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Nuovo riconoscimento per la missione Planck, satellite ESA con forte coinvolgimento scientifico di Unife

L’edizione 2019 del prestigioso premio “Giuseppe e Vanna Cocconi” della European Physical Society è stato assegnato alle collaborazioni Planck e Wmap per “le loro misure di alta precisione della radiazione cosmica di fondo”. La cerimonia di premiazione si è svolta il 15 luglio a Ghent, in Belgio: a ritirare il premio per Planck è stato invitato il Nazzareno Mandolesi, professore a contratto di UNIFE e “Principal Investigator” dello strumento LFI di Planck. Si tratta dell’undicesimo premio vinto da Planck, tra cui il prestigioso “Gruber for Cosmology”.

La radiazione cosmica di fondo è la luce residua del big bang da cui ha avuto inizio l'Universo. Il suo studio, grazie soprattutto a Planck, ha permesso di misurare con altissima precisione la i parametri cosmologici che descrivono l’Universo (quali il contenuto di materia ed energia e il tasso di espansione) e caratterizzare le perturbazioni primordiali da cui hanno avuto origine le galassie.

Al team di Planck partecipa il gruppo di Cosmologia del Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra di Unife, guidato dal prof. Paolo Natoli, assieme ai collaboratori Massimiliano Lattanzi, Diego Molinari e Luca Pagano, oltre che al prof. Nazzareno Mandolesi.

Il premio “Giuseppe e Vanna Cocconi” viene assegnato ogni due anni a ricerche di altissimo profilo per la fisica fondamentale. Ha la nomea di “portare fortuna” per essere stato assegnato a diversi futuri premi Nobel, come nel caso di Rainer Weiss, Kip Thorne e Barry Baris, che hanno poi ricevuto il premio Nobel 2017 per la scoperta delle onde gravitazionali.