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Studio Unife dimostra come le cellule staminali, cresciute su di un biomateriale, diventano cellule dell’osso

Una recente ricerca, coordinata dal Prof. Mauro Tognon di Unife, eseguita su di un biomateriale ibrido innovativo,  dimostra la capacità del biomateriale saggiato di indurre le cellule staminali da tessuto adiposo dell’adulto a differenziare in tessuto osseo.

Lo studio è stato pubblicato dalla rivista americana FASEB Journal, organo ufficiale della Federazione Americana delle Società di Biologia Sperimentale.

Il biomateriale è stato in grado di attivare i geni della osteogenicità favorendo il differenziamento delle cellule staminali in osso.

Lo studio è stato eseguito presso l’Università di Ferrara e l’Università di Verona.

Gli esperimenti sono stati condotti principalmente in laboratorio dalla Dottoressa Elisa Mazzoni e colleghi dei Laboratori di Biologia cellulare e Genetica molecolare dell’Università di Ferrara, mentre la ricerca clinica è stata eseguita dal Prof. Antonio D’Agostino e colleghi del Dipartimento di Odontoiatria e Maxillo-Facciale dell’Università di Verona.

La ricerca era finalizzata alla comprensione dei meccanismi molecolari che consentono al biomateriale in esame di attivare i geni delle cellule staminali favorendo lo specifico percorso di differenziamento osseo, come già verificato in precedenza nella pratica clinica nei pazienti.

I ricercatori impegnati da anni nel settore della medicina rigenerativa del tessuto osseo hanno dimostrato quali sono i principali geni necessari per favorire la ricrescita dell’osso.

Questo studio si pone all’attenzione, oltre che per gli importanti traguardi scientifici raggiunti, per l’interazione tra l’Università di Ferrara, altri Enti di Ricerca come il CNR e Aziende private per il trasferimento tecnologico e i servizi connessi, come accaduto di recente per il progetto regionale NIPROGEN, finanziato con circa un milione di euro con fondi europei. Un altro passo in avanti in medicina rigenerativa per la produzione dei nostri “pezzi di ricambio” senza ricorrere a donatori di organi/apparati/tessuti