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Camilla Paganelli, laureata Unife, premiata per la miglior tesi contro la violenza sulle donne

Camilla Paganelli, laureata Unife, premiata per la miglior tesi contro la violenza sulle donne

Foto di gruppo per Unife alla premiazione: Roberta Russo, Roberta Capucci, Camilla Paganelli e Rosaria Cappadona

Camilla Paganelli, giovane laureata del Corso di Scienze Infermieristiche ed Ostetriche dell’Università di Ferrara, si è aggiudicata uno dei tre premi per la migliore tesi sul tema del contrasto alla violenza contro le donne, istituito dall’Associazione di Volontariato PerLeDonne. Il lavoro, dal titolo  “La consapevolezza come strumento di formazione. Studio epidemiologico sulla violenza di genere negli anni 2014/2016” è stato eseguito sotto la guida delle Dottoresse Rosaria Cappadona Roberta Capucci. Paganelli ha ricevuto venerdì 23 novembre il premio, in una cerimonia cui è stata accompagnata da Cappadona e Capucci, e da Roberta Russo, del gruppo Unife per le politiche per le pari opportunità.

La tesi ha realizzato una raccolta dati sistematica analizzando gli accessi per violenze e/o maltrattamenti effettuati presso uno dei Pronto Soccorsi dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria e dell’Azienda USL di Ferrara nel biennio 2014-2016,  in continuità con uno studio svolto dal 2008 al 2013, analizzando perciò un arco temporale di 9 anni. Sono state 1359 le donne che tra il 2008 ed il 2013 si sono rivolte all’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara per violenze e maltrattamenti (226 all’anno), con una reiterazione del 19% delle violenze domestiche.

Dal 2014 a 2016 gli accessi all’Ospedale sono stati 596, con una media di 199 casi l’anno. Nel complesso gli accessi del biennio 2014-2016 afferiti presso uno degli Ospedali della Provincia di Ferrara (Cona, Argenta, Cento, Lagosanto e Struttura Sanitaria Territoriale di Comacchio) sono stati 917 (306 all’anno) con una reiterazione del 23%.

Nel corso di questi anni di studio abbiamo visto degli importanti miglioramenti, grazie all’introduzione del Protocollo interaziendale “Linee Guida – Accoglienza e trattamento delle donne vittime di violenza” del 2013, che ha portato risultati nel miglioramento dell’operato dei Sanitari, in termini di riconoscimento e gestione delle situazioni a rischio, nel rapporto con le Forze dell’Ordine e nella rete territoriale”.

 

“Secondo obiettivo della tesi – prosegue Camilla Paganelli - riguarda l’integrazione e il coordinamento del lavoro dei Servizi Sanitari con quello delle Forze dell’Ordine. Il solo dato ospedaliero rappresenta una sottostima del fenomeno. Sono stati confrontati i dati numerici dei casi di violenza gestiti dagli operatori sanitari e dalle forze dell’ordine del secondo semestre del 2016. In questo periodo gli Operatori Sanitari hanno gestito 175 accessi di Pronto Soccorso per violenza e/o maltrattamenti, mentre le Forze dell’Ordine ci hanno comunicato nello stesso semestre, 540 interventi per liti domestiche (all’incirca 90 al mese), quindi ben più alto del numero di persone che si rivolgono al pronto soccorso.”.

 

La tesi di Camilla ha inoltre preso in esame i casi di violenza in gravidanza.  “Spendo solo due parole, da ostetrica, sulla violenza in gravidanza. I maltrattamenti in gravidanza e lo stress cronico che ne deriva aumentano il rischio di aborto, parto prematuro, nascita di neonati di basso peso e depressione post partum. Gli ambulatori della gravidanza diventano quindi un luogo prezioso e privilegiato per far emergere le richieste d’aiuto delle donne, in presenza di operatori qualificati in grado di cogliere segnali d’allarme. Nel nostro studio, dal 2008 al 2016, 51 donne vittime di violenza che si sono rivolte all’Ospedale di Ferrara aspettavano un bambino”.

 

“Mi auguro che i dati emersi da questo studio, assolutamente reali, relativi al fenomeno nella nostra realtà, possano costituire un riferimento per quantificare le risorse necessarie a farvi fronte, sia in termini di supporto della vittima nell’immediato (struttura di prima accoglienza, supporto psicologico), sia per definire percorsi di accompagnamento ed uscita dalla violenza. Rendersi conto di come l’agire professionale possa avere un peso fondamentale nell’aiutare la donna a intraprendere un percorso di uscita dalla violenza è fondamentale per motivare sia gli Operatori Sanitari che le Forze dell’Ordine a continuare ed aumentare l’impegno nella prevenzione e nel contrasto del fenomeno”.

 

 

25 novembre Giornata contro la violenza di genere | A Unife sedie rosse vuote per dire NO alla violenza contro le donne

Violenza di genere e violenza contro le donneL’Università di Ferrara dice NO: in questi giorni in tutte le strutture dell'Ateneo e in Rettorato, si trova una sedia rossavuota, collocata nell'atrio principale di ciascun edificio, a simboleggiare il vuoto lasciato da ogni vittima di violenza. Su queste sedie rosse sono state messe a disposizione carta e penna, che sono servite a ciascuno per esprimere un proprio NO alla violenza di genere.