Prima che accada. Tavola rotonda su comunicazione del rischio sismico

ultima modifica 30/05/2018 17:09

Prima che accada

Comunicare il rischio a sei anni dal terremoto dell’Emilia

“Non basta conoscere il rischio per attuare la prevenzione. Non bastano gli eventi di partecipazione se non portano a soluzioni concretamente praticabili per i cittadini. Minore è l’efficacia delle pratiche partecipative, minore è la capacità degli abitanti di attuare autonomamente efficaci interventi di prevenzione. I cittadini chiedono di non essere lasciati soli a decidere e a intervenire.”

Sono alcuni dei risultati della ricerca sulla comunicazione del sisma condotta dal Laboratorio di Ricerca in Storia e comunicazione della scienza DOS “Design of Science” dell'Università di Ferrara che saranno presentati e discussi il 29 maggio 2018 all’incontro “Prima che accada. Comunicare il rischio a sei anni dal terremoto dell’Emilia”. L’incontro si svolgerà dalle 15 alle 18 presso il Dipartimento di Economia e Management in via Voltapaletto 11.

Alla luce delle risposte fornite nel corso della ricerca condotta dal Laboratorio a sei anni di distanza dalle pratiche di comunicazione e partecipazione avviate subito dopo il sisma, emerge la necessità di un profondo ripensamento del ruolo dei soggetti istituzionali e scientifici e del rapporto con i cittadini in questo campo. Il caso della città di Ferrara, proprio per la complessità del percorso intrapreso e anche in virtù dei limiti inevitabilmente manifestati, si presta a diventare un modello di ricerca e azione da sviluppare ulteriormente. Anche per la sua analogia con molti altri centri storici del nostro Paese.

Alla tavola rotonda discuteranno di questi temi e delle prospettive di sviluppo: Alfredo Alietti, Dipartimento di Studi umanistici Università di Ferrara; Romano Camassi, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia; Roberto Giovanni Marino, Capo dipartimento Casa Italia presso la Presidenza del Consiglio dei ministri; Gabriele Ponzoni, Consiglio nazionale geologi.

La Direzione del Laboratorio introdurrà il tema, i principali risultati della ricerca e coordinerà i lavori.

Hanno finora confermato la loro presenza: Bruno Baraldi, Associazione nazionale amministratori condominiali e immobiliari Ferrara; Riccardo Caputo, Commissione Grandi Rischi; Alessio Colombi, Ordine degli ingegneri Ferrara; Cristina Corazzari, assessore alla comunicazione Comune di Ferrara; Antonio Beniamino Costantino, Agenzia Regionale Sicurezza Territoriale e Protezione Civile Emilia- Romagna; Ermanno Errani, Arpae Emilia-Romagna; Francesco Orlando, Ufficio Scolastico Regionale per l'Emilia-Romagna; Roberto Riccelli, Protezione Civile Ferrara; Marco Roversi, Ordine degli ingegneri Ferrara; Gian Paolo Rubin, Ordine degli Architetti di Ferrara; Stefano Solarino, Progetto “Knowrisk”.

“Siamo partiti subito dopo il sisma – dichiara Marco Bresadola, direttore di DOS – con attività di comunicazione e dibattito pubblico svolti su tanti piani diversi e con l’esperienza partecipativa "Battiamo il sisma" condotta ‘a caldo’ in collaborazione con il Comune. La ripresa della ricerca nella medesima realtà dopo alcuni anni con il progetto europeo “KnowRisk” costituisce presumibilmente un unicum in termini di monitoraggio dell’esperienza e bilancio dei risultati. È un patrimonio certamente spendibile per ripensare un modello di comunicazione e relazioni utile anche per tante realtà simili a quella che abbiamo studiato.”

“Le indicazioni per gli sviluppi futuri della ricerca-azione condotta – afferma Michele Fabbri, condirettore di DOS – sono tante e importanti. Si va dalla necessità di conoscere con accuratezza i segmenti di società a cui ci si rivolge per produrre una comunicazione costante, differenziata e articolata nel complesso sistema dei media attuale, alla necessità di continuità delle esperienze con la cittadinanza. La continuità del dialogo con i cittadini dovrebbe essere realizzata da un processo di trasferimento e scambio di conoscenza con luoghi deputati a farlo e guidati da processi istituzionali. La ricerca dimostra chiaramente che solo in presenza dell’attivazione di meccanismi di coesione sociale le misure preventive possono essere realizzate.”

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