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Obesità, il rischio è maggiore nelle aree rurali. Lo studio su Nature

 

Chi abita fuori città è a maggior rischio  obesità. Diversamente da quanto accadeva in passato, l’aumento globale dell’indice di massa corporea (BMI) è determinato per circa l’80% dalle aree rurali, soprattutto quelle a basso e medio reddito.

Lo stabilisce una ricerca pubblicata su Nature che ha analizzato i dati su statura e peso di circa 112 milioni di persone in 200 paesi tra il 1985 e il 2017. Tra i contributor dello studio, anche docenti e ricercatrici dell’Università di Ferrara.


“Le analisi indicano un aumento di 2,0 kg/m2 nelle donne e di 2,2 kg/m2 negli uomini in tutto il mondo, il che equivale a un aumento del peso di 5-6 kg a persona” spiega Emanuela Gualdi, docente Unife.

 

Certamente il dato è interessante dal punto di vista sociologico. Come sottolinea Natascia Rinaldo, ricercatrice del dipartimento di Scienze biomediche e chirurgico specialistiche:

"Non vi è dubbio che oggi le città offrano maggiori opportunità per una migliore alimentazione, più esercizio fisico e ricreativo e, in generale, maggiori opportunità per la salute".

“Poiché l'obesità non è più legata alle condizioni di vita presenti nell’ambiente urbano, diventa necessario rivedere come affrontare questo problema di salute globaleconclude la collega Luciana Zaccagni.

 

Finanziato da Wellcome Trust, da Medical Research CouncilRoyal Society e Academy of Medical Sciences, lo studio è stato coordinato dall’Imperial College di Londra e ha coinvolto una rete di oltre 1000 ricercatrici e ricercatori in tutto il mondo, la NCD Risk Factor Collaboration (NCD-RisC).

 

Articolo originale: Rising rural body-mass index is the main driver of the global obesity epidemic in adults