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Farmaco-resistenza ed Europa | Anche Unife al tavolo di esperti riuniti a Bruxelles

Farmaco-resistenza ed Europa | Anche Unife al tavolo di esperti riuniti a Bruxelles

la ricercatrice Unife Elisabetta Caselli al Parlamento Europeo di Bruxelles

 

25.000 morti ogni anno e oltre 1.5 miliardi di euro: sono questi i costi in termini di vite umane e di risorse economiche che l'Europa fronteggia ogni anno a causa della farmaco-resistenza, ovvero la capacità dei microrganismi patogeni di adattarsi e quindi resistere all’azione dei farmaci. Una situazione che ha indotto la Commissione europea ad adottare nel 2017 un nuovo Piano di azione.

 

L'Università di Ferrara prende parte a questa sfida, europea e mondiale, grazie al CIAS, il Centro Interdipartimentale d’Ateneo dedicato alle ricerche sull’inquinamento fisico, chimico e microbiologico degli ambienti ad alta sterilità.

 

Lo scorso 9 novembre Elisabetta Caselli, ricercatrice del Dipartimento di Scienze Mediche dell’Università di Ferrara e il Direttore del CIAS Prof. Sante Mazzacane erano presenti al Parlamento Europeo a Bruxelles per presentare i risultati delle ricerche sulla lotta alla antibiotico-resistenza condotte dal Centro. Tra gli altri relatori, gli esperti del settore Koen Van Dyck, capo della task force europea sulla farmaco-resistenza, Alojz Peterle, membro del Parlamento europeo, e Nina Renshaw, Segretaria generale della EPHA (European Public Health Alliance).

 

Spiega  Caselli: "Si parla ormai di era ‘post-antibiotica’, in quanto è stato stimato che, in assenza di provvedimenti efficaci, nel 2050 i morti per infezioni non curabili saranno più numerosi di quelli provocati da tutte le altre malattie. Ciò è tanto più grave negli ospedali, luogo in cui si trovano pazienti ospedalizzati, particolarmente suscettibili, e microbi multi-resistenti a causa della pressione selettiva dell’ambiente".

 

Il Piano europeo perciò comprende non solo linee-guida di tipo clinico, ma anche approcci volti a migliorare le condizioni ambientali negli ospedali, in modo da sfavorire la circolazione di patogeni multi-resistenti che possono causare infezioni nei pazienti ospedalizzati.

"La nostra attività di ricerca - prosegue Caselli - si inserisce proprio in questo ambito, in quanto già da diversi anni abbiamo messo a punto e sperimentato sul campo un sistema basato sui principi della competizione biologica, in grado di abbattere significativamente il carico dei patogeni negli ambienti trattati e di ridurre la presenza di specie farmaco-resistenti, in modo sostenibile sia dal punto di vista ecologico che per i costi.  Questo sistema può dare la possibilità di affrontare le farmaco-resistenze e le infezioni ospedaliere associate, anche dal punto di vista microbiologico-ambientale, potenzialmente portando un aiuto significativo alla lotta contro tali problemi”.

 

“Poter presentare questi dati al Parlamento Europeo – conclude la Dott.ssa Caselli - è stata non solo fonte di soddisfazione, ma soprattutto ci dà la speranza che la ricerca scientifica venga ‘ascoltata’ da chi poi si deve occupare di tradurre in provvedimenti concreti quanto osservato dai ricercatori per il miglioramento della salute pubblica".