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Cronotipo e apprendimento | Progetto Unife raccontato dal Prof. Manfredini su ‘La Stampa’

Cronotipo e apprendimento | Progetto Unife raccontato dal Prof. Manfredini su ‘La Stampa’

Il Prof. Roberto Manfredini

‘Entrare a scuola più tardi migliora il rendimento?...’ Con questa domanda si apre l’articolo della giornalista Nicla Panciera “Per essere studenti più bravi mai in classe prima delle 8,30”, pubblicato oggi (mercoledì 4 aprile) su ‘La Stampa’, che parla anche del progetto a cui sta lavorando l’Università di Ferrara dedicato all’analisi del legame tra cronotipo di studentesse e studenti, calendario delle lezioni, orari degli esami ed esiti ottenuti.

E’ il Prof. Roberto Manfredini, Direttore del Dipartimento di Scienze Mediche dell’Università di Ferrara ed esperto di cronobiologia, a raccontare alla giornalista alcuni dei risultati di questo studio condotto su un numeroso campione di studenti. Chi va peggio a scuola? Gli studenti ‘gufi’, “ i nottambuli che la mattina faticano ad ingranare”.

Come spiega Manfredini nella sua intervista: “E’ nei bambini che si vedono i maggiori effetti in termini di ridotta vigilanza, concentrazione e apprendimento. Crescendo, gli studenti diventano più liberi e all’Università i gufi possono organizzare le agende secondo orari a loro più consoni”.

“[...] Dormire troppo poco – prosegue Manfredini – ha conseguenze negative sul cervello e sull’intero organismo”.

C’è poi il ruolo che la tecnologia gioca nel riposare bene. “La società tecnologica – puntualizza nell’articolo il Professore – ci sta trasformando in un esercito di gufi forzati. I dispositivi elettronici e la loro luce interferiscono con il sonno”.  Anche Beatrice Zucchi, studiosa di Unife puntualizza ..“Due secoli fa con l’illuminazione elettrica è avvenuta la prima grande rottura rispetto al nostro antico orologio biologico. Oggi un nuovo grande sconvolgimento è in atto, dovuto alle tecnologie e ai dispositivi digitali che ci tolgono il sonno”.

Cosa si può fare, chiede la giornalista. “Rispettare le preferenze circadiane di ciascuno, magari considerando una maggior flessibilità nei programmi scolastici e nell'organizzazione sui luoghi di lavoro”.