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NEVArt e Unife | Come “misurare” la percezione sensoriale della bellezza

NEVArt e Unife | Come “misurare” la percezione sensoriale della bellezza

Un volontario che indossa i sensori durante la visione della mostra

La bellezza è fin dall'antichità il concetto astratto e soggettivo per antonomasia, sui cui i filosofi da Platone a Kant non hanno mai smesso di interrogarsi. E se ci fosse oggi il modo di "misurare" oggettivamente la percezione sensoriale della bellezza? Se potessimo avvalerci finalmente di dispositivi in grado di dirci quanto è bella un'opera d'arte, secondo parametri oggettivi?

 

Questo è l'obiettivo di NEVArt - Neuroestetica della Visione dell’Arte, una ricerca coordinata dal professor Sante Mazzacane, Direttore del Laboratorio CIAS dell’Università di Ferrara, in collaborazione con il Liceo Ariosto di Ferrara, il Laboratorio di Neuroestetica del CESPEB dell’Università Bicocca di Milano, l’Istituto di Neuroscienze del CNR di Parma, il Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Firenze, il Dipartimento di Studi Umanistici e il SE@ - Centro di Tecnologie per la Comunicazione dell’Università di Ferrara e del Consorzio Futuro in Ricerca di Ferrara.

 

NEVArt è la prima ricerca nel settore ancora largamente inesplorato della neuroestetica che coinvolgerà un campione di partecipanti molto esteso, centinaia di individui reclutati su base volontaria, e andrà a studiare e confrontare a livello neuroscientifico tutti i tre parametri fondamentali - motorio, culturale ed emozionale - dell’esperienza estetica.

 

Per realizzare quella che lo stesso prof. Mazzacane definisce una “ricerca di ventura”, sono stati selezionati 19 dipinti della mostra “L’arte per l’arte. Dipingere gli affetti. La pittura sacra a Ferrara tra Cinque e Settecento” in esposizione al Castello Estense fino al 26 dicembre 2019, e sono aperte le candidature per la partecipazione allo studio come volontari.

 

“Chiederemo a chi parteciperà allo studio di visitare la mostra indossando un set di sensori non invasivi per il rilievo di elettroencefalogramma (EEG), elettrocardiogramma (ECG) e resistenza elettrica della pelle, e uno speciale paio di occhialini (eye-tracker) per registrare i movimenti oculari del soggetto e mappare le specifiche zone dei dipinti via via osservate” spiega il professore.

 

“L’EEG servirà a valutare la risposta neurofisiologica del cervello alla visione delle opere d’arte, mentre ECG e resistenza elettrica della pelle permetteranno di valutare l’attivazione emozionale del soggetto. Questi dati saranno poi confrontati con i percorsi dello sguardo all'interno delle singole opere identificati dagli occhialini” continua Mazzacane.

 

Le ricercatrici e i ricercatori sottoporranno in seguito dei questionari di gradimento ai volontari, così da mettere a confronto le risposte neuronali involontarie con il giudizio estetico intenzionale, e tenere traccia anche delle valutazioni socio-culturali dei soggetti.

 

“Le ricadute di una ricerca come NEVArt riguardano diversi ambiti, primo tra tutti quello medico. Il progetto potrebbe infatti essere utilizzato per monitorare lo stato cognitivo dei pazienti con Parkinson ed esplorare l’ipotesi di un rallentamento del progredire delle malattie neurologiche dovuto all’esperienza estetica della fruizione di opere d’arte conclude il professor Sante Mazzacane.

 

Per saperne di più

 

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