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Monitoraggio e analisi di sharing mobility nelle Università italiane

Il Coordinamento Nazionale dei Mobility Manager delle Università Italiane ha lanciato dal 10 ottobre, in tutti gli Atenei aderenti, un questionario sullo stato e sulle prospettive della mobilità sostenibile. Si tratta di uno strumento considerato di fondamentale importanza e che rientra nell’ambito di una campagna di monitoraggio e di analisi delle abitudini di mobilità, in particolare quella condivisa, della popolazione universitaria. Si sta progressivamente facendo strada una terza via, alternativa e intermedia tra l’uso del veicolo privato e quello del servizio pubblico: l’utilizzo condiviso dei mezzi di trasporto.

Le istituzioni comunitarie e nazionali hanno promosso azioni tra loro complementari e sinergiche. Tra queste, sicuramente, i sistemi di sharing mobility, la cui implementazione ha tratto una spinta primaria dalla crisi economica, ma che mostra capacità di crescita a prescindere dalla situazione economico-sociale.

Analizzare gli spostamenti da e per le sedi universitarie - dice Maurizio Pernice, Direttore Generale per la tutela del territorio e delle risorse idriche del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare - è un punto di partenza importante per pianificare un insieme di azioni che permettano il passaggio verso forme di mobilità ambientalmente sostenibili ed economicamente vantaggiose. In questo contesto, la diffusione dei sistemi di sharing mobility, oltre allo sviluppo di tecnologie innovative e al potenziamento dei servizi pubblici, riveste un ruolo fondamentale per una win-win strategy della governance delle tematiche ambientali di interesse generale”.

Viene lanciata l’indagine nazionale sugli spostamenti e sulla mobilità condivisa (sharing mobility) degli studenti e del personale docente e tecnico-amministrativo delle Università italiane. Promossa dal Coordinamento nazionale dei mobility manager delle Università italiane, l’indagine - aggiunge Matteo Colleoni Mobility Manager dell’Università di Milano Bicocca – interessa un numero consistente di Atenei e, al loro interno, di studenti e di personale che quotidianamente si muovono per raggiungere il luogo di studio e di lavoro.

“Realizzata per la prima volta a livello nazionale, il fine di questa iniziativa – conclude Stefania Angelelli, Mobility Manager Università Roma Tre e coordinatrice nazionale dei Mobility Manager Università e Ricerca – è quello di avere uno sguardo completo ed esaustivo sulla situazione della mobilità sostenibile in ambito universitario. Ma vuole essere soprattutto un modo per intercettare eventuali problematicità e prospettare soluzioni, sul piano generale e su quello specifico. Tutti insieme e ciascuno nella propria area d’intervento, secondo la logica del ‘think global, act local’. I risultati dell’indagine saranno pubblicati sul primo Rapporto nazionale sullo sviluppo della sharing mobility in Italia che verrà presentato a Roma entro la fine del 2016”.

Il Coordinamento Nazionale dei Mobility Manager delle Università Italiane è parte integrante della RUSRete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile, sostenuta dalla CRUI - Conferenza dei Rettori delle Università Italiane dal 2015 e prima esperienza di coordinamento e condivisione tra tutti gli Atenei italiani impegnati sui temi della sostenibilità ambientale e della responsabilità sociale. 50 Atenei hanno già manifestato l’intenzione di aderire alla RUS, la cui finalità principale è la diffusione della cultura e delle buone pratiche di sostenibilità, all’interno e all’esterno degli Atenei, mettendo in comune competenze ed esperienze, in modo da incrementare gli impatti positivi in termini ambientali, etici, sociali ed economici delle azioni messe in atto dalle singole università. Nell’ultima Assemblea CRUI è stato nominato il Comitato di Coordinamento della RUS, che rimarrà in carica tre anni, con il compito di indirizzare e monitorare le attività della Rete, definendo specifici Gruppi di lavoro che saranno avviati su temi considerati prioritari (ad esempio, energia, mobilità e rifiuti). In particolare, il Gruppo di lavoro sulla “mobilità sostenibile” si integrerà con il Coordinamento Nazionale dei Mobility Manager Universitari, con lo scopo di condividere percorsi comuni tra i diversi Atenei ed implementare nuove strategie a livello nazionale.

 

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