Sanitizzazione degli ambienti e possibile uso dei probiotici come adiuvanti nella terapia

Il gruppo di ricerca CIAS di Unife, coordinato dalla professoressa Elisabetta Caselli e dal professor Sante Mazzacane, si sta impegnando sul fronte della sicurezza degli ambienti ospedalieri e della analisi ambientale per la presenza di SARS-Cov-2 in ambienti confinati, superfici, aria, acqua.

 

Uno dei progetti riguarda la prevenzione, in quanto il centro è da anni attivo nello studio di sistemi biologici di sanitizzazione ospedaliera in grado di ridurre stabilmente i patogeni e i ceppi antibiotico-resistenti nell’ambiente ospedaliero, con conseguente riduzione delle infezioni ospedaliere. Dati preliminari già ottenuti dal gruppo utilizzando ceppi di virus influenzale umano e animale hanno dimostrato la potenziale efficacia antivirale di tali detergenti biologici. Se tali sistemi dovessero risultare efficaci anche verso SARS-Cov-2, il loro uso potrebbe aumentare sensibilmente la sicurezza degli ambienti sanitari, evitare il rischio di ulteriore peggioramento del problema delle farmaco-resistenze in ambiente ospedaliero, e suggerire il possibile uso dei probiotici come adiuvanti nella terapia dei pazienti affetti.  Non essendo ancora attivo un laboratorio di livello BSL3 in Unife, il centro ha già attivato importanti collaborazioni con enti esterni dotati di laboratori idonei alla manipolazione del virus in attiva replicazione, in particolare con l'Istituto Zooprofilattico le Tre Venezie e con l'Università Cattolica di Roma.

Un altro progetto di ricerca che il CIAS sta sviluppando è la realizzazione di un protocollo di analisi ambientale (ambienti confinati, superfici, aria, acqua) della presenza di SARS-Cov-2, allo scopo di comprenderne più a fondo la capacità contaminante e l’epidemiologia.