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Il progetto sulla proteina-freno del cancro convince l'Europa

Premiata l’idea innovativa di applicare la ricerca sul ruolo della proteina-freno PML, già identificata nei tumori, nell’infiammazione connessa a malattie come sclerosi multipla ed epilessia.


È Unife l’unico Ateneo dell’Emilia-Romagna a essersi aggiudicato uno degli ambitissimi ERC Starting Grant, i finanziamenti europei che premiano i giovani ricercatori impegnati in ricerche di frontiera. L’importante riconoscimento è stato vinto da Carlotta Giorgi, a conferma di una ricerca vincente che ha già riscosso negli anni il supporto di AIRC. Mamma di cinque bambini, in prima linea da anni nella lotta al cancro, Carlotta Giorgi è stata scelta lo scorso maggio come testimonial della campagna “L’Azalea della Ricerca”. Docente a Unife, conduce le sue ricerche tra l’Ateneo estense, il Cancer Center delle Hawaii e laboratori di ricerca a New York, Boston e Philadelphia.

 

Il finanziamento: l’ERC Starting Grant

“Questa è la terza volta che presento il mio progetto all’ERC -  racconta Carlotta Giorgi - All’inizio mi dicevano che il progetto era troppo ampio e che cinque anni non erano sufficienti, ma io non mi sono fatta scoraggiare e alla fine ce l’ho fatta”.

L’ERC è il primo ente finanziatore della Comunità europea e finanzia ogni anno i migliori ricercatori provenienti da tutto il mondo per sviluppare in Europa progetti di ricerca d’avanguardia nel campo delle scienze biologiche, dell’ingegneria e scienze fisiche e degli studi umanistici e scienze sociali.

Quest’anno, dei 408 ricercatori selezionati, provenienti da 51 paesi in tutto il mondo, solo 37 sono italiani e soltanto 18 progetti si svolgeranno presso istituzioni italiane, di cui l’Università di Ferrara è l’unico Ateneo in Emilia-Romagna.

Grazie all’ERC Starting Grant Carlotta Giorgi potrà costruire il suo team e sviluppare il progetto “Promyelocytic leukemia protein (PML) outside the tumor: a new player in the control of inflammation” presso l’Università di Ferrara.

 

Il progetto, dai tumori alle malattie neurodegenerative

“La grande innovazione che abbiamo proposto è quella di studiare come una proteina finora associata unicamente ai tumori possa essere coinvolta anche in altre patologie che non siano tumorali, dal momento che regola l’infiammazione da compartimenti come reticolo endoplasmatico e mitocondri che sono da tempo il mio principale oggetto di studio”, spiega Giorgi.
Lo scopo del progetto è osservare il comportamento dell’oncosoppressore PML, e cioè di una proteina-freno identificata nei tumori come fondamentale per la risposta infiammatoria dell’organismo, anche in altre malattie strettamente correlate all’infiammazione, quali l’ictus ischemico e le patologie neurodegenerative. Studiando questa proteina sarà possibile identificare nuovi target farmaceutici che agiscano in maniera mirata su questo tipo di infiammazione.

“In questa fase testeremo le nostre ricerche sui campioni dei pazienti, ma il prossimo step, se i risultati ci danno ragione, sarà testare direttamente sul paziente, e sarà determinante.”

 

Un team internazionale con un’importante componente ferrarese

Le ricerche si svolgeranno presso il Complesso per la Didattica e la Ricerca dell’Università di Ferrara (CUBO), in collaborazione con altri Docenti del Dipartimento di Morfologia, Chirurgia e Medicina Sperimentale, con l’ospedale Sant’Anna di Ferrara, che fornirà i campioni di pazienti e con il Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche di Unife, che aiuterà nello sviluppo di nuove molecole mirate contro l’infiammazione PML-mediata. Saranno coinvolti inoltre docenti del Dipartimento di Scienze Mediche di Unife, che si occuperanno di fornire un modello patologico dell’epilessia e un team in Germania di esperti di ictus, che metteranno a disposizione il proprio database clinico.

Carlotta Giorgi ha inoltre istituito un comitato scientifico per supervisionare il progetto e fornire consulenze, composto da cinque esperti tra cui il premio Nobel Bruce Beutler, scopritore di uno dei mediatori più importanti nell’infiammazione.

 

Il lavoro di squadra alla base del successo

Sebbene il finanziamento ERC premi la singola ricercatrice o il singolo ricercatore, Carlotta Giorgi precisa che nulla sarebbe stato possibile senza il supporto del suo team e senza gli stimoli delle collaborazioni internazionali.

“Noi lavoriamo per cercare di sconfiggere queste malattie ma non è facile. Nel mondo della ricerca lavorare da soli è impensabile, per questo penso sia fondamentale condividere le proprie idee e i propri risultati con gli altri ricercatori ed essere sempre aperti a nuove collaborazioni e allo sviluppo condiviso di nuove ricerche.”

 

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