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Alessio Branchini vince il prestigioso Bayer Hemophilia Awards Program

 

Alessio Branchini, ricercatore del dipartimento di Scienze della Vita e Biotecnologie dell’Università degli Studi di Ferrara nel gruppo del professor Mirko Pinotti, è l'unico vincitore italiano del prestigioso finanziamento “Early Career Investigator Award 2018”, assegnato annualmente dall’azienda farmaceutica internazionale Bayer in occasione del “World Federation of Hemophilia World Congress 2018”.

 

Il Bayer Hemophilia Awards Program (BHAP), cui partecipano ricercatori da tutto il mondo, è uno tra i più competitivi programmi di finanziamento per la ricerca clinica sull'emofilia, ed offre un importante contributo per individuare nuove cure e affinare la gestione clinica dei pazienti.

 

L'emofilia B, causata da mutazioni nel gene del fattore IX della coagulazione del sangue, è una malattia emorragica che colpisce con una frequenza di 1:30.000 maschi e che, nelle forme più severe, può portare a condizioni invalidanti talora mortali" spiega Alessio Branchini. "La terapia corrente è basata sull’iniezione di fattore IX, il quale tuttavia ha una ridotta emivita in circolo, comportando cosi la necessità di infusioni frequenti, con grande impatto sulla qualità della vita dei pazienti".

 

E proprio su questo aspetto che si focalizza il progetto del dottor Branchini, finanziato dal BHAP.

 

"Il progetto prevede la fusione, grazie a tecniche di ingegneria proteica, del fattore IX con l’albumina, ed in particolare di varianti migliorate di entrambe le proteine. Questo dovrebbe garantire una significativa estensione della emivita e della capacità coagulante, che si tradurrebbe in una aumentata efficacia terapeutica ed un diradamento delle iniezioni necessarie a prevenire emorragie".

 

Per ulteriori informazioni: http://www.bayer-hemophilia-awards.com/about_the_program/