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Home / News / 2019 / settembre / Paleogenetica | Dal DNA antico dell'orso delle caverne nuovi indizi sulle estinzioni del Pleistocene

Paleogenetica | Dal DNA antico dell'orso delle caverne nuovi indizi sulle estinzioni del Pleistocene

Undicimila anni fa l’orso delle caverne scomparve dalle numerose zone d'Europa dove viveva: ma cosa ne provocò l'estinzione? Il recente studio pubblicato su Nature Scientific Reports con contributo Unife sembra individuare nella diffusione dei primi Homo sapiens una della principali dinamiche connesse.

Analogamente ad animali come i mammut e i rinoceronti lanosi, l'orso delle caverne rappresenta una delle specie animali di grandi dimensioni, le cosiddette megafaune, che hanno dominato il nostro pianeta a partire da circa 2 milioni e mezzo di anni fa., per poi scomparire. Le cause della loro estinzione, uno dei più grandi sconvolgimenti dell’ecosistema euroasiatico, sono tuttora oggetto di dibattito tra gli studiosi. I resti ossei dell'orso delle caverne rappresentano un campione fossile di notevole rilevanza in Europa, che consente quindi di cercare di capire  se l’estinzione di questa specie sia dovuta a cambiamenti climatici, al suo rapporto con l’uomo, o a una combinazione dei due fattori.

 

A fornire oggi maggiori elementi su questa dinamica sono le analisi di decine di campioni di DNA antico di orso provenienti da numerosi siti paleontologici e archeologici sparsi in tutta Europa.

 

"Studiare il DNA antico, con le più recenti tecnologie, può rivelare informazioni di dettaglio riguardo all’evoluzione di una specie, che non sarebbe possibile dedurre dal semplice studio dei reperti ossei",spiega il Professor Marco Peresani della sezione di Scienze Preistoriche e Antropologiche del Dipartimento di Studi Umanistici del nostro Ateneo, che ha condotto le ricerche in tre diversi siti dei colli Berici, nel vicentino - Grotta del Broion, Grotta di Paina e Covolo di Trene. “Dai resti ossei rinvenuti dal nostro team sono stati estratti e analizzati 12 campioni di DNA.” spiega  Peresani.

 

Grazie a questa ricerca è stato possibile ricostruire la storia migratoria dell’orso delle caverne e analizzarne la diffusione geografica, trovando un modello molto più complesso di quanto previsto.

 

“Basandoci sul calcolo degli esemplari femminili nelle varie generazioni, è stato possibile definire un drastico calo della popolazione a partire da 40.000 anni fa, in coincidenza con la diffusione degli uomini anatomicamente moderni, i primi Homo sapiens.”, conclude Peresani.

Lo studio ha visto la collaborazione tra l’Università di Ferrara e numerosi centri di ricerca ed università sparsi in tutta Europa, tra cui Germania, Polonia, Svizzera, Francia, Serbia e Spagna.

 

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