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Racconti dall’estero | Intervista a Eleonora, neolaureata in Scienze della Comunicazione, in tirocinio a Eindhoven

09/09/2021

Persone

La quarta puntata del nostro viaggio virtuale che ripercorre le esperienze di studio e di vita all’estero delle studentesse e degli studenti Unife in giro per il mondo, ci porta a Eindhoven, in Olanda. 

In questa tappa conosciamo Eleonora Goldoni, studentessa neolaureata in Scienze e Tecnologie della Comunicazione, che ha deciso di svolgere un tirocinio in un’azienda olandese, con il programma Erasmus Traineeship.

Benvenuta Eleonora. Raccontaci un po’ di te e della tua esperienza lavorativa in Olanda.

Ciao! Ho 22 anni e mi sono laureata in Scienze e Tecnologie della Comunicazione a Unife lo scorso ottobre. Ho scelto di partire per l’Olanda, precisamente Eindhoven, per seguire un programma di Erasmus Traineeship dopo la laurea.
L’azienda presso cui lavoro si occupa di analisi delle performance dei nuotatori per migliorarle grazie alla scienza. Il mio lavoro consiste in primo luogo nella gestione manageriale dei social, scattando foto, editando video e creando contenuti social per le pagine aziendali. Una mansione piacevole e non eccessivamente dura che mi consente di applicare le mie conoscenze universitarie alla mia creatività

Perché hai scelto di intraprendere questo viaggio in un periodo così complicato?

Le ragioni sono svariate. Sapevo che sarei andata incontro a un Erasmus atipico ma avevo tanta voglia di cimentarmi in un vero e proprio ambiente lavorativo e di imparare la lingua inglese. In più, sentivo la necessità di cambiare aria. 
Non ero spaventata dall’idea di lasciarmi alle spalle per un determinato periodo di tempo la mia famiglia e gli amici. Purtroppo, in Italia avrei comunque potuto fare poco data la situazione. Volevo scegliere un Paese con una diversa gestione dell’emergenza Covid, quindi ho avuto un incentivo in più per andare in Olanda.

Secondo quali criteri hai scelto la tua attuale meta?

L’Olanda è un Paese molto affascinante, ricco di natura e paesaggi mozzafiato ma decisamente diverso rispetto all’Italia per usi e costumi. 
È un Paese innovativo, dà molto spazio ai giovani e è all’avanguardia sotto molto punti di vista. L’emergenza Covid è gestita in maniera efficiente ma senza particolari restrizioni e questo consente ai cittadini di agire secondo un proprio criterio di responsabilità etica
Nell’ambiente lavorativo ho riscontrato molta flessibilità e le persone del posto non sono fredde o inospitali; anzi, ho stretto moltissime amicizie! Non ho scelto una meta molto gettonata per fare un Erasmus, ma devo dire che questa esperienza si sta rivelando sempre più incredibile e ricca di novità.

Com’è il tuo rapporto con le altre studentesse e gli altri studenti? È stato difficile integrarsi?

Posso dire di esser stata molto fortunata per quanto riguarda le amicizie
Ho avuto la possibilità di usufruire di un alloggio messo a disposizione dal nostro datore di lavoro. Vivendo tutti a stretto contatto, ci siamo conosciuti condividendo la quotidianità e l’esperienza che stiamo facendo ci ricorda ogni giorno quanto siamo fortunati ad aver creato legami così forti. La lingua non è una fonte di ostacoli per nessuno.
A causa del Covid, non si possono organizzare le classiche gite da Erasmus ma il nostro gruppo di studenti si ritrova per fare piccole escursioni fuori città che ci consentono di svagarci e unirci ancora di più. 

Consiglieresti questa esperienza a chi frequenta l’università?

Certo, la consiglierei vivamente a chiunque voglia intraprendere un viaggio alla scoperta di se stessi, di luoghi e di persone nuove.
Allo stesso tempo, questa tipologia di Erasmus aiuta a inserirsi in un panorama molto più “adulto”, fatto di lavoro, gestione personale dei propri spazi e organizzazione del proprio tempo. È un percorso di crescita personale (e anche di curriculum)!

Cosa ti aspetti al tuo ritorno in Italia?

Al mio rientro in ‘’patria’’ mi aspetto di affrontare il futuro con una consapevolezza maggiore e con le idee più chiare sul lavoro che voglio fare. Aver toccato con mano uno dei tanti settori che abbiamo studiato all’Università, mi ha permesso di capire che un’occupazione simile potrebbe darmi soddisfazioni in futuro. Tra le altre cose, mi è balenata l’idea di poter insegnare l’italiano agli stranieri, avendo fatto un po’ di esperienza con i miei coetanei in Eramsus.
Questo viaggio mi ha aperto nuovi orizzonti e mi ha dato modo di inserire nel mio bagaglio personale momenti, persone e competenze che, sono sicura, mi aiuteranno nella vita.

Intervista a cura di NICOLETTA, tirocinante del corso di Scienze e Tecnologie della Comunicazione di Unife.