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Il "liquor", sentinella di malattie neurodegenerative e infiammatorie | Il punto in un convegno internazionale

Il "liquor", sentinella di malattie neurodegenerative e infiammatorie | Il punto in un convegno internazionale

Una foto di gruppo degli organizzatori e relatori del convegno

Il liquido cefalorachidiano, o semplicemente "liquor", è un fluido biologico che permea tutto il sistema nervoso centrale.

Analizzare il liquor equivale ad aprire una finestra biologica sul cervello e per questo motivo il suo esame è considerato alla pari di una biopsia liquida. Questo esame ha una fondamentale importanza diagnostica e prognostica in una grande varietà di disordini neurologici, tra cui patologie infiammatorie come la sclerosi multipla e patologie neurodegenerative come la malattia di Alzheimer e le malattie da prioni. L'esame del liquor aiuta il neurologo a riconoscere la malattia più precocemente e a prevedere il suo decorso, e in alcuni casi perfino il grado di risposta a un trattamento, nell'ottica di una medicina sempre più "di precisione" o "personalizzata".

 

L'importanza e l'applicazione di questo tipo di indagini, la potenzialità della scoperta di nuovi marcatori biologici, nonché quello della corretta raccolta, conservazione e processazione del liquor stesso, sono stati oggetto del convegno internazionale dal titolo “Cerebrospinal fluid in neuroinflammation and neurodegeneration: updates on diagnostic and prognostic opportunities che si è tenuto venerdì 22 novembre presso l’Auditorium del Rettorato dell’Università di Ferrara. Il convegno è stato organizzato dalla Prof.ssa Maura Pugliatti, Direttore facente funzione della Clinica Neurologica, insieme al Dott. Massimiliano Castellazzi, ricercatore che coordina le attività del Laboratorio di Neurochimica, al Prof. Enrico Granieri, ex-Direttore della Clinica Neurologica e al Prof. Enrico Fainardi dell'Università di Firenze.

Il convegno ha visto la partecipazione di relatori di fama internazionale tra cui Daniel S. Reich (NIH, Bethesda, USA), il Prof. Hayrettin Tumani (Ulm, Germania) e il Prof. Florian Deisenhammer (Innsbruck, Austria).

Hanno portato il loro contributo anche il Prof. Piero Parchi (Bologna), il Prof. Bruno Giometto (Trento), il Dr. Diego Franciotta (Pavia), la Dr.ssa Diana Ferraro (Modena), la Dr.ssa Eleonora Baldi e il Dr. Alessandro Trentini (Ferrara). La tavola rotonda finale, in cui si sono discussi gli studi attualmente in corso a Ferrara, ha visto la partecipazione della Dr. Daria Bortolotti e del Dr. Simone Patergnani di Unife.

Il convegno è stato finanziato dalla Fondazione Banca di Italia, attraverso bando di selezione, dall'azienda Sanofi-Genzyme e ha ricevuto il patrocinio della Società Italiana di Neurologia, dell’Associazione Italiana di Neuroimmunologia e dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara.