Normativa in materia di uguaglianza

Nel 1979, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato la Convention on the Elimination of All Forms of Discrimination against Women (CEDAW), testo fondamentale, in ambito internazionale, per la lotta contro le discriminazioni fondate sul genere.

Il testo della CEDAW è reperibile sul sito: http://www.un.org/womenwatch/daw/cedaw/cedaw.htm

Il principio della parità di trattamento tra lavoratrici e lavoratori figura altresì nel Trattato istitutivo della Comunità economica europea, fin dal 1957 (art. 119). Da allora la Comunità europea – o oggi l’Unione europea – hanno costantemente promosso l’uguaglianza tra donne e uomini, nel lavoro (75/117/CEE, 76/207/CEE, 97/80/CE, rifuse nella dir. 2006/54/UE, e dir. 86/613/CEE poi modificata dalla dir. 2010/41/UE), nella sicurezza sociale (dir. 79/7/CEE e 86/378/CEE, quest’ultima rifusa nella dir. 2006/54/UE), e nell’accesso ai beni e servizi (dir. 2004/113/UE).

Importanti, in questo ambito, sono anche la dir. 92/85/CEE che tutela la salute della lavoratrice in gravidanza e puerperio, e la dir. 96/34/CE, ora sostituita dalla dir. 2010/18/UE sui congedi parentali.

A seguito dell’introduzione, con il Trattato di Amsterdam, di una base giuridica che consente all’Unione europea di prendere i provvedimenti opportuni per combattere le discriminazioni fondate sul sesso, la razza o l'origine etnica, la religione o le convinzioni personali, la disabilità, l'età o l'orientamento sessuale (art. 19 Trattato sul funzionamento dell’Unione europea), sono state adottate la dir. 2000/43/CE che attua il principio della parità di trattamento fra le persone indipendentemente dalla razza e dall'origine etnica e la direttiva 2000/78/CE sulla lotta alle discriminazioni fondate sulla religione, le convinzioni personali, la disabilità, l’età o l’orientamento sessuale.

La Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea (dotata della stessa efficacia giuridica dei Trattati) stabilisce poi:

  • l’uguaglianza davanti alla legge (art. 20)
  • il divieto di qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l'origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l'appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l'età o le tendenze sessuali (art. 21)
  • la parità tra uomini e donne in tutti i campi (art. 23)
  • la facoltà di adottare misure che prevedano vantaggi specifici a favore del sesso sottorappresentato (art. 23)

Ogni atto di diritto dell’Unione europea è reperibile sul sito: http://eur-lex.europa.eu/en/index.htm

Altra disposizione fondamentale per la lotta alle discriminazioni è l'art. 14 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo. Il testo della Convenzione è disponibile sul sito: http://www.echr.coe.int/Documents/Convention_ITA.pdf

La Costituzione italiana riconosce e tutela il principio di uguaglianza all’art 3. A parere di Lelio Basso, avvocato e politico italiano, componente dell’Assemblea costituente, l'uguaglianza è “virtù sovrana della democrazia”. Il secondo capoverso dell’art. 3 dispone:

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.

Il principio di uguaglianza è altresì garantito, nella nostra Carta costituzionale:

  • dall’art. 37 il quale stabilisce la parità tra lavoratrice e lavoratore;
  • dall’art. 51 il quale, a seguito della modifica operata dalla L. Cost. 1/2003, prevede il diritto di tutti i cittadini, dell'uno o dell'altro sesso, di accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive, in condizioni di eguaglianza. “A tale fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini”.

Il testo della Costituzione italiana può essere letto sul sito: http://www.governo.it/Governo/Costituzione/principi.html

I principi costituzionali sono stati implementati mediante una serie di interventi legislativi, fra cui si segnalano:

  • il D. Lgs. 198/2006 - “Codice delle pari opportunità fra uomo e donna”, che disciplina i divieti di discriminazione, le azioni positive per la realizzazione dell’uguaglianza sostanziale tra lavoratori e lavoratrici, e le Consigliere di parità, nazionale, regionali e provinciali;
  • il D. Lgs. 151/2001 che contiene le disposizioni a tutela e sostegno della genitorialità (congedo di maternità, congedo di paternità, congedo parentale, ecc.);
  • il D. Lgs 215/2003 sulla parità di trattamento tra le persone indipendentemente dalla razza   e   dall'origine  etnica;
  • il D. Lgs. 216/2003 sulla parità di trattamento tra le persone indipendentemente dalla religione, dalle convinzioni personali, dalla disabilità, dall’età e dall’orientamento sessuale;
  • il D. Lgs. 165/2001 - “Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche”, all'interno del quale si stabilisce che le pubbliche amministrazioni garantiscono parità tra uomini e donne e l'assenza di ogni forma di discriminazione relativa al genere, all'età, all'orientamento sessuale, alla razza (art. 7). L’art. 57 del D. Lgs. 165/2001 prevede la costituzione, presso tutte le pubbliche amministrazioni, di un "Comitato unico di garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni" (CUG). Le Linee guida sul funzionamento dei CUG sono dettate dalla Direttiva del 4 marzo 2011 [inserire il link alla direttiva], adottata dal Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione e il Ministro per le Pari Opportunità.

Tutti i testi normativi sono reperibili sul sito: http://www.normattiva.it/ricerca/semplice

Da ultimo, occorre menzionare la Carta per le pari opportunità e l’uguaglianza sul lavoro (siglata anche dal nostro Ateneo) [inserire il link alla Carta: http://www.cartapariopportunita.it/contenuti/home.aspx], dichiarazione di intenti “per la diffusione di una cultura aziendale e di politiche delle risorse umane inclusive, libere da discriminazioni e pregiudizi, capaci di valorizzare i talenti in tutta la loro diversità”.