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Alcuni dei progetti finanziati con il 5 x 1000 all'Università di Ferrara

Elenco vincitori e titolo ricerca

 

Armaroli Clara

 

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Video monitoraggio dell'OVERwash (VIMOVER)

 

Clara Armaroli, Dottorato di Ricerca, Scienze della Terra

Geomorfologia Costiera, studio dei processi fisici di spiaggia tramite misure dirette sul campo e telerilevamento (foto aeree e video-camere)

Studio dello scavalcamento da parte delle onde (overwash) della parte retrostante la spiaggia mediante l’analisi di filmati video registrati ad alta frequenza da una telecamera posta in prossimità dell’arenile

Utilizzo del video-monitoraggio per studiare un fenomeno finora valutato esclusivamente con misure dirette sul campo

Proseguire lo studio dell’overwash al fine di conoscerne i meccanismi di innesco e la probabile localizzazione, per mitigare il rischio da inondazione marina delle aree costiere Regionali (progetto Europeo RISC-KIT, contratto n° 603458)

Benfenati Alessandro

 

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Metodi variazionali per la ricostruzione di immagini

 

Alessandro Benfenati, Laurea Specialistica in Matematica, studente di dottorato in Matematica ed Informatica.

Il periodo all'estero (15/09-20/12) si é svolto presso il CMAP, all'Ecole Polytechnique di Parigi, sotto la supervisione del professor Chambolle. La ricerca si è focalizzata sullo studio di scelte adattive del passo per metodi di ottimizzazione, da utilizzare secondo una filosofia "black box". Le ricerche condotte son collegate al lavoro iniziato in Italia, ma si è entrati in contatto con visioni diverse di affrontare i problemi.

Ricadute: sviluppo di un software dedicato all'image restoration per immagini mediche e microscopiche

Prospettive: proseguimento della collaborazione sulle tematiche affrontate anche con altri periodi di scambio

Bartoletti Stefania

 

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Reti wireless per localizzazione passiva

 

Stefania Bartoletti è Dottoranda in Scienze dell’Ingegneria, curricula Ingegneria dell’Informazione, nel Wireless Communication and Localization Network Laboratory.

Da Settembre 2013 è Visiting PhD Student presso il Laboratory for Information and Decision Systems del Massachusetts Institute of Technology (MIT). La borsa di studio le ha permesso di condurre attività di ricerca sulle reti wireless per la stima della posizione di oggetti, mediante tecniche attive e passive, in collaborazione con uno dei più importanti gruppi di ricerca mondiali nel settore. Tali temi hanno un sempre più vasto campo di applicazioni, nel settore civile, militare e di sicurezza.

Durante la visita è stato possibile pubblicare un lavoro scientifico su un’importante rivista del settore e avviare nuove attività di ricerca.

Boarin Paola

 

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SU.R.E2 - Sustainable Retrofit for Energy nd Environmental improvement of heritage buildings

 

Paola Boarin, Architetto e Dottore di Ricerca in Tecnologia dell’Architettura, Assegnista di ricerca e docente a contratto di Tecnologia dell’Architettura presso Dipartimento di Architettura – Centro Ricerche Architettura>Energia.

Le attività di ricerca presso il Department of Architectural Technology at the School of Architecture of Barcelona (ETSAB) - Technical University of Catalonia (UPC BarcelonaTECH), gruppo di lavoro DITEC – Diagnosis and Intervention Techniques for Building Restoration and Renovation,  si sono concentrate sul tema della valutazione e della definizione di strategie di miglioramento della qualità ambientale ed energetica nell’ambito del patrimonio edilizio esistente variamente storicizzato. Sono state create le basi comuni di ricerca per intraprendere e consolidare future attività a livello internazionale, nonché momenti di dialogo tra istituzioni e operatori dei settori pubblici/privati, al fine di individuare opportunità e modalità di intervento, nonché procedure operative consolidate di determinati ambiti territoriali, dalle quali poter trarre esempio per futuri trasferimenti di know-how in un settore che diventa ogni giorno più strategico all’interno degli obiettivi comunitari.

Bonora Massimo

 

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Fisiologia mitocondriale nella regolazione delle cellule staminili ematopoitiche

 

Massimo Bonora, Dottorato di Ricerca in Biochimica, Biologia Molecolare e Biotecnologie

Nel periodo di permanenza del professor Keisuke Ito mi sono concentrato sullo studio della divisione asimmetrica di cellule staminali ematopoietiche e del coinvolgimento dei mitocondri nell’esecuzione di questo fenomeno.

possibili ricadute della ricerca condotta: La disfunzione della divisione delle staminali ematopoietiche può portare alla leucemia ed è regolata dai mitocondri. La comprensione completa del ruolo dei mitocondri nella divisione delle staminali ematopoietiche fornirà nuovi spunti per lo sviluppo di terapie anti-leucemia

prospettive personali. Tale esperienza mi ha permesso di avventurarmi in un nuovo campo di studi all’avanguardia nello studio delle leucemie. Il mio obiettivo è quello di approfondire queste ricerche (possibilmente affrontando nuovi periodi all’estero) per poter produrre una conoscenza realmente spendibile nella medicina moderna.

Borin Elena

 

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Public-Private Partnership in the cultural sector: the development of PPPs in times of crisis

 

Elena Borin, Diploma di perfezionamento in “Economia e Management dei Musei e Servizi Culturali MuSeC” – attualmente iscritta al primo anno del Dottorato di Ricerca in Economia – Università di Ferrara.

La ricerca fa parte della prima fase del progetto di Dottorato in Economia intitolato Public-Private Partnership in the Cultural Sector: The Development of PPPs in Times of Crisis” e ha analizzato le cultural policies europee e il framework europeo per lo sviluppo dei PPPs nel settore culturale, interrogandosi su come l’UE abbia favorito l’implementazione e coinvolgimento di vari attori nella gestione e governance degli enti culturali. Lo studio si è svolto in un momento fondamentale di presentazione dei risultati del precedente periodo di programmazione UE 2007-2013, permettendo di partecipare ad eventi quali lo European Culture Forum e di condurre interviste con vari attori europei. L’analisi è stata propedeutica agli sviluppi successivi della ricerca ed ha creato i presupposti per collaborazioni con altri gruppi di ricerca europei.

Casari Daniele

 

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Valutazione dell'influenza degli elementi in tracce sui meccanismi di affinamento del grano di leghe di alluminio da fonderia di interesse industriale

 

Daniele Casari, Laurea Specialistica in Ingegneria dei Materiali - Corso di Dottorato in Scienze dell'Ingegneria (Curriculum Industriale, XXVI ciclo).(ricerca svolta presso il Centro di Studi sulla Corrosione e Metallurgia "Aldo Daccò" - Dipartimento di Ingegneria). Tutori: Prof. Gian Luca Garagnani, Ing. Mattia Merlin.

Il presente progetto di ricerca, condotto in collaborazione con il Solidification/Casting Research Group dell’NTNU di Trondheim, Norvegia, è rivolto alla comprensione dei meccanismi che influenzano la microstruttura e le proprietà meccaniche statiche e dinamiche della lega di Alluminio da fonderia A356 quando la composizione chimica viene variata mediante tracce di Nickel e Vanadio. Le attuali tecniche di purificazione, infatti, non riescono a rimuovere in maniera economica ed efficiente tali impurità, che pertanto entrano nella composizione chimica della lega, influenzandone le proprietà finali. Grazie a tale attività di ricerca è stato possibile perfezionare le mie conoscenze relative alle tecniche di colata innovative utilizzate in ambito industriale e caratterizzare le leghe metalliche attraverso le più avanzate strumentazioni attualmente a disposizione

Corciulo Carmen

 

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Ruolo dei recettori dell'adenosina nel metabolismo osseo

 

Nel laboratorio che mi ha ospitato si studia da anni l’effetto dei recettori dell’adenosina nel metabolismo osseo. Dall’osservazione di topi mancanti del recettore A2A dell’adenosina è emersa una difficoltà nel movimento e nel distendere gli arti. Da qui l’idea che tale recettore potesse essere implicato nella patogenesi di malattie osteo-articolari con particolare interesse al ruolo svolto nei condrociti. Dai nostri studi è emerso che questi topi presentano le stesse caratteristiche dei pazienti affetti da osteoartrosi e che l’attivazione dei recettori A2A in una linea condrocitaria induce un aumento della forma attiva della β-catenina, una proteina coinvolta nello sviluppo dell’osteoartrite. L’obiettivo finale di questo studio è quello di capire in che modo la mancanza di tale recettore possa alterare la struttura dell’articolazione e se la sua stimolazione nei pazienti possa rappresentare una possibilità terapeutica.

Lavorare nel gruppo di ricerca del Dott. Cronstein è stata una bellissima esperienza ed una grande opportunità di crescita dal punto di vista personale e professionale, in un ambiente stimolante e intellettualmente vivace.

Cremonini Eleonora

 

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Effetto dei flavonoidi nella modulazione dell'attività e dell'espressione della NADPH ossidasi responsabile nella patogenesi dell'insulino-resistenza

 

Eleonora Cremonini, Laurea Specialistica in Scienze Biomolecolari e Cellulari, Dottorato di Ricerca in Biologia Molecolare, Biochimica e Biotecnologie

La mia esperienza all’estero si è svolta presso l’Università di Davis, California (UCD) nel dipartimento di Nutrizione nel laboratorio della professoressa Patricia I. Oteiza. Lo scopo del mio progetto era di valutare l’effetto dei flavonoidi, in particolare delle (-)-epicatechine, presenti in cacao, vino rosso e thè verde, sull’attività e l’espressione del NADPH ossidasi in cellule di fegato umane trattate con acidi grassi, precisamente con acido palmitico. Il NADPH ossidasi è l’enzima maggiormente responsabile della produzione di radicali liberi dell’ossigeno, i quali sono alla base dell’insorgenza di diverse patologie tra cui la sindrome metabolica. I risultati da me ottenuti in vitro hanno mostrato come le (-)-epicatechine modulino non solo l’attività del NADPH ossidasi, con conseguente diminuzione della produzione dei radicali liberi in cellule epatiche trattate con acido palmitico, ma anche come questi flavonoidi siano in grado di regolare l’espressione di proteine legate direttamente all’insorgenza e allo sviluppo dell’insulino-resistenza. In seguito a questi ottimi risultati ho iniziato uno studio in vivo, alimentando topi per 12 settimane con una dieta ad alto contenuto di grassi ed (-)-epicatechine. I dati ottenuti in vivo sono ancora preliminari terminerò gli esperimenti il prossimo anno quando tornerò nel laboratorio della Prof.ssa Oteiza come post-doc. Inoltre il prossimo anno osserveremo sempre l’effetto di questi flavonoidi direttamente su pazienti affetti da sindrome metabolica.

Le possibili ricadute che queste ricerche possono avere sono molto importanti dal punto di vista del benessere fisico delle persone affette da insulino-resistenza, inoltre da quanto osservato in vitro e in vivo è possibile che una dieta ricca di frutta e verdura possa essere una buona arma di prevenzione nello sviluppo della sindrome metabolica.

Le prospettive personali sono prima di tutto terminare i progetti iniziati nel Dipartimento di Nutrizione presso l’Università di Davis, sperando, in futuro, di continuare a lavorare nel mondo della ricerca, sia in Italia che all’estero.

Draghici Cristina

 

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Analisi archeometriche dei vetri romani provenienti dalle necropoli di Tomis e confronto con altri contesti della fascia peri-adriatica e della zona balcanica


Cristina Draghici, dottoranda in Scienze e Tecnologie per l’Archeologia e i Beni Culturali, ciclo XXVII, Università degli Studi di Ferrara. I tutor della mia tesi di dottorato sono i professori: Jacopo Ortalli, professore associato L/Ant 07, e Carmela Vaccaro, professore associato GEO 09.

Attraverso un finanziamento FONDI 5 X 1000 ANNO 2010 E FONDI UNICREDIT 2013 messo a disposizione dei giovani ricercatori non strutturati dell’UNIFE, sono riuscita a condurre una ricerca dal titolo “Analisi archeometriche dei vetri romani provenienti dalle necropoli di Tomis e confronto con altri contesti della fascia peri-adriatica e della zona balcanica” presso il Museo del Vetro Antico di Zara, Croazia. Il periodo di soggiorno all’estero con una durata di 3 mesi è risultato particolarmente positivo per la mia carriera scientifica in quanto ho avuto la possibilità di lavorare dal vivo con una delle più ricche ed importanti collezioni di vetro antico dell’Europa. Inoltre, grazie all’effettivo svolgimento della mia ricerca a Zara si è avviata la collaborazione tra l’Univeristà di Ferrara e il Museo del Vetro antico di Zara, collaborazione espressa inizialmente solo tramite gli accordi intrapresi via mail. Nella prima fase del progetto è stata realizzata una selezione di campioni significativi delle varie tipologie dei vetri romani di Zara custoditi nel Museo del Vetro antico, la cui analisi si avvarrà delle numerose tecniche archeometriche disponibili presso l’Università di Ferrara. Mi auguro che la collaborazione possa continuare anche grazie ad altri progetti in cui saranno coinvolti più istituti ed enti di ricerca nazionali ed internazionali, soparatutto perché è prevista una seconda fase in cui si procederà all’analisi di reperti integri che potranno essere sottoposti esclusivamente ad analisi chimiche non invasive (spettrometria con raggi X portatile – micro XRF), il microscopio elettronico a scansione (SEM); inoltre grazie alla collaborazione saranno selezionati e resi disponibili reperti sacrificabili da sotto porre ad analisi invasive quali: XRF da laboratorio, Assorbimento Atomico, Ionocromografo, ICP-MS e spettrometro di massa. Come considerazione finale possiamo dire che, l’esame dei risultati delle analisi di laboratorio abbia lo scopo di classificare i campioni in gruppi omogenei in base alla composizione chimica.

I dati archeologici, iconografici e i campioni resi disponibili dal Museo del Vetro antico di Zara consentiranno di definire le tecnologie di produzione ed identificare reperti morfologicamente simili realizzati con materie prime di diversa provenienza e quindi, di riconoscere le rotte commerciali e gli scambi culturali ed economici avvenuti nell’Impero romano dal I al III sec. d.C. con particolare riferimento all’area orientale dell’antico Impero Romano (odierna Europa orientale).

Fiorentini Leonardo

 

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Commento ai frr. 218-278 K.A. di Cratino

 

Risultato vincitore del Bando giovani ricercatori, ho trascorso un periodo non continuativo di 90 giorni presso l'Università di Freiburg im Breisgau al Seminàr fùr Klassische Philologie sotto la guida del prof. Dr. B. Zimmermann.

Mi sono occupato di alcuni frarnrnenti della commedia Serifii diCratino, rivedendo e commentando alcuni passi dall'edizione, canonica, di Kasset e Austin.

Un punto rilevante della ricerca è stato senz'altro il reperimento di un nuovo testimone del fr. 218, sinora sfuggito. Il testimone, Eustazio di Tessalonica, costituisce un elemento in più per la costituzione testuale nonché un dato utile nella costellazione lessicografica del raro termine brikelos lì impiegato.

Frattini Federico

 

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Sviluppo di tecniche di analisi statica della relazione tra cambiamento istituzionale e ristrutturazione industriale nei sistemi locali di produzione

 

Federico Frattini è dottore di ricerca in Economia applicata e politiche economiche. Il suo ambito di attività è l’economia industriale e, in particolare, lo sviluppo tecnologico e l’innovazione dei sistemi locali di piccola e media impresa. Assegnista di ricerca del Dipartimento di Economia e Management, ha trascorso tre mesi a Jena (Germania) presso il gruppo “The Economics of the Innovative Change” (Università Friedrich Schiller e Max Planck Institute per l’Economia), dove ha approfondito i temi della creazione di conoscenza, delle dinamiche tecnologiche e degli effetti delle economie di agglomerazione sullo sviluppo competitivo deli sistemi produttivi.

Gagliano Teresa

 

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Utilizzo della tecnica Proximity Ligantion assay per individuare inibitori selettivi della proteina TIM 16

 

sono laureata in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche, ed ho conseguito il Dottorato di Ricerca in Biochimica, Biologia Molecolare e Biotecnologie. Lavoro nel Laboratorio di Fisiopatologia Endocrina, le mie ricerche riguardano lo studio di nuove molecole attive nel controllare la proliferazione cellulare delle neoplasie endocrine. La mia esperienza all’estero si è svolta presso la University of Birmingham, una delle più importanti Università inglesi. Qui, presso il laboratorio del Prof. Christopher McCabe, ho imparato ad utilizzare una tecnica la PLA(Proximity Ligationa Assay) che consente di visualizzare, all’interno della cellula, il legame tra due proteine. Questa tecnica mi sarà utile per valutare se una determinata molecola è in grado di interrompere il legame tra due proteine. I gruppi di ricerca che utilizzano questa tecnica nel mondo sono pochissimi e adesso sarà possibile utilizzarla anche in Unife!

I risultati di questa ricerca, che hanno chiarito ulteriormente il ruolo del proto-oncogene PBF come regolatore negativo di p53 nello sviluppo del carcinoma differenziato della tiroide, malattia ad elevata incidenza nella provincia di Ferrara, hanno dato vita alla pubblicazione “The PTTG1 Binding Factor (PBF/PTTG1IP) regulates p53 activity in thyroid cells”, in collaborazione con University of Birmigham, indicata come la "University of the Year 2014" nel Regno Unito. Questo aritcolo è stato accolto da una delle più prestigiose riviste internazionali nell'ambito dell'Endocrinologia, quale "Endocrinology" che è anche organo ufficiale dell'Endocrine Society americana.

Giacomoni Pier Paolo

 

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Il ciclo profondo del sistema C-O-H medinte lo studio petrologico dei noduli di mantello e delle lave primitive della terra Vittoria Settentrionale (Antartide)

 

Pier Paolo Giacomoni, Assegnista di ricerca presso Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra

Il progetto si propone di studiare il ciclo geologico globale del sistema C-O-H, ricostruendo il budget del contenuto in volatili nella litosfera e dei magmi che da esso sono generati per investigare il ruolo che tali elementi hanno nella genesi dei magmi basici e quantificare il contributo del degassamento che avviene durante il vulcanismo sulla composizione dell’atmosfera. L’oggetto della ricerca sono noduli di mantello e lave basiche campionate lungo il Rift Transantartico nella Terra Vittoria Settentrionale (Antartide). I campioni, prelevati durante due campagne antartiche (2005 e 2012) con il Progetto Nazionale Ricerca Antartide (PNRA), una delle quali mi ha visto coinvolto personalmente, sono di grande importanza perché rappresentano la più fitta e dettagliata campionatura di noduli e lave primitive della Terra Vittoria Settentrionale.

Grazie al finanziamento di progetti di ricerca rivolto ai “giovani ricercatori” ho potuto trascorrere un periodo di tre mesi presso le strutture del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università del New Hampshire (USA). Il lavoro svolto negli Stati Uniti si è concentrato principalmente sull’osservazione microscopica e sulla preparazione delle inclusioni vetrose intrappolate nelle olivine di tre differenti località antartiche. Le inclusioni vetrose sono micrometriche gocce di magma intrappolate durante la crescita dei cristalli di olivina (un silicato di Fe e Mg) a profondità di mantello e a temperature di oltre 1300 °C. Purtroppo, durante la decompressione che accompagna la risalita del magma, parte degli elementi volatili (C-O-H) contenuti nelle inclusioni essolve e forma minuscole bolle di gas, rendendo difficile determinarne la concentrazione con precisione. Per questo studio è stato necessario selezionare accuratamente i cristalli al microscopio sulla base del loro contenuto in inclusioni vetrose e queste sono poi state sottoposte a riomogenizzazione presso il Laboratorio Alta Pressione-Alta Temperatura del Rensselaer Polytechnic Institute (RPI) a Troy nello stato di New York. L’omogenizzazione delle inclusioni vetrose avviene racchiudendo i cristalli in capsule di grafite che sono poi sottoposte a 6 Kbar di pressione e 1300 °C per 10 min all’interno di un pressa a pistone cilindrico.

I primi dati di concentrazione di H2O, CO2, SO2, F, Cl nelle inclusioni sono stati ottenuti presso il Woods Hole Oceanographic Institute, mediante spettrometria di massa a ioni secondari (SIMS). Questi dati, insieme con quelli che saranno prodotti nel primo semestre del 2014, rappresentano un risultato unico per qualità e completezza e ci consentiranno di elaborare modelli sull’origine dei volatili nel mantello che alimenta il Rift Transantartico, il più grande sistema di rift continentale del pianeta. Lo studio delle inclusioni vetrose nei magmi ci permetterà inoltre di: 1) quantificare il contributo al budget globale dei volatili da parte del mantello e modellizzarne i processi di fusione; 2) investigare i processi in camera magmatica che possono modificare il contenuto in specie volatili; 3) comprendere il ruolo degli elementi volatili sui meccanismi d’innesco e sulle dinamiche eruttive.

Questo tipo di studio ha importanti ricadute nelle Scienze della Terra e in Climatologia. L’origine del Rift Transantartico e del magmatismo ad esso associato è ancora oggetto di intenso dibattito da parte della comunità scientifica ed il suo studio prevede importanti ricadute sulla comprensione della geologia del continente antartico. Su scala globale, lo studio dei processi metasomatici e magmatogenici è fondamentale perché questi sono responsabili del movimento delle placche, della formazione di montagne, oceani e dell’attività vulcanica. La studio del ciclo geologico del C-O-H è inoltre fondamentale per la comprensione dei cambiamenti climatici e per quantificare il ruolo del vulcanismo e dell’Uomo.

Infine, lo studio dei processi che determinano l’arricchimento in volatili nei magmi ed il loro effetto sulle dinamiche di cristallizzazione è di vitale importanza per la comprensione dei meccanismi eruttivi di vulcani attivi come quelli sul territorio italiano.

Il periodo di permanenza negli USA è stato estremamente formativo. Ho avuto l’opportunità di confrontarmi con ricercatori di fama internazionale e collaborare attivamente all’installazione e calibratura di strumentazione di laboratorio (Ablazione Laser accoppiata a spettrometria di massa-LA-ICPMS). Nel periodo di permanenza in USA ho partecipato all’American Geophysical Union, Fall Meeting; congresso mondiale al quale ho presentato un abstract dal titolo “Plagioclase textures and compositional zoning in recent Mt. Etna lavas: physical-chemical constraints of the shallow feeding system”. Sempre allo stesso congresso sono stato “chairman” della sessione dal titolo: “Footprints of magma chamber dynamics in eruptive products”.

Lattanzi Massimiliano

 

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Il Cosmo come laboratorio di fisica del neutrino

 

Massimiliano Lattanzi è dottore di ricerca in fisica e si occupa di cosmologia e fisica astroparticellare.

Ha trascorso 3 mesi presso l’Instituto de Física Corpuscolar (IFIC) di Valencia, un centro dedicato alla ricerca in fisica nucleare, particellare e astroparticellare, collaborando con ricercatori dell’istituto sul legame tra cosmologia e fisica del neutrino.

Questa ricerca porta ad una migliore comprensione dell’evoluzione dell’Universo e potrebbe aiutare a far luce su problemi aperti in ambito cosmologico, come la natura della materia oscura.

Grazie alla visita, ML ha rinsaldato legami professionali già esistenti e ne ha stabilito di nuovi, creando collaborazioni che presumibilmente proseguiranno anche in futuro.

Merendino Alessandro

 

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La relazione tra corporate governance e performance economiche. Analisi empirica delle aziende quotate italiane ed inglesi

 

Alessandro Merendino, dottorando di ricerca in Economia e direzione aziendale, Dipartimento di Economia e Management. L’ambito di ricerca si focalizza sulla corporate governance: sulle modalità in cui il consiglio di amministrazione e i meccanismi di auditing influenzano le performance aziendali. Nel periodo di ricerca presso Cass Business School (Londra) è stata ultimata la creazione del dataset, costruito un modello volto a misurare la relazione tra consiglio di amministrazione e performance il quale è stato “lanciato” per testare le ipotesi di ricerca. Auspico di poter continuare la ricerca in ambito internazionale sulla corporate governance, integrata altresì con la consulenza aziendale.

Tale progetto di ricerca adotta un approccio metodologico di tipo deduttivo - induttivo[1]. Il momento deduttivo prevede l’analisi critica della letteratura nazionale ed internazionale e dei modelli empirici esistenti. Il momento induttivo consiste nella fase applicativa della ricerca nella quale si ha intenzione di costruire ed applicare un modello empirico che misuri la relazione esistente tra corporate governance e performance aziendali. Col momento di feedback, infine, si interpretano i risultati ottenuti, a seguito dell’applicazione del modello costruito, verificandone la capacità informativa in merito alla correlazione “governance – performance aziendali”.



[1] FERRARIS FRANCESCHI R., Problemi attuali dell’economia aziendale in prospettiva metodologica, Giuffrè, Milano, 1998.

Muttillo Brunella

 

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La preistoria in Colombia nell'ambito del primo popolamento umano del continente americano. Un contributo allo studio della cultura materiale dei più antichi siti archeologici

 

Brunella Muttillo,  Dottoranda in Scienze e Tecnologie per l'Archeologia e i Beni Culturali (XXVIII ciclo)

Studio della cultura materiale dei più antichi siti archeologici della Colombia e dell'Ecuador

Sviluppo delle conoscenze sul primo popolamento del sud America; rafforzamento e creazione di rapporti di collaborazione stabili e duraturi con istituzioni del continente sudamericano

Prosecuzione del progetto con arricchimento delle competenze professionali

Pellegrino Anna Maria

 

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Innovativi approcci per la caratterizzazione reologica dei miscugli fluido-granulari

 

Nell’ambito del Bando rivolto ai giovani ricercatori non strutturati dell’Università degli Studi di Ferrara per il finanziamento di progetti di ricerca e mobilità internazionale Fondi 5 X 1000 anno 2010 e fondi UNICREDIT 2013, la scrivente, Anna Maria Pellegrino, dottore di ricerca ed assegnista di ricerca con riguardo alla “Modellazione del comportamento idrodinamico dei miscugli fluido-granulari” presso il Dipartimento di Ingegneria ( http://endif.unife.it/it, http://servizi.unife.it/rubrica/utenti/annamaria-pellegrino ) in quanto vincitrice di uno dei contributi conferiti, ha intrapreso lo sviluppo del programma di ricerca dal titolo “Innovativi approcci per la caratterizzazione reologica dei miscugli fluido-granulari” in collaborazione con l’istituto universitario IUSTI, unità mista afferente al CNRS e alla Aix Marseille Université, sito in Marsiglia, Francia (http://iusti.univ-provence.fr/document.php?pagendx=10171&project=iusti , http://iusti.univ-provence.fr/document.php?pagendx=11201&project=iusti ). Il docente di riferimento dell’Università degli Studi di Ferrara che ha supportato l’ideazione e lo svolgimento del suddetto programma di ricerca è il professor Leonardo Schippa, attualmente docente dei corsi di Fondamenti di Idraulica Fluviale e Idraulica Fluviale e afferente anch’egli al Dipartimento di Ingegneria. Nello sviluppo del progetto la proponente si è recata, per un periodo di tempo pari a tre mesi, presso l’istituto universitario IUSTI, unità mista afferente al CNRS e alla Aix Marseille Université, sito in Marsiglia, Francia. I responsabili scientifici del progetto presso tale struttura sono stati il Prof. Olivier Pouliquen e la Prof.ssa Elisabeth Guazzelli. In particolar modo la scrivente ha svolto le sue ricerche presso i laboratori del gruppo di ricerca denominato UMR 3595 IUSTI. Nello specifico, il gruppo coinvolto direttamente nel progetto di ricerca è il gruppo GEP (Particulate Flow Group), ossia il gruppo di ricerca che si occupa dello studio del flusso dei mezzi granulari e delle sospensioni. Il gruppo suddetto è uno dei gruppi di riferimento a livello internazionale per quanto attiene lo sviluppo di modelli reologici per flussi granulari asciutti e sospensioni, sicuramente una delle istituzioni maggiormente accreditate a per lo svolgimento di importanti studi nella materia d’interesse del presente progetto di ricerca. Il progetto di ricerca “Innovativi approcci per la caratterizzazione reologica dei miscugli fluido-granulari” si propone di sviluppare un nuovo e innovativo approccio per lo studio e la comprensione della reologia dei miscugli fluido-granulari, intendendo per miscugli fluido-granulari tutti quei sistemi complessi composti di particelle aventi differente forma e dimensioni che risultano disperse e/o sospese in un fluido Newtoniano e/o non Newtoniano. L'obiettivo del presente progetto di ricerca è quello di ampliare la comprensione del comportamento reologico di tali miscele complesse con particolare riferimento al regime intermedio di flusso cosiddetto “denso” utilizzando un approccio teorico-sperimentale. La necessità di intraprendere uno studio maggiormente approfondito sulle tematiche descritte nasce dal fatto che lo sviluppo di una conoscenza quanto più possibile completa del comportamento di questi materiali è particolarmente importante con riferimento ad una varietà di fenomeni naturali nei quali sono coinvolti e di numerosi applicativi industriali nei quali vengono utilizzati. Per analizzare sperimentalmente i diversi miscugli fluido-granulari che sono stati considerati nel presente progetto è stato impiegato un reometro sperimentale che si trova presso l’istituto Universitario IUSTI. Tale reometro, detto “a pressione imposta”, è un’apparecchiatura non convenzionale fornita di una configurazione geometrica sperimentale composta da un anello all’interno del quale viene inserita la miscela da analizzare. La miscela viene sottoposta ad un regime di taglio attraverso la rotazione di una piastra superiore porosa alla quale viene applicata una forza in modo da garantire un regime di pressione costante, ma la cui altezza può essere regolata in risposta alla

dilatazione o compattazione della miscela analizzata. La sperimentazione condotta nell’ambito del presente progetto di ricerca è stata eseguita su due miscele così composte: una miscela formata da un fluido newtoniano molto viscoso e particelle sferiche leggere di materiale plastico ed una miscela composta da il medesimo fluido ad alta viscosità e particelle sferiche di vetro. Tale scelta è stata motivata dal fatto che uno degli obiettivi della presente sperimentazione era quello di approfondire l’influenza del fenomeno della sedimentazione sul comportamento reologico delle miscele granulari. I risultati sperimentali ottenuti, da intendersi elaborati in via preliminare, sono stati trattati descrivendo il flusso di queste miscele in termini di coefficiente di attrito efficace μ e concentrazione solida volumetrica Φ in funzione di un indice, cosiddetto, di viscosità Iv. Tale indice di viscosità descrive il rapporto tra le forze viscose e quelle normali mentre il coefficiente di attrito efficace esprime il rapporto tra le sollecitazioni di taglio e quelle normali applicate. Si è deciso di descrivere il comportamento reologico di tale miscele attraverso questo approccio al fine di dimostrare come esso sia idoneo sia per i mezzi granulari asciutti che per le sospensioni e in questo modo è stato possibile unificare le diverse trattazioni reologiche fin’ora utilizzate per le suddette categorie di sistemi particellari. In secondo luogo, questo nuovo approccio applicato ai miscugli fluido-granulari aggira le difficoltà presenti nelle metodologie reometriche a concentrazione solida volumetrica imposta e fornisce la possibilità di analizzare il comportamento reologico di tali miscele anche nei regimi di transizione. La collaborazione con l’istituto Universitario IUSTI, è tutt’ora in atto e prevede lo svolgimento di un’ulteriore sperimentazione e l’affinamento di una teoria volta alla definizione matematica del comportamento reologico delle miscele fluido- granulari nelle quali le particelle sono significativamente molto più dense del fluido in cui sono disperso. Tale teoria è in fase di terminazione e consente di verificare l’attendibilità dei risultati sperimentali

Rispoli Vittorio

 

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Metodi numerici di alto ordine per equazioni iperboliche e cinetiche con applicazioni alla fisica dei plasmi

 

Vittorio Rispoli, Dottore di ricerca in matematica computazionale

L'obiettivo della ricerca è di stabilire un quadro generale per la risoluzione di modelli sulla fisica dei plasmi. La permanenza all'Istituto di Matematica di Tolosa è servita per studiare le tecniche di decomposizione del dominio, utili per richiedere meno risorse di calcolo e rendere lo schema numerico proposto più efficiente.

Gli schemi numerici sviluppati sono utilizzati per simulazioni inerenti il progetto internazionale “ITER”, con l'obiettivo di sviluppare nuove fonti di energia.

Proseguire la carriera accademica e sviluppare nuove tecniche numeriche utilizzabili per applicazioni concrete e con ampie ricadute

pratiche.

Ruzza Chiara

 

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Studio degli effetti antimaniacali di ligandi del recettore neuropeptide S

 

Chiara Ruzza - dottorato di ricerca in Farmacologia presso l’Università di Ferrara

La mia ricerca è focalizzata sulla farmacologia dei sistemi peptidergici. L’oggetto del mio studio è un neuropeptide chiamato NPS. Lo studio che ho svolto presso l’Universidade Federal do Rio Grande do Norte (Natal, Brasile) dimostra che NPS evocare effetti antimaniacali nel topo. Questi risultati descrivono una nuova azione di NPS e propongono un target farmacologico innovativo per il trattamento del disturbo bipolare. Ritengo questi risultati interessanti e nei prossimi mesi presso l’Università di Ferrara, intendo studiare approfonditamente il ruolo che NPS endogeno ha nel controllo della mania.

Salvadego Laura

 

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L'obbligo solidale di protezione del testimone nel contrasto alla criminalità organizzata transnazionale

 

Laura Salvadego è assegnista di ricerca in Diritto internazionale presso l’Università degli Studi di Ferrara. La sua ricerca è attualmente incentrata sugli obblighi internazionali degli Stati in materia di repressione della criminalità organizzata a carattere transnazionale. Anche grazie ai fondi del 5‰ destinati a questa Università, Laura Salvadego ha di recente svolto un soggiorno di ricerca sul tema “The Joint Obligation to Protect Witnesses in the Fight against Transnational Organized Crime” presso il Center for Crime and Justice della New York University School of Law di New York (Stati Uniti). Il lavoro esamina l’ampiezza degli obblighi relativi alla tutela dei testimoni ed esplora le peculiarità nella cooperazione giudiziaria in materia penale in tale contesto, anche alla luce della Convenzione di Palermo e dei relativi Protocolli addizionali.

Tucci Serena

 

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Studio del genoma di popolazioni indonesiane in cerca di tracce di ibridazione arcaica.

 

Serena Tucci, dottoranda in Biologia Evoluzionistica ed Ambientale

Dati genetici e fossili suggeriscono che l’uomo anatomicamente moderno si è evoluto in Africa Orientale e che da lì è migrato negli altri continenti, sostituendo tutte le altre forme umane arcaiche - come i Neandertal e i Denisova – con le quali è convissuto per migliaia di anni. Tuttavia, vi sono numerosi quesiti sui quali gli antropologi si interrogano da tempo: gli antenati dell’uomo moderno hanno incontrato ed interagito con queste forme umane arcaiche? Se così fosse, ci sono stati eventi di ibridazione? Per rispondere a queste domande mi sono recata in Indonesia - una delle aree piú interessanti per lo studio dell’evoluzione umana – per studiare il genoma di alcune popolazioni che vivono in questa remota regione del mondo.

Avvalendomi di tecniche innovative di sequenziamento e di analisi computazionale, analizzerò il genoma di queste popolazioni per identificare regioni genomiche che potrebbero derivare da eventi di ibridazione arcaica. Grazie ai fondi del Bando “Giovani Ricercatori 2013” ho avuto l’opportunità di apprendere metodologie computazionali per l’analisi di dati genomici – implementate dal gruppo di ricerca del Prof. Marques-Bonet presso l’Universitat Pompeu Fabra di Barcellona.

I risultati di questo ambizioso progetto internazionale ci permetteranno di far luce su quali siano state effettivamente le interazioni tra forme di ominidi estinte e uomo moderno, contribuendo così a svelare importanti aspetti legati alla storia evolutiva della nostra specie.

Vadalà Valeria

 

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Sostenibilità energetica delle trasmissioni wireless: studio e sviluppo di soluzioni innovative ad elevata efficienza per lo stadio finale di trasmissione

 

Valeria Vadalà, è laureata in Ingegneria Elettronica presso l’università “Mediterranea” di Reggio Calabria (2006) e ha conseguito il titolo di dottore di ricerca in Ingegneria dell’informazione presso l’Università di Ferrara (2010). L’ambito di ricerca è la caratterizzazione e modellazione di dispositivi attivi e la progettazione di amplificatori di potenza per applicazioni a microonde. Durante il periodo trascorso in Belgio presso l’Università Cattolica di Leuven (KU Leuven) ha svolto uno studio approfondito di soluzioni l’ottimizzazione del compromesso fra efficienza energetica e linearità nel progetto di amplificatori di potenza per applicazioni wireless. I risultati sono stati positivi e si auspica di realizzare un prototipo di amplificatore ad alta efficienza.