Dizionario lessicale

Commedia
"Commedia" deriva dal greco, con il probabile significato originario di "festini in onore di Dioniso". Agli albori della letteratura italiana il vocabolo si riferisce a un componimento poetico a lieto fine, scritto in stile comico, cioè a metà tra il tragico e l`elegiaco. Nel Cinquecento, con il ritorno in voga della commedia classica, la voce riassume il significato di " rappresentazione teatrale" e si oppone alla tragedia e al dramma. Nello stesso secolo nasce in Italia la Commedia dell`arte. Successivamente si sono sviluppati numerosi generi di commedia, non solo nell`ambito teatrale, ma anche in quello cinematografico. In senso figurato, con commedia si intende la messinscena, la finzione o la presa in giro. Chiudono l`unità alcune sequenze tratte dal film Vogliamo vivere (1942), di E. Lubitsch.
Coreografia
Il termine "coreografia" deriva dal greco ed indica l`arte di comporre ed armonizzare dei passi, delle figure, con la partitura musicale; può riguardare il teatro, il cinema e la rivista, ma l`ambito privilegiato di impiego del vocabolo è sicuramente la danza. Di coreografia però si parla anche a proposito di movimenti studiati ed organizzati in occasione di manifestazioni o rituali di vario tipo. Le immagini conclusive sono tratte dal film Cappello a cilindro (1935), di M. Sandrich.
Dramma
"Damma" deriva da un verbo greco che significa `"fare". In italiano le prime attestazioni risalgono al Seicento. In senso lato con dramma si indicano tutti i componimenti letterari destinati alla rappresentazione sulla scena: il dramma propriamente detto, la tragedia, la commedia, la farsa. Con significato più specifico la parola dramma si riferisce ad un "componimento teatrale moderno di argomento doloroso". Storicamente si distinguono varie forme di dramma. Nel linguaggio corrente dramma, in senso figurato, indica vicende gravi, che causano sofferenze. Chiudono l`unità alcune sequenze tratte dal film Scarpette rosse(1948), di M. Powell ed E. Pressburgher.
Protagonista
Il termine deriva dal greco, con il significato, che tuttora mantiene, di "primo attore". Nel teatro greco sono distinti i ruoli del protagonista, del deuteragonista e del tritagonista, ma ciascuno di essi, usando la maschera, può recitare più parti, comprese quelle femminili. I personaggi delle tragedie sono spesso più di tre, ma solo eccezionalmente, prima di Sofocle, si ricorre ad un quarto attore. Ai giorni nostri il protagonista è l`attore o l`attrice che interpreta o riveste il ruolo principale in un`opera artistica, sia essa teatrale, lirica, narrativa o figurativa. In senso lato protagonista è colui che ha un ruolo di primo piano in eventi fantastici o della vita reale. Chiudono l`unità alcune sequenze tratte dal film Kean - genio e sregolatezza (1956), di V. Gassman.
Ritmo
La parola di questa unità è Ritmo ed appartiene alla famiglia: Danza, Mimo, Coreografia, Ritmo, Movimento. L`unità si apre con alcune immagini del Festival di Spoleto del 1997. Il termine ritmo deriva dal greco; passato in latino, si attesta in italiano come voce dotta nel 1300. Ritmo indicava ed indica tuttora una successione regolare di movimenti percepita dall`udito o dalla vista. E` un elemento essenziale per la musica, ambito in cui il vocabolo rappresenta la linea melodica di una composizione. Nella retorica classica il ritmo era ciò che garantiva armonia al periodo.Il vocabolo compare negli ambiti più vari: si parla di ritmo biologico o di quello delle stagioni o, ancora, di quello architettonico. Le immagini conclusive sono tratte dal film "Voglio danzare con te" di M. Sandrich, 1937.
Teatro
Il termine deriva da un vocabolo greco che ha la stessa radice del verbo guardare. Il significato di teatro è, sin dal principio, quello di "spazio dove si rappresentano opere drammatiche e musicali". In occidente la prima costruzione stabile destinata allo spettacolo è stata l`anfiteatro greco, una struttura a cielo aperto composta dall`orchestra, dedicata al coro, dalla scena, per gli attori, e dall`assise, riservata al pubblico. Il teatro romano è, in origine, costruito come quello greco. Durante il Medioevo le rappresentazioni, quasi esclusivamente a carattere sacro, si tengono in chiesa o sul sagrato. Solo nel Rinascimento si costruiscono le prime sale con posti fissi per il pubblico. Ma "teatro", si ricorda, indica anche l`attività del "far teatro" o il prodotto di quest`arte: in tal senso si dice che un attore "fa teatro", o si parla, per esempio, di "teatro futurista" o "teatro dell`assurdo". Chiudono l`unità alcune sequenze tratte dal film L`ultimo metró (1980), di F. Truffaut.
Tragedia
Il termine deriva dal greco; già nella Grecia classica non si era sicuri se il vocabolo significasse "canto per un capro", cioè "canto che ha per ricompensa un capro" oppure "canto dei capri", ossia "canto di attori mascherati da capri": questo secondo significato sembra il più probabile. La tragedia è una rappresentazione drammatica caratterizzata da uno stile e da un tono elevato e da una conclusione piena di sventure e sofferenze. Eschilo, Sofocle, Euripide, si ricorda, sono i tre più grandi autori di tragedie della Grecia antica. Oggi, oltre all`ambito strettamente teatrale, tragedia compare anche nel linguaggio quotidiano, in cui indica un evento grave e luttuoso. Chiudono l`unità alcune immagini tratte dal film Amleto (1948), di L. Olivier.