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Unife contro l’atassia insieme ad A.c.a.re.f e Aisa | Nuovo focus sulla SCA2

Unife contro l’atassia insieme ad A.c.a.re.f e Aisa | Nuovo focus sulla SCA2

Da sinistra: Dott. Giampietro Domenicali, Prof.ssa Olga Bortolini, Prof.ssa Peggy Marconi, Dott.sse Mariangela Pappadà e Francesca Salvatori e Dott.Cesare Barioni

Cresce il team di ricerca Unife che da anni lavora per sconfiggere l’Atassia Spinocerebellare di tipo I (SCA1), malattia genetica degenerativa che impedisce gradualmente alle persone di muoversi, rimanere in equilibrio, parlare, deglutire, respirare e dunque vivere.

La Dott.ssa Mariangela Pappadà lavorerà a stretto contatto con le altre componenti del gruppo di ricerca, la Prof.ssa Peggy Marconi e la Dott.ssa Francesca Salvatori, per accelerare il progetto di ricerca e iniziare lo studio sulla SCA2.

“La ricerca scientifica è un lavoro che richiede costanza, impegno, risorse continue e un team di ricercatori che lavora in stretta collaborazione. Ognuno di loro può dare un contributo personale, spesso significativo – spiega Silvio Sivieri, presidente della Fondazione A.c.a.re.f di Ferrara - Per questo motivo abbiamo deciso non solo di continuare a sostenere la ricerca per sconfiggere l’atassia spinocerebellare di tipo I (SCA1), ma abbiamo pensato che lo stesso promettente approccio potrebbe essere applicato a un’altra forma di atassia (SCA2) e abbiamo chiesto alla Dott.ssa Mariangela Pappadà di unirsi al team di ricerca dell’Università di Ferrara, grazie anche al contributo di A.I.S.A Lombardia (Associazione Italiana per la lotta alle Sindromi atassiche) ”.

Obiettivo dei prossimi anni è quello di bloccare le due forme di atassia e trovare una cura definitiva, grazie a un approccio scientifico innovativo e molto promettente.

“Attualmente – spiega Mariangela Pappadà – le mie colleghe stanno lavorando costantemente sulle cellule epiteliali raccolte attraverso il prelievo dei tessuti effettuato su pazienti con SCA1 nel 2018, al fine di individuare la strategia terapeutica migliore e delineare gli step successivi. E devo dire che si stanno avendo i primi risultati di correzione del danno genetico. Il passo successivo sarà una terapia personalizzata, che prevede il silenziamento del gene malato, lasciando intatto e funzionante quello sano. Tutte queste strategie terapeutiche possono essere utilizzate anche per il trattamento dell’Atassia Spinocerebellare di tipo II (SCA2), in cui il gene coinvolto presenta lo stesso tipo di mutazione genetica riscontrabile nella SCA1 e su questo mi impegnerò nei prossimi mesi”.

In occasione della conferenza “Porte Aperte sulla Ricerca” che si terrà venerdì 5 luglio presso i laboratori dell’Università di Ferrara (via Fossato di Mortara 70), il team di ricerca presenterà i primi risultati raggiunti e le prospettive future. In tale occasione si potranno visitare i laboratori di ricerca e conoscere da vicino chi sta lavorando a questo importante e ambizioso progetto.

 

Per maggiori informazioni: www.acaref.org

 

Nella fotografia da sinistra: Dott. Giampietro Domenicali, Coordinatore della Fondazione A.C.A.RE.F, Prof.ssa Olga Bortolini, Direttrice del Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche, Prof.ssa Peggy Marconi, Dott.ssa Mariangela Pappadà, Dott.ssa Francesca Salvatori e Dott. Cesare Barioni, collaboratore