettuali che ne prevedano l’evoluzione spazio-temporale.
    Le conoscenze acquisite sono necessarie anche per eseguire valutazioni d’impatto delle attività civili e produttive, ed eventualmente per pianificare le attività di bonifica, ripristino, restauro e messa in sicurezza.
    La figura di questo tecnologo è di fondamentale importanza: a) in contesto urbano; b) in aree caratterizzate da attività produttive impattanti associate all’uso o al rilascio di sostanze pericolose nel suolo, nelle acque e nell’atmosfera; c) in zone prossime a sversamenti dolosi o accidentali di sostanze nocive; d) in zone critiche adiacenti a discariche e siti di stoccaggio di sostanze pericolose.

    competenze associate alla funzione:
    Il Tecnologo per la valutazione del degrado e conservazione dell’ambiente e dei beni culturali deve disporre di competenze di base inerenti alla chimica e alla geologia, e specifiche competenze teoriche e sperimentali di mineralogia, petrografia, geochimica e geofisica applicata funzionali allo svolgimento della professione. Deve inoltre possedere capacità di gestione dei dati attraverso software specifici per la visualizzazione e una migliore comprensione dei processi, al fine di mitigare i processi di inquinamento ambientale e degrado dei beni culturali.

    sbocchi professionali:
    Questo tecnologo ha sbocchi occupazionali come: i) libero professionista che rilascia consulenze a enti pubblici e privati che si occupano di valutazioni d’impatto, di bonifiche di aree inquinate, di degrado, conservazione e restauro di beni culturali; ii) responsabile di laboratori analitici per il monitoraggio ambientale e per le indagini archeometriche di beni culturali

     

    Conservatore di sezioni geologiche e paleontologiche di musei naturalistici

    funzione in un contesto di lavoro:
    Il conservatore di sezioni paleontologiche e geologiche di musei naturalistici conduce ricerche, acquisisce, valuta, cataloga e garantisce la conservazione di materiale paleontologico, mineralogico e geologico. Organizza inoltre attività di valorizzazione, esposizione e divulgazione dei materiali con mostre ed eventi.

    competenze associate alla funzione:
    Il conservatore di sezioni paleontologiche e geologiche di musei naturalistici deve essere in grado di riconoscere e condurre ricerche su fossili, minerali e rocce. Queste competenze sono fornite dalle discipline geo-paleontologiche e minero-petrografiche.

    sbocchi professionali:
    Musei naturalistici

     


    Accesso a studi ulteriori

    I laureati della classe LM-74 potranno proseguire la loro formazione attraverso Master universitari, corsi di Dottorato di Ricerca presso Università italiane e straniere nell’ambito delle Scienze della Terra.

     

     

    Il corso prepara alla professione di (codifiche ISTAT):

    • Geologi - (2.1.1.6.1)
    • Paleontologi - (2.1.1.6.2)
    • Geofisici - (2.1.1.6.3)
    • Idrologi - (2.1.1.6.5)
    • Cartografi e fotogrammetristi - (2.2.2.2.0)
    • Curatori e conservatori di musei - (2.5.4.5.3)