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Il 22 maggio l'incontro del Centro per la Cooperazione allo Sviluppo Internazionale

Mercoledì 22 maggio alle ore 15 nel Salone d’Onore di Palazzo Tassoni Estense, sede del Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara, (via della Ghiara, 36) si terrà l’incontro“Africa. Prospettive di un continente strategico”, organizzato dal Centro di Ateneo per la Cooperazione allo Sviluppo Internazionale – CCSI di Unife, diretto dal Prof. Romeo Farinella.

A dialogarne, Romano Prodi, Presidente della Fondazione per la collaborazione tra i popoli e Patrizio Bianchi, Assessore della Regione Emilia-Romagna al coordinamento delle politiche europee allo sviluppo, scuola, formazione professionale, università, ricerca e lavoro.

Gli interventi saranno preceduti dall'introduzione di Farinella e dai saluti del Direttore del Dipartimento Prof. Alessandro Ippoliti.

 

“L’attività dell’Università di Ferrara e del CCSI è particolarmente ricca e andrà sicuramente potenziata nei prossimi mesi – afferma il Prof. Farinella - Abbiamo docenti di Medicina da anni impegnati sul territorio in attività medico-infermieristiche; Biologi, Geologi, Ingegneri sono da tempo attivi in numerosi paesi africani, attraverso varie fonti di finanziamento, in progetti di valutazione idrogeologica e purificazione delle acque, di sostenibilità di uso dei suoli, di studio delle piante spontanee per l’alimentazione e l’ambito della salute, del miglioramento dei metodi di coltivazione e difesa delle stesse. Architetti e Urbanisti stanno lavorando per progetti inerenti la formazione intellettuale e universitaria e la salvaguardia di città e paesaggi. Economisti e sociologi stanno lavorando alla messa punti di progetti di sviluppo economico e di coinvolgimento delle comunità locali, anche attraversamento il potenziamento di forme di cittadinanza attiva. Di tutte queste iniziative nel corso dell’incontro verranno forniti dati e informazioni”.

 

Africa. Prospettive di un continente strategico

Dopo l’Africa delle colonie europee e l’Africa dell’indipendenza e delle lotte di liberazione, oggi questo continente è in pieno fermento. Se da un lato, l’Africa è al centro delle rotte migratorie verso l’Europa, dall’altro è interessato da una ricca e complessa riflessione sul suo ruolo nelle dinamiche globali. Stiamo parlando di un continente che non può più essere visto come un recipiente di risorse naturali di cui appropriarsi o come un nuovo, potenziale mercato ma al contrario una realtà con cui avviare pratiche comuni di cooperazione, creatività, tolleranza. Oggi l’Africa è il continente che tra tutti si muove più velocemente. L’economia di molti paesi africani ha dimostrato un rilevante dinamismo grazie anche a misure come quelle adottate alcuni fa di riduzione del debito pubblico internazionale che ha interessato una trentina di paesi africani. Del resto anche le controverse relazioni economiche tra la Cina e numerosi paesi africani testimoniano dell’importanza assunta dal continente.

Ma la povertà diffusa costituisce comunque uno dei caratteri dell’Africa, dove circa il 40% dei suoi paesi si colloca agli ultimi posti delle graduatorie mondiali sulla ricchezza nazionale. Povertà, instabilità politica e conflitti, cambiamenti climatici estremi sono frequentemente le cause che generano le migrazioni di massa.

Altre dinamiche rilevanti che meritano di essere segnalate anche per le loro implicazione sugli equilibri economici e ambientali del pianeta, sono certamente quelle relative alla demografia e all’intensificazione dei processi di urbanizzazione delle città africane che renderanno, nei prossimi decenni, questo continente uno dei più urbanizzati del pianeta. Questo processo mette in evidenza le gravi carenze infrastrutturali in termini di fognature, acquedotti, reti elettriche e l’assenza di una pianificazione urbanistica, evidente nella diffusione dell’informalità nei processi di espansione urbana che generano, in assenza di strade e di una rete integrata di trasporto pubblico, una enorme difficoltà negli spostamenti quotidiani e una durezza delle condizioni di vita della popolazione urbana. Si accentuano quindi le forme di isolamento (subite dalla parte più povera della popolazione urbana), ma anche autosegregazione (ricercate dalla parte più benestante della popolazione urbana). Dal canto suo l’agricoltura nonostante le enormi potenzialità vive una situazione contradditoria anche se, come ha recentemente sostenuto il Direttore Generale della FAO, l’investimento nelle aree rurali e nell'agricoltura è fondamentale per raggiungere la prosperità in Africa e garantire ai giovani del continente un'alternativa alla migrazione.