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La Cronobiologia entra a far parte di un documento della European Society of Cardiology | Il commento del Prof. Roberto Manfredini

La Cronobiologia entra a far parte di un documento della European Society of Cardiology | Il commento del Prof. Roberto Manfredini

Il Prof. Roberto Manfredini

Per la prima volta dalla sua nascita, la cronobiologia, giovane branca della medicina che si occupa della variabile tempo applicata alle funzioni vitali, le quali hanno tutte un ritmo, entra a far parte di un documento di consenso di una delle più importanti società scientifiche internazionali, la European Society of Cardiology.

Una data storica, l’8 giugno, che ha visto la pubblicazione sull’European Heart Journal di due documenti dal titolo “International Expert Consensus Document on Takotsubo Syndrome (Part I): Clinical Characteristics, Diagnostic Criteria, and Pathophysiology”, in cui a pagina 2042 parla proprio di questa importante disciplina e “International Expert Consensus Document on Takotsubo Syndrome (Part II): Diagnostic Workup, Outcome, and Management”.

Fra gli autori di entrambi il Prof. Roberto Manfredini, ordinario di medicina interna, Direttore del Dipartimento di Scienze Mediche dell’Università di Ferrara e anche tra i maggiori esperti di cronobiologia, a cui chiediamo di raccontarci qualcosa di questa scienza, di come essa influenzi la nostra vita e molti aspetti della nostra salute.

“Il premio Nobel 2017 alla fisiologia e medicina, attribuito pochi mesi fa ai colleghi americani Hall, Rosbash e Young  per i loro decisivi studi sulla identificazione dei meccanismi  genetici e biologico-molecolari  dell’orologio circadiano, hanno indubbiamente aperto nuovi orizzonti di ricerca e anche grande interesse mediatico. E’ vero però che sin dai lontani anni ’80 avevamo imparato che anche per l’estrinsecazione manifesta di alcune patologie cardiovascolari acute (la prima delle quali fu l’infarto del miocardio), si poteva cogliere la presenza di una variabilità ritmica circadiana, in particolare con una preferenza per le prime ore del mattino. Questa acquisizione ha dato il via a numerosi studi mirati anche alla possibilità di agire con i farmaci in maniera mirata rispetto ai periodi di massimo rischio (cronoterapia). Qualche anno fa, assieme ad una serie di colleghi cardiologi appartenenti al Takotsubo Italian Network, per primi presentammo sul Journal of the American College of Cardiology, che anche pazienti con  sindrome Takotsubo (una forma di cardiopatia che colpisce prevalentemente donne in post-menopausa, il più delle volte in seguito ad un evento stressante,  con sintomi del tutto simili a quelli dell’infarto, ma ad esito generalmente benigno), avessero un picco di maggiore frequenza di eventi sempre al mattino. In seguito abbiamo poi rilevato anche l’analogia con l’infarto relativa al giorno della settimana più a rischio, ovvero il lunedì (ben noto agente… ‘stressante’). Questi ultimi anni di studi hanno valso la chiamata a far parte del prestigioso gruppo di esperti internazionali dell’ESC chiamati a redigere questi importanti documenti sulla Takotsubo, fino al riconoscimento diretto dell’argomento all’interno di un documento di consenso internazionale.  Da sempre l'Università di Ferrara ha avuto una tradizione ‘storica’ nel campo degli studi di cronobiologia, e assieme ai miei collaboratori non possiamo che essere particolarmente felici di portarla avanti con decoro”.

 

I documenti sono consultabili nel sito dell’European Heart Journal al seguente link