Protocollo fra Unife e Casa Circondariale di Ferrara

L'Università si apre ai detenuti grazie al protocollo fra Unife e Casa Circondariale di Ferrara


Siglato il protocollo d'intesa tra Unife e Casa Circondariale di Ferrara, che consentirà alle persone detenute nel carcere cittadino di esercitare il proprio diritto all’istruzione, intraprendendo o completando percorsi di studio in Università.

Il documento, sottoscritto lo scorso 21 dicembre 2015 dalla Direttrice della Casa Circondariale dott. Carmela De Lorenzo e dal Rettore Giorgio Zauli, sancisce l’impegno reciproco a favorire le iscrizioni in Ateneo e a rimuovere gli ostacoli economici per garantire l'accesso all’istruzione alle persone sottoposte a privazione di libertà.

In base alle peculiarità dei percorsi formativi e delle attività per acquisire le competenze necessarie per il  rilascio  del  titolo, quali la  frequenza  di laboratori  o  altre  attività  difficilmente   effettuabili  in  regime  detentivo,  i detenuti potranno iscriversi ai corsi di studio di Giurisprudenza, Studi Umanistici, Economia e Management, Matematica e Informatica.

Per fornire ai futuri studenti informazioni utili sul percorso universitario, l'Ateneo svolgerà un colloquio motivazionale e di orientamento, al fine di illustrare il programma  dei  vari corsi  di  studio, le modalità di svolgimento delle attività didattiche, degli esami di profitto e di laurea.

In caso di particolari esigenze, verranno utilizzate speciali modalità per lo svolgimento delle prove di profitto e saranno implementate, nel rispetto della normativa, forme di teledidattica e di videoconferenza. Potrà inoltre essere concordata la sostituzione di prove orali con prove scritte, da effettuarsi presso la Casa Circondariale o in Università, e l’ Ateneo metterà a disposizione i testi necessari per la preparazione degli esami.

Ogni studente contribuirà al costo della sua istruzione universitaria sulla base di quanto previsto dal Regolamento studenti e dalla normativa nazionale e regionale sul Diritto allo studio. L’Ateneo si riserva la possibilità compiere un'attenta valutazione caso per caso, in base a singole situazioni specifiche.

Così commenta la sigla dell’accordo la Prorettrice delegata alle Pari Opportunità, Benessere Organizzativo, Studenti e Disabilità Cristiana Fioravanti:

“Finalmente, grazie al deciso impulso della Direttrice della Casa Circondariale, siamo giunti alla firma del Protocollo. Ringrazio Patrizia Grandi, Responsabile della Segreteria Studenti di Lettere e Filosofia del nostro Ateneo, per l’impegno profuso nel garantire la regolarità del percorso di studio di uno studente in regime di detenzione già iscritto ai nostri corsi. Il Protocollo ora in vigore garantirà la piena realizzazione del diritto allo studio a favore dei detenuti del carcere cittadino”.

Aggiunge Patrizia Grandi:

"Grazie alla firma del Protocollo, l'Ateneo ha finalmente potuto immatricolare anche un secondo studente, da tempo interessato al percorso universitario. Sono inoltre già pervenute alcune manifestazioni di interesse da parte di altri studenti - che quest’anno sosterranno la maturità - per l'immatricolazione al prossimo anno accademico. La realizzazione di questo importante progetto è stata possibile grazie al lavoro dei tanti colleghi coinvolti e alla guida determinante di Cristiana Fioravanti che ringrazio in modo particolare."

L’iniziativa rientra nel Piano di Azioni Positive 2014-2016 promosso dalla Prorettrice delegata alle Pari Opportunità, Benessere Organizzativo, Studenti e Disabilità, dal Comitato Unico di Garanzia e dal Consiglio di Parità dell’Università di Ferrara, nell'ambito delle Politiche di Pari Opportunità.