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Contributo Unife allo studio sull'obesità pubblicato su 'The Lancet'

In occasione del World Obesity Day che si è svolto l’11 ottobre, è stato pubblicato su ‘The Lancet’ un nuovo studio di Imperial College London e WHO, cui hanno partecipato come membri del NCD Risk Factor Collaboration due docenti del Dipartimento di Scienze Biomediche e Chirurgico Specialistiche dell’Università di Ferrara: Emanuela Gualdi e Luciana Zaccagni.

La pubblicazione dal titolo Worldwide trends in body-mass index, underweight, overweight, and obesity from 1975 to 2016: a pooled analysis of 2416 population-based measurement studies in 128·9 million children, adolescents, and adults è disponibile online a questo link:

Si tratta del più ampio studio epidemiologico finora condotto sull’obesità, comprendendo un campione di quasi 130 milioni di persone. Il coinvolgimento di oltre 1000 ricercatori nel mondo ha infatti permesso di valutare le variazioni nel Body Mass Index (BMI) tra il 1975 e il 2016 a partire da soggetti di 5 anni fino all’età adulta. Ricordiamo che il BMI, dato dal rapporto tra peso e statura, è l’indice più utilizzato per determinare la condizione di sottopeso, normopeso, sovrappeso e obesità.

Nell’arco del periodo considerato l’obesità è andata aumentando a livello globale e tale aumento è ancora in corso nei Paesi a basso e medio reddito. Se tale andamento continuerà, si è calcolato che nel 2022 il numero di bambini e adolescenti obesi supererà nel mondo il numero di quelli sottopeso.

I risultati ottenuti in questo studio dimostrano secondo l’WHO che il sovrappeso e l'obesità rappresentano oggi una crisi sanitaria globale che minaccia di peggiorare nei prossimi anni a meno che non si intraprendano quanto prima azioni drastiche.