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Il contributo di Unife all'eredità del satellite Planck

Il contributo di Unife all'eredità del satellite Planck

La mappa della radiazione cosmica di fondo misurata dal satellite Planck

Una conferma delle predizioni indicate dal modello standard cosmologico e un'enigma ancora aperto. E' il "lascito" dell'ultima e definitiva versione dei dati raccolti dalla strumentazione di bordo della sonda Planck. I nuovi dati, in gergo tecnico la legacy data release, sono stati elaborati grazie al decisivo contributo del dipartimento di Fisica e Scienze della Terra dell'Università di Ferrara.

La release del 17 luglio segue quella iniziale del 2013, annunciata dagli headquarters di ESA a Parigi con il Professor Nazzareno Mandolesi e il Professor Paolo Natoli a rappresentare l'Università di Ferrara, e quella intermedia del 2014, presentata in diretta mondiale dal suggestivo Palazzo Ludovico il Moro a Ferrara.

I risultati

“Il satellite Planck ha misurato la prima luce emessa nell'Universo dopo il Big Bang, cioè la radiazione di fondo cosmico” spiega Natoli. “Questa missione ci lascia in eredità la misura più accurata dei parametri cosmologici che descrivono l'evoluzione del nostro Universo, ponendo limiti stringenti sulla possibilità che esistano teorie alternative al cosiddetto modello standard della Cosmologia basato sulla relatività generale di Einstein”.

"Da questo punto di vista” aggiunge Mandolesi, “Planck ci lascia con una speranza: la sua misura della velocità di espansione dell'Universo, la cosiddetta costante di Hubble, è la più precisa mai realizzata, e risulta in forte tensione con le misure dirette basate sull'Universo locale".

"Questa discrepanza" conclude Lattanzi "potrebbe celare un indizio di nuova fisica oltre il modello standard". Solo le osservazioni future, in particolare quelle di un satellite post Planck in fase di studio con forte partecipazione dei ricercatori Unife, potranno svelare l'arcano.

 

Il team Unife

Il team Unife che ha lavorato ai dati del Planck è guidato dal professor Paolo Natoli del dipartimento di Fisica e Scienze della Terra, ed è composto da Nazzareno Mandolesi, professore a contratto di Unife e Principal Investigator dello strumento LFI di Planck, il dottor Massimiliano Lattanzi della sezione INFN di Ferrara (e docente a contratto di Unife), i dottori Francesco Forastieri, Diego Molinari e la dottoressa Linda Polastri di Unife. A partire dal prossimo settembre, anche il dottor Luca Pagano, ricercatore Unife che ha lavorato a Planck fino ad oggi dall'institute d'Astrophysique Spatiale di Parigi, farà parte del gruppo.

Paolo Natoli e Nazzareno Mandolesi sono tra i vincitori del Gruber Cosmology prize 2018, proprio per il loro contributo a Planck.

 

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