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Una ricerca del CITER di Unife ripensa gli spazi della città per il benessere della popolazione over 65

Il benessere della popolazione anziana in relazione alla struttura e agli usi degli spazi pubblici urbani. E’ questo l’obiettivo della Ricerca-intervento "Anziani&Città" che la Regione Emilia-Romagna, Assessorato al Welfare e Politiche Abitative e Servizio Qualità Urbana e Politiche Abitative, ha commissionato al Laboratorio di ricerca CITER del Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara, con responsabile scientifico il Professore di Progettazione Urbanistica di Unife Romeo Farinella, coordinatrice della ricerca l’Architetto Elena Dorato, e collaboratrice l’Architetto Laura Abbruzzese.

Il lavoro, svolto tra settembre 2017 e gennaio 2018, ha portato alla definizione di proposte meta-progettuali e linee strategiche capaci di meglio indirizzare gli interventi di trasformazione degli spazi della città verso le necessità reali della popolazione over 65, nella convinzione che una città a misura di anziano sia una città a misura di tutti.

Gli esiti della Ricerca-intervento sono stati presentati lo scorso 22 gennaio nel corso della VI Conferenza Regionale PAR, alla presenza del Presidente della Regione Stefano Bonaccini e degli Assessori regionali Elisabetta Gualmini e Sergio Venturi.

La ricerca si colloca nel più ampio ambito di studi sulla “Città Attiva” che costituisce uno degli assi di ricerca del laboratorio CITER e che porta a confrontarsi direttamente con l’organizzazione ed il funzionamento delle città, così ricche di stratificazioni storiche, di bellezza e qualità, ma anche di periferie e aree urbane pensate e costruite con l’obiettivo di rafforzare e fluidificare la mobilità automobilistica privata. Per rendere attive le città è importante ragionare in termini di complessità e quindi strutturare una combinazione ragionata di strategie che guardino al passato, valorizzando l’esistente e con particolare riferimento alle infrastrutture e alla loro gestione, e al presente, attuando interventi non necessariamente nuovi, ma pensati in una diversa prospettiva, dando priorità alla mobilità dolce e alla fruibilità e condivisione degli spazi pubblici.

"Del resto una vasta letteratura scientifica ci rammenta che gli stili di vita sedentari sono tra i principali determinanti di varie patologie ivi comprese le malattie croniche non trasmissibili, tra cui le malattie cardiocircolatorie, maggiore causa di morte in Italia – afferma Romeo Farinella - Gli aspetti sociali e culturali indotti da questi ‘stili di vita’ sono rilevanti, così come le conseguenze economiche dirette e indirette della sedentarietà; pensiamo, ad esempio, alle ricadute negative delle malattie, della disabilità lavorativa causata da malattia, delle morti premature e di una generale riduzione della qualità della vita durante l’invecchiamento che la sedentarietà può generare. A tale proposito una città che stimola comportamenti di vita attivi può essere considerata uno straordinario strumento di prevenzione ".

 

Video di presentazione della Ricerca-Intervento "Anziani&Città"